google-site-verification=Z-iiMQ70202XbeRqAJMdql9f6sCrAIa8gk6Gr_Nm7q4
Home Cinebattiamo Enciclopedia del Villain Darth Vader - Il Lato Oscuro dell'Amore

Darth Vader – Il Lato Oscuro dell’Amore

Essere giovane e dal forte potere è duro, desiderarne sempre altro, inevitabile. Ma non per sé, mai per sé: Padmé, unica donna della vita di Anakin dopo sua madre, la sua tanto amata madre, l’unica che egli abbia mai amato e che mai amerà, Padmé ha bisogno di lui e il loro amore è stanco di essere clandestino.

Cosa c’è di sbagliato nell’amarsi, così perdutamente e intensamente? Cosa c’è da nascondere? Il problema non è nasconderlo al mondo, ma al proprio cuore. Non bisogna oscillare per essere Jedi, l’equilibrio vien prima di tutto e l’amore si caratterizza per non essere equilibrato, ma viscerale, passionale, assoluto e, si sa, solo un Sith vive di assoluti.

 

“Esercitati a distaccarti da tutto ciò che temi di perdere” Yoda

Anakin non ci riesce, proprio non sopporta di avere quelle continue visioni di dolore e morte, terribili sogni premonitori di un futuro prossimo. Da schiavo nella terra di Tatooine, dove unico amico era un robot fabbricato da lui, un “ammasso di ferraglia” qualsiasi dal nome C3PO, eccolo salvato ed accolto dal maestro Qui-Gon Jinn a bordo della propria nave. Era un bambino al tempo, ma ora è un uomo, un Jedi dall’immensa forza che, pian piano, si accosta a Palpatine e impara a conoscere il lato oscuro attratto da una storia raccontatagli:

Palpatine: Ti hanno mai detto della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio?

Anakin: No.

Palpatine: Lo immaginavo. È una storia che i Jedi non raccontano. È una leggenda Sith. Darth Plagueis era un Signore oscuro dei Sith così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i midi-chlorian a creare la vita. Aveva tale conoscenza del lato oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire.

Anakin: Riusciva davvero a salvare le persone dalla morte?

Palpatine: Il lato oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali.

Anakin: E che cosa avvenne poi?

Palpatine: Diventò talmente potente che l’unica cosa di cui aveva paura era perdere il suo potere. Cosa che alla fine gli accadde. Disgraziatamente, insegnò al suo apprendista tutto ciò che sapeva, e il suo apprendista lo uccise mentre dormiva. Che ironia. Salvava altri dalla morte, ma non salvò sé stesso.

Anakin: È possibile apprendere questo potere?

Palpatine: Non da un Jedi.

Il desiderio di salvarla era così imperante da spingerlo tra le braccia dell’oscurità, la stessa che lo abbraccerà dolcemente per poi stritolarlo irrimediabilmente nella propria morsa.

L’amore e l’odio son correlati e uno trae la propria potenza dall’altro, Anakin si nutre di odio verso i Maestri Jedi, verso Obi-Wan Kenobi, lo stesso che nutriva un sincero affetto per lui e che per questo resterà profondamente deluso dal comportamento del suo allievo.

Come può capire cosa significhi amare davvero? Eppure Padmé, preoccupata per il padre dei suoi futuri figli e per il netto cambiamento degli ultimi mesi, l’ha raggiunto per chiarire gli oscuri dubbi insinuati da Obi-Wan, lo stesso che si è nascosto furtivamente nella nave, e questo fa infuriare il nostro Anakin. Come hai potuto metterla contro di lui, Obi-Wan?

Uno degli scontri più romantici, poetici e avvincenti, dove il fiato rimane sospeso fino alla fine e il sublime regna sovrano, si conclude con una netta vittoria di Obi-Wan che lascerà il suo apprendista bruciare tra le fiamme come un’anima in pena, in un inferno che egli stesso si è costruito in nome dell’amore. A trovarlo ecco il suo nuovo Maestro Palpatine che lo salva portandolo, privo di arti e ormai sfigurato dalle fiamme, a nuova vita: la Creatura shelliana si declina nel signore dei Sith, ed ecco nascere il grande Darth Vader.

Infanticidi e stragi lo accompagneranno nell’attuazione dei suoi piani e della sua conquista della Galassia, non è ammesso alcun errore, nessun pentito e nessun prigioniero: chi sbaglia paga il suo errore con la morte, e il soffocamento tramite la Forza diverrà una valida alternativa alla spada laser.

