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Il Sottosuolo Italiano – C’è così tanta Bellezza in quest’Italia, cerchiamola.

Il Sottosuolo Italiano.

Matteo Garrone racconta, successivamente all’uscita e ai consensi ricevuti da Dogman, che il film nasce in realtà molto prima della sua effettiva realizzazione: nasce da un’immagine, rimasta impressa per anni nella mente del regista romano, un’immagine che ritrae un uomo e un cane rinchiusi in due gabbie, l’una di fronte all’altra, mentre si guardano attraverso le sbarre.

Paolo Virzì racconta, poco dopo la distribuzione de La pazza gioia, che il personaggio di Valeria Bruni-Tedeschi nasce in realtà da un suo precedente set, quello de Il capitale umano, e da una scena girata e successivamente tagliata: la scena mostra la stessa attrice, una delle protagoniste di entrambi i film, guardare da fuori la sua casa piena di ospiti in festa, per poi decidere di non entrare, e di fuggire disperatamente giù per la collina incurante della sua elegante mise.

Qual è il punto? Perché scomodare due dei più importanti registi italiani contemporanei per un paio di semplici aneddoti? Che legame intercorre tra i rispettivi racconti? La risposta va ricercata in un singolo elemento: l’immagine.

L’immagine, nell’estemporaneità con la quale prende possesso delle nostre menti, ripresentandosi quotidianamente, smaniando per venire alla luce, alimentando il nostro sempre crescente desiderio d’esprimerci. E quasi suscita un senso di vertigine il pensare che tutti i più grandi capolavori della storia del nostro cinema possano aver avuto origine da una singola immagine, che sia stata ispirata da una melodia, da un passeggiare anonimo per le strade di Roma o da un sogno.

In tempi come questi, di immagini che smaniano per venire alla luce ne è piena ogni città, ogni paese, ogni piccolo agglomerato della nostra Italia; molte di meno, invece, sono quelle che effettivamente sfuggono al soffocamento e trovano la via dell’espressione. E come noi stessi, giovani scrittori, illustratori e videomaker della Settima Arte abbiamo trovato in questa realtà un punto d’incontro, un porto al quale fare affidamento, vogliamo che questo blog sia piattaforma di riferimento, isola votata alla condivisione delle molteplici giovani immagini che circolano lungo tutto il territorio italiano.

Registi di cortometraggi, scrittori, direttori della fotografia, montatori; sguardi nuovi, nutriti da quell’ingenuità propria solo di chi sogna, e troppo spesso ignorati, risucchiati dal frenetico vortice del mercato che raramente trova il tempo di sostare, respirare ed osservare ciò che quel candore è in grado di offrire.

Ed è sufficiente volgere lo sguardo all’anno appena trascorso per rendersene conto: il candore che i fratelli D’innocenzo, 29 anni, hanno tradotto in quel gioiello de La terra dell’abbastanza, scorcio sulle vite di due adolescenti romani segnati da un incidente dai risvolti tragici; o l’opera prima del trentunenne Ciro d’Emilio, Un giorno all’improvviso, selezionato al festival di Cannes nella sezione Orizzonti; o ancora il cortometraggio Twinky Doo’s Magic world di Alessandro Izzo, unico italiano selezionato al Ravenna nightmare film festival; per arrivare al leggermente più navigato Matteo Rovere, il cui Primo Re ha conquistato, almeno quel po’ che basta per dire qualcosa, la nostra Italia.

Se è vero che in un paese come il nostro, il bisogno di aggrapparsi all’arte diviene ogni anno più insistente, altrettanto sacrosanto è il dovere di provare a spingere l’arte stessa al di fuori, renderla accessibile, al di là delle difficoltà che un ambizione simile può e potrà comportare.

Da questo momento, dunque, La Settima Arte perpetuerà con impegno e passione un nuovo tipo di ricerca, volta a riscoprire l’immagine nella sua purezza, come minatori immersi nelle miniere alla ricerca di pochi fili d’oro. Non a caso, il Sottosuolo Italiano.

Guidati dall’ardore che fin qui ci ha accompagnati, scaveremo, ci addentreremo alla ricerca di nuove immagini, nella loro grezza autenticità, sprigionanti speranza ed ambizione.

E se ci seguirete con la stessa passione, per noi sarà già un successo.

 

Scriveteci, raccontatevi, segnalateci ogni sfumatura di quest’Italia che, nonostante tutto, cerca sempre l’arcobaleno.

 

Benvenuti nel Sottosuolo Italiano

 

 

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