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Visioni italiane – Un festival totalmente italiano

Visioni Italiane

È sempre un’ esperienza unica entrare nella Cineteca di Bologna. È incredibile pensare che prima di diventare l’istituzione che è oggi, sia nata come un macello. Arrivo a Bologna con un po’ di anticipo, il sole splende, fa caldo. Subito veniamo fatti accodare in una sala nera. L’ambiente è buio, ma confortevole, avvolgente. Ci sediamo su delle poltrone di velluto e subito l’atmosfera si carica di un sapore antico che irida attraverso l’obiettivo della macchina da presa. Si sente nell’aria quell’odore di nitrato tipico delle pellicole. Quell’odore non c’è veramente, ma mi sembra di sentirlo. Sfilo il mio quaderno degli appunti. Per la prima volta entro nella Cineteca di Bologna non come ospite, ma come giornalista, insieme a molti altri. Inizia la conferenza di presentazione di Visioni Italiane.

Siamo lieti di inaugurare la 25 esima edizione di Visioni italiane, soprattutto grazie alla fondazione della cineteca di bologna. Questo nuovo ministero della cultura infatti sembra essere particolarmente interessato all’italianità, c’è più volontà di scoprire nuove personalità legate al mondo del cinema, obiettivo che la Cineteca ha sempre perseguito, per educare e formare il talento e il lavoro di molti giovani esordienti. Si tratta di un discorso pubblico e serve per promuovere la cultura in ogni sua specificità . Non è solo un aspetto esteriore ma anche una realtà da guardare nei suoi lati nascosti.

Visioni Italiane

Così esordisce Matto Lepore, Presidente del Comitato di indirizzo della Destinazione Turistica Metropolitana.

Come diceva Matteo, da quest’anno siamo tornati ad essere una regione ospitale che produce vari lavori, mostrava in evidenza quello che la regione aveva perso. Con l’aiuto della legge abbiamo finalmente la possibilità di lavorare nel territorio.La nostra regione è prolifica e la nostra città è al centro della produzione cinematografica e  la cineteca è il suo fulcro.

Prosegue l’assessore Massimo Mazzetti. Interviene poi un vero e proprio mostro sacro del panorama artistico bolognese, Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca.

Il nostro non è un festival glamour, ma un festival con un piccolo budget che nasce per sostenere il cinema d’esordio con l’urgenza di raccontare ed essere . Penso per esempio a “La Parmigiana” di Anna Kauber, una regista donna, molto coraggiosa che documenta la vita della donne pastore sparse in tutta italia. La nostra Italia è in attesa,  si trova in un periodo non definibile. […] Questa è infatti un’epoca straordinaria per il cinema italiano: non avevamo un periodo così pregno di nuovi registi e autori dagli anni 60’, eppure il pubblico sembra non rendersene conto. I dati parlano chiaro. Perciò vogliamo che il nostro sia un Festival dove vogliamo che gli autori si incontrino, per rappresentare il cinema che verrà.

Dopo questi momenti di spunti e riflessioni, interviene la direttrice artistica del Festival, Anna di Martino, per spiegarci dettagliatamente il programma.Visioni Italiane

Il programma è molto vasto: corti a non finire, film inediti e molti documentari. Fra le numerose anteprime ci segnala Likemeback, secondo film di Leonardo Guerra Seràgnoli. Molto atteso è poi il ritorno di Paolo Zucca, vincitore di Visioni Italiane nel 2009 con il corto L’arbitro, che quest’anno porterà a Bologna il suo lungometraggio L’uomo che comprò la luna.Particolare sarà poi la proiezione del Documentario La Parmigiana di Anna Kauber: è infatti prevista la presenza in sala non solo della regista ma anche delle donne pastore protagoniste del film.

Evento principale del Festival sarà la proiezione di Lazzaro felice, Miglior sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes, la mattina di domenica 3 marzo. A rendere ancora più entusiasmante la proiezione del film alla presenza della sua autrice, la regista, vincitrice della palma d’oro a Cannes, Alice Rohrwacher. Dulcis in fundo, dopo la premiazione, il festival si concluderà con la proiezione della prima puntata della nuova versione televisiva de “il Nome della Rosa”. Saranno presenti in sala il regista Giacomo Battiato, l’attore Fabrizio Bentivoglio e la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta.Visioni Italiane

Previsti inoltre vari incontri con attori, registi e critici fra cui Separati in casa. Cineasti e pubblico italiano”condotto da Emiliano Morrale e Roy Menarini. L’incontro sarà incentrato sulla distribuzione e la fruizione del cinema italiano di oggi. Presenti in sala i registi Marco Bellocchio, Alessio Cremonini, Leonardo Guerra Seràgnoli, Paola Randi, i produttori e i distributori Simone Gattoni, Mario Gianani, Andrea Occhipinti. Sabato 2 marzo, invece sarà la volta de “La nuova onda degli attori italiani” un incontro incentrato sul mestiere dell’attore con attrici e attori come ospiti, ma anche con figure spesso semi sconosciute del mondo dello spettacolo: casting directors, registi acting coaches e agenti.

Infine a presenziare come ospite dell’incontro monografico in suo onore sarà lo sceneggiatore Fabio Bonifacci, autore di alcuni di varie commedie italiane, fra cui Benvenuto Presidente e L’agenzia dei Bugiardi.

Il programma di Visioni Italiane colpisce per la ricchezza degli ospiti e per il profondo rispetto del cinema italiano che contraddistingue tutti gli organizzatori. Dopo la conferenza però ancora un dubbio mi attanaglia; così prendo parola e chiedo ai presenti: qual è il criterio con cui scegliete i film in concorso? Qual è la modalità di selezione che vi spinge a tenere alcuni film e a scartarne altri?Visioni Italiane

Mi rispondi Farinelli.

Non c’è un criterio univoco. Anche la povertà produttiva diventa un valore. Sono vari gli elementi che concorrono a creare un buon film. Abbiamo però deciso di dare una possibilità a coloro che hanno saputo dare uno spunto, a coloro che riescono a parlare per immagini e riescono a dialogare con la musica. Abbiamo selezionato opere imperfette ma che cercano di colmare le loro lacune.

Continua Anna Martino.

Un film che siamo fieri di presentare è Beauty, un corto sotto forma di musical. Non pensavamo fosse possibile, invece è stato presentato. E questo significa coraggio.

Dopo questa dichiarazione la conferenza finisce e mi preparo a tornare a Ravenna. Tuttavia continuo ad essere sorprendentemente colpito dalla presentazione del programma. È raro che un festival presenti una proposta così ricca di contenuti e di visioni inedite, ma soprattutto è raro che valorizzi così tanto il cinema italiano, grazie all’aiuto di un’istituzione così importante come la Cineteca. Perciò mi fa davvero piacere aver scoperto Visioni italiane e consiglio vivamente a chi ama il nostro cinema di non mancare a Bologna questa settimana. Gli appuntamenti saranno imperdibili!

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