Questo Lord, dal mantello nero come la propria anima, indossa una maschera che gli permette di respirare, ma siamo certi che questo non sia lo specchio delle proprie sofferenze, siamo certi che egli voglia votare la propria vita all’oscurità?

“Darth” è sicuramente un richiamo smussato dall’inglese “dark”, sottolineato anche dall’appellativo “signore oscuro” datogli dai suoi soldati, ma la cosa più affascinante è che “Vader” altro non è che il nome della sua seconda pena, nonché ragione di vita e spinta all’azione. “Vader” infatti potremmo ricondurlo ad una lenizione delle occlusive orali “p” e “t” latine appartenenti alla parola “Pater”. L’essere padre infatti non solo gli provocherà una serie di “inconvenienti” nell’attuazione dei suoi piani, provocando la fine della Morte Nera, ma lo porterà anche ad esalare l’ultimo respiro in nome dei suoi figli, o meglio, di suo figlio Luke.

Essere padri non è semplice, si è sempre in contrasto con i propri figli che magari non comprendono la profondità di ogni gesto, di ogni singolo movimento fatto in loro funzione. I figli a volte necessitano di gesta eroiche per riconoscere quanto un proprio genitore faccia per loro, spesso basterebbe soffermarsi a pensare, ma Luke è come noi, non comprende le ragioni del padre e neanche accetta che egli sia suo padre, proprio lui, Lord Vader. Com’è possibile? Così diversi, eppure legati da un filo indissolubile che Darth deciderà di recidere in nome dell’amore, ancora una volta, lo stesso amore che l’ha guidato per tutta la vita lo condurrà nelle braccia di thanatos, suggellando quel connubio che da sempre strugge l’animo umano.

Darth Vader: Luke, aiutami. Toglimi la maschera.

Luke Skywalker: Ma morirai.

Dart Vader: Niente può impedirlo ormai. Per una sola volta lascia che ti guardi con i miei veri occhi. [Luke toglie la maschera al padre] Ora, va, figlio mio. Lasciami.

Luke Skywalker: No. Ti porto con me. Non ti lascerò qui, devo salvarti.

Darth Vader: Lo hai già fatto, Luke. Avevi ragione. Avevi ragione nei miei riguardi. Di’ a tua sorella… che… avevi ragione.

Luke Skywalker: Padre… non ti voglio lasciare!

Il villain deciderà di redimersi in fin di vita, lasciando dell’amaro in bocca tanto agli spettatori quanto a Luke che magari avrebbe voluto crescere al suo fianco, curare le sue ferite e donargli quanto di più importante un figlio possa avere: la comprensione e l’amore verso il proprio padre, nonostante tutto.

 

 

Leggi anche Star Wars: Gli Ultimi Jedi – Oltre il Passato

Giorgia Fanelli
"Nel Foscolo è visibilissima quell'aria di irrequieto dolore, quel desiderio di pace e di oblio, che fu sì comune agli uomini e agli scrittori della generazione romantica, e che trovò forse la sua espressione artistica più intiera nel Renato di Chateaubriand. Questo lettore di Plutarco, questo che più volte si professa stoico, quando si scopre senza posa a sé e agli amici è un ammalato dei mali profondi delle età di transizione: non molto dissimile in ciò dal Petrarca, di cui perciò comprese così bene gli spiriti". Eugenio Donadoni (critico letterario)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Quentin Tarantino e i Meta-Personaggi

Tarantino e i meta-personaggi. “Se pensate di vedere doppio non regolate il vostro televisore perché, beh, in qualche modo è così!” (C’era una volta a… Hollywood) Il...

Joker danza sulle note di I started a joke dei Bee Gees

Ballare. Il tratto (o uno dei tratti) che rende il Joker di Phoenix unico è in quel momento: il momento in cui le spalle s'irrigidiscono,...

La società di Gotham non è quella reale

"Gotham ha fatto il suo tempo. Come Costantinopoli e Roma prima ancora, la città è diventata terreno fertile per sofferenze e ingiustizie. Impossibile salvarla,...

Arancia Meccanica – La Melodia dell’Ultraviolenza

Arancia Meccanica è una delle opere cinematografiche più intense e provocatorie del novecento, una pietra miliare per il cinema che mira a curare l'introspezione...