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American Beauty – Because The Beatles

Because

Non è la primissima cosa che salta fuori, se si parla di American beauty, il fatto che i titoli di coda si aprano con Because dei Beatles. O meglio, con la versione vocal di Because dei Beatles, ovvero quella senza instrumental, poggiante sul solo canto, nello specifico quello di Elliott Smith. E a pensarci, già questo tratto accomuna le due opere, in un certo senso: la rimozione delle sovrastrutture, del ciò che avvolge, volta a mostrare la bellezza soffocante del puro, del semplice e del primordiale che vi è celato.

La poesia del meraviglioso brano dei Beatles tende velatamente la mano al capolavoro di Sam Mendes, e soffermandosi sulle parole esatte degli otto versi totali, ci si accorge come alcune scene del film sembrino quasi omaggiarle.

Because

Because the world is round,
it turns me on.
Because the world is round

La prima strofa, nella sua difficile interpretazione, già offre innumerevoli spunti di comparazione. Perché la phrasal verb “turn me on” ha un significato ben preciso, ovvero eccitare, attrarre sessualmente. La passione primordiale della spinta sessuale, irrazionale, incoerente, travolgente, l’unica forza in grado di smuovere Lester Burnham, il protagonista interpretato da Kevin Spacey, dal torpore nel quale anni di monotonia quotidiana l’avevano risucchiato.

Ed è dunque da quel contatto, da quel re-incontrarsi con la più pura bellezza giovanile da tempo dimenticata, che il percorso di Lester ha inizio: un percorso volto a riscovare quelle sensazioni, quei respiri che anni e anni prima lo proiettavano alla vita, lo facevano sentire al centro del mondo, invincibile, potente. E lo dice, nel dialogo finale con la stessa giovane Angela, nel momento in cui si ricongiunge, intimamente, dolcemente, con l’innocenza ritrovata.

Because the wind is high,
it blows my mind.
Because the wind is high

Il vento, talmente forte da soffiare via con sé ogni pensiero, ogni frustrazione; e lasciarsi trasportare da una forza naturale come il vento, così casuale, così irrazionale, significa lasciarsi alle spalle ogni ostacolo che la vita terrena frappone tra noi e la felicità. La forza, dunque, di ciò che è naturale, il vento, come la sopracitata attrazione sessuale, come addirittura l’amore.

Quell’amore che torna a riaffacciarsi in casa Burnham al momento che la figlia Jane s’invaghisce di Ricky Fitts, il vicino di casa, forse il personaggio che più rappresenta il valore della purezza in qualche modo inseguito dai protagonisti.

Mollare la presa, smetterla di arrampicarci su noi stessi, guardare oltre ciò che la vita ci pone davanti agli occhi, e lasciarsi andare al vento.

E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita.
(Lester)

Because the sky is blue,
it makes me cry.
Because the sky is blue

L’ultima strofa celebra ciò che più di ogni altra cosa ci proietta e ci connette con l’universo: il cielo. Nella sua immensità, nel suo avvolgente azzurro, nella sua irraggiungibilità. Come la Moonlight Sonata di Beethoven, prima fonte d’ispirazione per i Beatles nell’arrangiamento di Because, celebrava la lucentezza della luna attraverso le note di un pianoforte, i Beatles cantano all’immensità del cielo attraverso tre semplici versi, sprigionanti poesia allo stesso modo.

In American beauty, la celebrazione del cielo è affidata al personaggio di Ricky Fitts, il vicino di casa che, oltre ad innamorarsi di Jane, passa il suo tempo a filmare fugaci dettagli delle strade: un uccello morto, la disperazione di un barbone, una busta di plastica che fluttua trasportata da uno spiffero di vento.

In quei momenti di ricongiungimento totale tra uomo e natura, sembra quasi che Ricky sieda ad un pianoforte intonando le note della Moonlight Sonata, guardando il blu del cielo e lasciandosi andare a lacrime di commozione. Come nell’iconica scena del video della busta, durante la quale, al momento d’estasi più alto raggiunto dal personaggio di Ricky, irrompe l’amore di Jane, che gli prende la mano e lo bacia.

Love is old, love is new,
love is all, love is you.

Col verso centrale, non a caso, si chiude il parallelismo. Perché il messaggio è chiaro: l’amore, nel suo senso universale, come l’unico mezzo in grado di curvare la linearità delle giornate, di permetterci un ricongiungimento con tutto il bello che tendiamo ad ignorare, in Because dei Beatles (non a caso, nella versione di Elliott Smith le prime note strumentali partono esattamente in concomitanza con questo verso), come in American Beauty di Sam Mendes.

Ed è solo scavando, guardando più da vicino, che questa bellezza commovente, toccante, travolgente viene fuori, togliendo il fiato al primo scorcio. Talmente fulminea, talmente fugace da non lasciarsi trattenere, e da scorrere via sotto i nostri occhi.

E a noi non resta che raccontarla, cantarla, ringraziarla per averci concesso quell’unico, impercettibile ma soffocante sguardo.

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