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Bastardi Senza Gloria – Un Crescendo di Tensione

Ci sono film che ti entrano sotto pelle con il passare dei minuti, senza nemmeno che tu te ne possa accorgere, percepisci la loro grandiosità soltanto al termine della visione. Altri, invece, sono capaci di attirare immediatamente la massima attenzione, catturando lo spettatore dalla prima inquadratura. E’ il caso di Bastardi senza gloria, sesta pellicola di Quentin Tarantino. La prima scena è infatti forse la più celebre dell’intero film, caratterizzata da altissimi livelli di suspense che coinvolgono immediatamente lo spettatore anche a livello emotivo, nonostante tutto ciò che viene mostrato siano due uomini seduti ai due lati di un tavolo.

Siamo nel 1941 e per i Lapadite, famiglia contadina francese, sembra essere un giorno come un altro, finché non si presenta alla loro porta Hans Landa, colonnello delle SS. Il popolo lo ha soprannominato cacciatore di ebrei, ed infatti è alla ricerca di una famiglia di religione ebraica scomparsa, i Dreyfuss. Inizia così un interrogatorio nei confronti di Perrier, l’uomo di casa, a cui insinua che alcune famiglie francesi stiano proteggendo degli ebrei, nemici dello Stato.

Si può dividere l’intera sequenza in due sezioni. Nella prima regna l’incertezza da parte dello spettatore. I due uomini sono, chiaramente, in stati d’animo ben diversi. Il contadino è infastidito dalla situazione, pur cercando di non farlo trasparire. Il pubblico non sa se effettivamente egli stia nascondendo la situazione o il suo nervosismo sia solamente generato dalla presenza sgradita nella sua proprietà.

Landa, invece, è totalmente a suo agio. Sa di essere in una posizione di potere, ma riesce a farlo pesare attraverso le buone maniere. Sa di non dover far pesare la sua posizione di forza perché i rapporti sono ben chiari e per questo si comporta da perfetto gentiluomo. Non ha atteggiamenti prepotenti, ma allo stesso tempo sa di tenere il coltello totalmente dalla parte del manico. E’ tutto qui il fascino che non si può non provare per questo personaggio. Non è il classico ufficiale nazista stereotipato, è un uomo intelligente ed istruito, che in un altro contesto storico sarebbe diventato un ottimo detective. Non per questo però è meno malvagio.

E’ in questa atmosfera di pura incertezza che avviene la svolta. Il dubbio si trasforma in vera e propria suspense, perché la macchina da presa decide in questo momento di mostrare i Dreyfuss, nascosti sotto le tavole del pavimento, ad ascoltare, inermi, la conversazione tra i due uomini. In questo modo Tarantino riesce a richiamare l’attenzione dello spettatore, che diventa immediatamente coinvolto da ciò che sta accadendo. Il pubblico infatti non può che provare empatia per la famiglia nascosta e augurarsi che non vengano scovati. Allo stesso tempo avviene una completa immedesimazione tra il pubblico e il contadino francese. Entrambi sperano che l’intera faccenda finisca presto, ma sono impotenti e possono solo incrociare le dita.

Questo è l’inizio della seconda parte della scena. C’è infatti uno spostamento del tema centrale. Nella prima parte la tensione è generata dal dubbio se Lapadite nasconda qualcosa. A questo punto, invece, lo spettatore non può che chiedersi se i nazisti riusciranno a trovare i ricercati, oppure il nascondiglio reggerà. La suspense a questo punto è ben più palpabile perché il focus della scena è molto più specifico e la minaccia concreta: delle persone innocenti rischiano di morire. E’ così che con una semplice inquadratura, Tarantino, può tenere alta l’attenzione per un nuovo scambio di battute tra i due uomini al tavolo.

A questo punto, però, per i Dreyfuss sembra esserci un attimo di speranza. Landa si alza e si indirizza verso l’uscita.  Ma immediatamente torna sui suoi passi. E’ il climax dell’intera scena. Il colonnello tedesco comincia un delirante monologo su come i tedeschi siano assimilabili a delle aquile e gli ebrei a dei topi, causando inizialmente confusione nella mente di Lapadite. Landa sembrava abbastanza intelligente da non lanciarsi in uno sproloquio del genere. Ma ben presto diventa evidente che l’unica ragione di esistere di tutto il discorso è rivelare una triste verità: Hans Landa sa benissimo che l’intera famiglia è nascosta sotto le tavole del pavimento e il francese che non può che confessare, con gli occhi lucidi che lo avevano già tradito.

La suspense si trasforma in rassegnazione, il destino della famiglia è già segnato. Lo è sempre stato. Il personaggio interpretato meravigliosamente da Christoph Waltz ha soltanto giocato al gatto col topo, decidendo in totale libertà quando scoprire le sue carte. La maschera del nazista umano è caduta completamente. L’entrata dei soldati è soltanto la manifestazione di quello che lo spettatore temeva. E’ un massacro immediato, che non fa prigionieri. Ma sorprendentemente una ragazza riesce a sfuggire ai proiettili che trapassano il legno, correndo disperatamente riesce a scappare. Un barlume di speranza accenderà il resto della pellicola.

Ed è così che, signori e signore, ebbe inizio Bastardi senza gloria.

 

 

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