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Come annusare un Bluff – Quando il Genio di Daniel Ocean apparve

Signori, benvenuti a Las Vegas.

-Daniel Ocean

Chi, se non Hollywood, ha saputo raccontare storie di abili truffatori, di ladri romantici e di artisti della truffa. In principio furono Henry e Johnny de La Stangata, in seguito, per esempio, fu lo Zingaro di The Snatch. 

Il romanticismo di chi mostra il proprio genio, anche al di là dei confini della legalità, ha da sempre affascinato lo spettatore. Del resto, chi supera qualsivoglia ostacolo senza ledere niente e nessuno, possiede acume e sagacia in più della maggior parte degli uomini. Ma ciò che ha perennemente stupito è dove, buona parte delle volte, questo genio mostrasse la propria presenza: al tavolo verde.

Le carte possono esser considerate il fil rouge di questo trend cinematografico. Nel bene o nel male avevano sempre un ruolo. Ammaliavano chiunque guardava, inevitabilmente attratto dal bluff che il truffatore con queste era in grado di compiere, e in quell’istante elevavano il criminale al grado di esteta. Così, anche se si trattava di una truffa, questa era frutto esclusivamente dell’abilità di un’artista che, come un pittore o un cantante, mostrava ciò che altri non possedevano: il talento. Insomma, veniva sdoganata l’azione criminale in quanto tale, divenendo talvolta un reato, altre volte l’espressione di un fenomeno.

Questa metafisica del Cinema ha pertanto per prima introdotto una novità, di lì a poco resa celebre dai vari Tony Soprano e Walter White: l’anti-eroe.

E uno dei primi fu Daniel Ocean.

La domanda è lecita: chi è Daniel Ocean e quando mostrò il suo genio?

daniel ocean

Daniel “Danny” Ocean è un abile truffatore che vive, lavora e vegeta nella città del Peccato: Las Vegas. Non è un ladro comune, piuttosto è un artista della rapina. Niente armi, niente violenza, solo furbizia. Le sue vittime preferite sono i Casinò, in particolare i Casinò dell’uomo che gli rubò la moglie: Terry Benedict. E già qui Daniel Ocean dimostra quanto romanticismo celino le proprie azioni: mai per il mero interesse economico, sempre per un motivo dell’anima.

Condannato già in passato per molteplici colpi, Daniel decide di organizzare un’ultima rapina che possa sistemarlo definitivamente. Vuole svaligiare, contemporaneamente, i tre Casinò più grandi del parco giochi d’America: il Bellagio, il Mirage e l’MGM Grand. Ma per farlo necessita dei migliori ladri degli Stati Uniti. Recluta rispettivamente:

-Un Murdoch.

-Una Miss Daisy.

-Un Mike Tyson.

-Un paio di Joker.

-Un Dennis Rodman.

-La miglior Ella Fitzgerald della storia.

-E uno in più, il figlio di Bobby Caldwell. Un figlio d’arte.

Per farlo, però, deve impressionarli ed è qui che apparve il suo genio.

Lì nascono gli undici di Ocean, o meglio, gli Ocean’s Eleven.

Lezioni di oggi: come annusare un Bluff

Seduto come ogni sera ad uno dei tanti tavoli verde nei retrobottega dei bar di Sin City c’è Robert “Rusty” Ryan, un mestierante della truffa, a tempo perso biscazziere dei così detti ragazzi copertina, giovani rampanti nel mondo dello show-business che, annoiati dalla routine quotidiana, vogliono divenire abili vittime dell’alcool e delle carte. Anche stavolta Rusty è spiazzato dall’inutilità dei propri insegnamenti, resi vacui dalla futilità dei pensieri dei propri allievi. Nel suo sguardo è insistente il desiderio di tornare ai fasti del passato, al brivido dell’emozione, al battito che impazza ogni qualvolta percepisce il suono di una sirena.

Quella sera è la sera giusta.

Daniel Ocean

Di ritorno da un breve ma intenso giro di bevute, Rusty trova seduto al tavolo anche Danny, che nel frattempo sta raccontando ai giovani saranno famosi l’ultima peripezia della sua lunga carriera.

Ragazzo: Sig.Ocean, lei cosa fa di mestiere?

Danny: Sono appena uscito di prigione.

Ragazzo copertina: E perché era in prigione?

Danny: Ho rubato delle cose.

Ragazzo copertina: Ha rubato delle cose? Tipo gioielli, eh…

Rusty: Maschere nunziali dell’Era pre-Incaica.

Ragazzo copertina: E ci si fanno i soldi con quelle maschere nunziali..

Danny: Pre-Incaica, abbastanza.

Rusty: Non gli date retta, se ne fanno a palate. Se riesci a piazzarle. Ma non ci riesci.

Danny: Il mio ricettatore sembrava fiducioso.

Rusty: Coi contanti non serve il ricettatore.

Danny: A molti manca l’immaginazione.

Inizia così una mano dei più canonici poker a 5 carte.

Daniel Ocean

Danny apre subito di 500 dollari, dimostrando o di avere coraggio o di avere almeno una coppia vestita. Rusty ipotizza che sia un bluff e vuole sfruttare la situazione per insegnare ai co-invitati al tavolo “di lasciare le emozioni fuori dalla porta” quando si gioca. Incomincia la roulette dei retro-pensieri, in cui ciò che si fa è l’esatto contrario di ciò che si pensa.

Rispondono presente alla puntata tutti i ragazzi copertina al tavolo, fatta eccezione per un sosia di Ashton Kutcher ben consapevole di essere sotto fuoco incrociato. Addirittura uno di loro rilancia di altri 500 dollari. Vuole tirare Danny fuori dal bluff.

Rusty sottolinea di non tirare troppo la corda, ma di tenere la preda sotto tiro. Danny risponde piccato: rilancia di altri 2000 dollari. Rusty non ha alcun dubbio:

Rusty: Siete liberi di far quel che volete. Sono un bel po’ di soldi. Ma io li metto. Sta sparando per uscire dal bluff.

Chiamano tutti. L’epilogo è esattamente il contrario di quanto preventivato.

Danny: Non so cosa facciano quattro 9 ma l’asso mi sembra una carta abbastanza alta.

Poker.

Chiunque mastichi un po’ di carte ha ben intuito l’azione di Daniel. Perché è proprio quando tutti attendono la sorpresa che è il momento dell’ordinario, l’ora di tornare all’ovvio, il tempo dell’abitudine. Stupire per non sconvolgere, ribaltare e non capovolgere. È soltanto il valore che attribuiscono gli altri alle tue azioni ciò che conta. A quel punto giochi di rimessa, come i grandi counter-puncher della boxe. Come Mayweather, come Alì. Perché come un incontro, una partita o una rapina, anche la vita è composta da tanti round, e alla fine conta chi per ultimo resta in piedi, non chi mette a segno più knock-down. A meno che non tiri il pugno della vita e mandi KO l’avversario.

Danny: Che c’è?
Rusty: Dammi un motivo e non dirmi per i soldi, perché farlo?
Danny: Perché non dovremmo farlo? [Rusty scuote la testa] Perché io sono uscito ieri dal carcere dopo aver perso quattro lunghi anni della mia vita e tu giochi a rubamazzo con dei ragazzi copertina. Perché il banco vince sempre… Se giochi a lungo e non cambi mai la posta il banco ti frega a meno che, quando si presenta la mano giusta, non scommetti il massimo e te lo porti via tu il banco!

Beh signori, fate il vostro gioco.

 

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