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Penny Dreadful e la Tragedia Umana – Essere come Poeta o Essere come Demone

RETROSPETTIVE SERIALI: PENNY DREADFUL E LA TRAGEDIA UMANA - INTRODUZIONE ALLA RUBRICA

Lo spirito ci si impone come candido, puro, alto.

L’inferno ci si impone come infuocato, degenerativo, sprofondante.

Cosa cerchiamo davvero?

L’umano ha due scelte, reprimere tali sussurri o accettare di essere l’eterno equilibrio tra essi, un burrone sempre in procinto di crollare, una frana sempre prossima a distruggere.

Egli è creatore e luogo di tale conflitto, l’equilibrio dei suoi stessi estremi, il Divino ed il Demone. 

Solo attraverso il metafisico, il mistico, possiamo guardare le più profonde viscere di noi stessi, solo in questo modo, invero, possiamo toccare il più delicato cielo, sorridente e puro.

Penny Dreadful, riesumando dalla loro eternità i più noti topoi della letteratura dell’orrore, gotica ed edonistica, perversa e sanguinosa, rilancia uno sguardo assai raro nella ricerca cinematografica odierna: la tragedia umana in tutta la sua illimitatezza.

Elevare l’animo e seppellirlo, in una delicata poesia per sempre mancante, fatta di mostri che bisbigliano e di luci che ci sfuggono.

Certo, di Horror se ne fanno tanti, ma questa serie ha uno scopo quanto mai unico, essere una Tragedia, non nei canoni ma nella sua vocazione artistica, con voci poetiche e pennelli che dipingono prospettive sui dubbi più indefiniti dell’uomo, primordiali eppure irrisolvibili, metafisici eppure reali.

Un intreccio narrativo complesso e continuativo, con storie che avanzano, si guardano, si superano, permettendoci di osservarne ogni dettaglio, ogni risultato ottenuto, ogni voce impossibile da addomesticare, ogni demone ucciso.

Storie dunque che non stanziano in una caratterizzazione già finita nel suo esporsi iniziale, ma allentano le compresse corde di personaggi di cui sin da subito possiamo intuire, almeno in parte, la complessità d’animo, ma che nel tempo si esplicitano, prendono strade diverse, definendosi in una realtà quanto mai fuori dal possibile…

Eppure ogni mostro, interno o esterno, ci sembra di averlo già visto nel nostro mondo, interno o esterno. Perché dietro le storie dei mostri, guardando un po’ meglio, ci sono grandi profondità umane.

In questa RUBRICA ci addentreremo in varie sfaccettature di un’opera davvero complessa, cercando di canalizzare i vari personaggi in varie tematiche umane, cercando la poesia di questa serie senza razionalizzarla, semplicemente per osservarla, cercando di rubarne le essenze più tragiche.

Sarà divisa in più parti, tra il Moderno Prometeo, l’Immortale Finitezza e la Benedetta Inquietudine.

Andrea Vailati

"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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