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Freezer e “Paradiso Perduto”- Un villain persino più malvagio del Lucifero miltoniano

Sentiamo sempre più spesso la necessità di catalogare il male nelle opere che amiamo. Come nella letteratura così nei fumetti, vediamo la nascita di approfondimenti e addirittura classifiche sui malvagi antagonisti che più amiamo. Abbiamo già affrontato l’avvento della categoria degli antieroi e dei villain, fiutando come il pubblico ormai si riconoscesse più in loro che nell’eroe. Siamo consci dell’errore che compiamo nell’ammirare il male, colpevoli nel contemplare la malvagità ed entusiasmarci in alcuni suoi gesti. Vogliamo dunque sentirci più leggeri provando questa malsana stima, sapendo che anche altri hanno le nostre stesse percezioni miste alla voglia di provare a comprendere il perché di quel male.

Studiando un grande villain, che molti ha conquistato, non ho potuto fare a meno di trovare similitudini nella sua contrapposizione all’eroe con l’opera epica scritta da John Milton “Paradiso Perduto”, tutta la mia generazione lo indica non solo come il villain migliore presente in Dragon Ball ma anche uno dei migliori mai disegnato da un mangaka, rivaleggia (opinione personale) forse solo con Sauzer di Ken il Guerriero. Parlo ovviamente di Freezer (Furiza in giapponese) e del suo essere uno dei più grandi antagonisti del mondo comics, al punto da accostarlo con l’emblema della malignità stessa voluto dipingere da Milton nella sua opera: Satana in persona.

Il primo termine di paragone è la netta contrapposizione ad un protagonista carico di virtù: l’alieno a Goku, l’angelo caduto a Dio e alla sua legge. Il Satana miltoniano non è il male classicamente inteso ma è rappresentante di tutti quei peccati che nel ‘600 una società puritana come quella inglese non tollerava: l’invidia, l’orgoglio, l’ira, l’avidità, sono questi gli aspetti in cui sarà rappresentato il demonio, una cattiveria nel contrapporsi alla legge divina e all’eredità che l’Onnipotente lascia al Figlio, entrambi dipinti eterei, puri, stella polare da inseguire per il popolo di sua maestà.

Freezer e Goku condividono un incipit di nascita molto simile ma sono le scelte che fanno a farli diventare l’uno l’antitesi dell’altro. Toriyama, in un’intervista pubblicata sulla rivista Saikyo Jump, ha rivelato parte della genesi dell’alieno. La razza a cui appartiene Freezer e tutti i membri della sua famiglia è quella degli Shimoni, letteralmente dal giapponese “Demoni del Gelo”. Originari di Geyser inospitale pianeta della Galassia del Sud, composto da blocchi continentali di ghiaccio alternati da gelidi deserti, il luogo non regala risorse o primizie ai suoi pochi abitanti che rischiano l’estinzione. Da qui il collegamento dei nomi della famiglia di Freezer derivanti tutti da giochi di parole che hanno a che fare con il gelo.

I “Demoni del Gelo” per garantire la propria sopravvivenza furono costretti ad incrociarsi con una specie mutante, mai resa nota ma che in dote porta l’incredibile capacità di trasformarsi, creando una nuova sottospecie. Il capostipite della nuova specie altri non è che re Cold, il padre del nostro Freezer. Egli come primo nato della seconda generazione dovrebbe essere dotato di qualità superiori a chiunque altro nella nuova razza. Infatti prima dell’avvento del Super Sayan è considerato l’essere più potente della galassia. Nonostante gli sforzi fatti i NeoShimoni non riescono a ripopolare il proprio pianeta divenendo dei profughi della galassia. La rabbia di Freezer per l’abbandono del proprio luogo di origine, le potenzialità di rivalersi della sorte e la sua voglia di dimostrare a tutti come il suo popolo seppur esule galattico aveva prodotto il più forte dei guerrieri, fecero germogliare la crudeltà di cui si è distinto.

Goku condivide un destino iniziale simile: orfano, ignaro delle sue origini, perde il suo unico affetto, l’indole repressa la conosciamo, eppure mai ha pensato di usare le proprie capacità per far del male. Bontà, altruismo, semplicità, nessun peccato anzi saturo di virtù, il paragone con Freezer è impietoso.

Tornando al paragone con Lucifero altri sono gli aspetti comuni, la loro eloquenza e carisma spinge molti a seguirli più della paura, entrambi forti, possenti, orgogliosi, impossibili da scalfire, in preda al loro delirio di onnipotenza, Freezer con la volontà di diventare immortale e Satana appena risvegliatosi dopo l’esilio, dinanzi al concilio infernale, aizza la sua gang a riconquistare il Paradiso da poco perduto.

Ma se Satana da Milton è stato creato sulla scia di un eroe omerico che cade nel peccato e diviene prigioniero del suo ego fino a diventare “la serpe strisciante e tentatrice”, Freezer da Toriyama è stato creato per mostrarci un male cieco, indomabile che mai ha incertezza. L’alieno non si ferma dinanzi a niente, conquista e vende i pianeti della Galassia, spesso stermina le loro popolazioni, gioisce nel vedere distruzioni e sevizie, egoista ed avido mai tentenna nel compiere empietà spesso futili.

È un villain perfetto, perché non ha coscienza di un gesto buono, non è diventato perfido, quella rabbia cova da lui dal concepimento e da essa l’alieno alimenta la sua crudeltà. Non ha mai conosciuto altro e dunque ignora l’esistenza di gesti positivi, non ha nell’animo dubbio o pentimento, nulla smuove il suo cuore. In questo è superiore persino al Satana di Paradiso Perduto, poiché quest’ultimo è nato angelo e, fino al momento in cui cede alla sua ambizione, non ha impulsi malvagi. La negatività del comportamento nei primi sei libri dell’opera è visibile solo tramite la visione cristiana dei peccati capitali, solo infine la sua parabola di corrosione giunge a compimento e diventa colui che non vuole più contrapporsi solo al volere di Dio ma inquinare la sua “rassomigliante” creazione, l’umanità. Freezer invece non ha simili evoluzioni, è male puramente stabile, dall’inizio alla fine delle sue apparizioni non varia, uno monolite maligno, degno di questa espressione: peggiore del Diavolo stesso.

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