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Nuovi Luoghi: Gente di Milano, andate a vedere Contenuti Zero Varietà

Il mondo è assurdo, e tutta la grandezza dell’uomo consiste nel riconoscere questa assurdità. (Louis Guilloux)

Secoli alla ricerca di un significato, di un perché, di un come, di un misero criterio di senso.
Secoli persi, affondati nel bisogno di dare logica a questo mondo.
Secoli per scoprire una singola verità, ultima e sovrana: che non c’è niente di minimamente pensato, sensato, voluto, insomma che niente c’ha senso qui: Dio è morto, la ragione fa cilecca più che mai e tutti vaghiamo come i cavalieri dell’Ariosto, senza sapere cosa diavolo stia succedendo.

Ma proprio vagando, errando un po’ da tutte le parti un po’ da nessuna, mi ritrovai in quel Teatro detto Leonardo, a Milano, un mercoledì sera.
Forse volente, forse casuale, ecco che mi si rivela il senso del tutto: Contenuti Zero Varietà.

Millenni di ricerca di un ordine meravigliosamente disintegrati in un paio d’ore di spettacolo. Perfetto.
Intere generazioni di intellettuali, pensatori, artisti e poeti demoliti da un encomio a Pippo Baudo, da un’intervista a Pingu, da Socrate che ha finalmente capito come raggiungere risultati utili con quella Maieutica che si ritrova.

LA DRAMMATICA INTERVISTA A PINGU: Lo ricordiamo tutti per le sue giornate spensierate,ma a Pingu gli si stanno sciogliendo i ghiacciai…_____________________________________________Quarta puntata – #IQUATTROFORMAGGI il 27 febbraioCONTENUTI ZERO – VARIETA' | 7 SPETTACOLI DIVERSI | OGNI 2 MERCOLEDI' – MILANO Teatro Leonardo -Biglietti qui: http://bit.ly/Contenuti0

Pubblicato da Contenuti Zero su Venerdì 22 febbraio 2019

Di che sto parlando? Che significa? Ho detto cose a caso?
Assolutamente sì, assolutamente no.

Un gruppo di giovani teatranti, performer e artisti davvero di qualità ha creato questa geniale banda dissacrante, che sa a tal punto di non sapere, da portare il vero volto di questo folle mondo a galla. Due ore di divertente assurdità, dove la risata è implacabile, dove il contatto con categorie di senso svanisce per quel tempo necessario a riprendere coscienza di quante cavolate abbiamo sovrascritto, di quanto abbiamo esagerato nel prenderci sul serio.

E ce ne vuole di abilità per portare tutti gli spettatori nell’impossibile in modo a tal punto sottile e genuino, da renderlo assolutamente credibile. Perché se dichiari follia vuol dire che conosci la ragione, ma non ti ci perdi troppo, piuttosto la prendi un po’ per il culo. 

Così d’un tratto penso a quando Astolfo va sulla Luna a ritrovare la ragione di Orlando, e non solo comprende quanto folle sia la Terra, ma anche, con quella sottile, profonda ironia tanto cara all’Ariosto, realizza come proprio in quel non-senso, svelandone il poetico, si possa esistere più che mai. Da quel momento poi, quando l’eroe torna a casa, tutto diventa possibile: egli può trasformare pietre in cavalli ed imprigionare un Dio del vento per calmare le acque: questo, solo perché ha superato il limite che ci siamo creati.

Certo, probabilmente non centra niente con Contenuti Zero Varietà, ma in realtà sì, un po’, forse non nel poetico ma nel riso, forse non con l’impatto letterario dell’Orlando Furioso, ma anche e semplicemente con il vero piacere di una serata in cui ridere,  delirare un po’ e ritrovarsi magicamente con più leggerezza, di quella che tanto piaceva a Calvino.

Il prossimo spettacolo è proprio oggi, al Teatro Leonardo. Non perdetevelo, ne vale la pena.
Ah, quasi dimenticavo: l’incontro Tinder tra Hitler e Nerone è stato davvero indelebile.

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Andrea Vailati

"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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