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Game of Thrones – Essere Donna, Essere Guerra

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Game Of Thrones è la serie decennale sulla bocca di tutti non solo per la sua (imminente) conclusione, ma specialmente per la sua alta qualità, la vastità di temi trattati e i molteplici colpi di scena che colpiscono dritto al cuore, con quella veemenza che solo una storia coinvolgente sa far scaturire. Westeros ed Essos, due inferni in Terra, dove ogni spazio per i sentimenti candidi viene soffocato e la rabbia, la vendetta, la sete di potere imperano in un panorama di giochi di forza. La famiglia ormai riveste un ruolo caustico, la casata viene posta prima di ogni affetto e il Trono è la sola ragione di vita di ogni personaggio: tutti vogliono raggiungere i propri obiettivi sterminando i residui di umanità e facendo cadere come soldati in guerra i più bei ideali e sentimenti perseguiti. Una storia dalle tinte fosche che sa di sangue e di sudore, dove non si battono solo gli uomini sul campo di battaglia, anche le donne entrano in scena e, anzi, la dominano tragicamente.

Le tre casate principali – Stark, Lannister e Targaryen – possono essere descritte attraverso le vesti delle grandi donne che le compongono, muovendone i fili in maniera sottesa o evidente, a seconda delle situazioni. Mogli, sorelle e madri fanno i propri interessi, interessi che saranno ben distinti in ognuna di loro: la lupa Catelyn Stark, la leonessa Cersei Lannister e la madre dei draghi, Daenerys Targaryen avranno tanto di cui pentirsi.

“Sono una creatura di dolore, di polvere e di ricordi amari. Là dove un tempo c’era il mio cuore, adesso c’è soltanto uno spazio vuoto”

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Non sono pochi i rimpianti di Cat nella storia di Game of Thrones

Catelyn, primogenita della nobile famiglia dei Tully, signori di Delta delle Acque, sposa Ned Stark, Re del Nord di cui sarà follemente innamorata per tutta la vita e da cui avrà 5 splendidi figli (a cui se ne aggiungeranno due “adottati” da Eddard in guerra, il “bastardo” Jon Snow e l’ “ostaggio” Theon Greyjoy). Una moglie prudente, raffinata, intelligente; una mamma adorabile, protettiva e radiosa. Una docile splendida lupa che si occupa diligentemente e amorevolmente della sua famiglia, allattandone i cuccioli fin quando non è istintivamente costretta a ringhiare e uscire gli artigli per proteggerli dalle intemperie dei complotti e della guerra che ormai l’hanno resa vedova. Il suo cuore perderà pian piano frammenti di umanità e cortesia, lasciando solo un immenso vuoto nel petto. La lotta per la vita, per la casata ma specialmente per la famiglia terminerà quando, durante le Nozze Rosse, schioccherà inevitabilmente la sua ora, assieme a quella del suo primogenito e del nipotino. Così la lupa si addormenterà tra le urla e le lacrime di una madre che ha fatto tanto ma mai abbastanza.

“Al gioco del trono o si vince o si muore. Non c’è una terza possibilità”

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Una dei protagonisti principali di Game of Thrones

Se c’è una donna che ha davvero fatto abbastanza, quella è Cersei Lannister: incestuosa, omicida, crudele, ambiziosa e assolutamente disposta a tutto pur di realizzare i suoi scopi, sprezzante verso il prossimo, dai falsi sorrisi ma dotata di grande ingegno e determinazione. Incapace di amare chiunque al di fuori di suo fratello gemello Jaime e dei loro tre figli Joffrey, Myrcella e Tommen, è disposta a tutto per difendere la sua famiglia e la sua posizione: qualsiasi ostacolo o minaccia vanno eliminati. La sua posizione di prestigio nelle sorti della famiglia ben la dipingono come una leonessa che procura il cibo per i suoi maschi, capace di badare a se stessa, fiera, guerriera, assetata di sangue ma dai piani imperfetti, tanto che i suoi unici desideri (il trono e il benessere dei propri figli) le sfuggiranno dalle grinfie come prede troppo veloci da arrestare, lasciandole in bocca solo il gusto amaro del rancore, tanto da decidere di lasciare il suo branco per iniziare, da sola, una fervida caccia.

“Io sono Daenerys, nata dalla tempesta, della Casa Targaryen, dell’antico sangue di Valyria e vi dico che sono io la figlia del Drago. Vi do la mia parola che coloro che vi faranno del male moriranno tra urla di tormento”

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Daenerys, da candida sorellina dello spietato Viserys, venduta, costretta a sposare il primitivo Khal Drogo e a divenire la Khaleesi dei Dothraki, scoprirà dalle ceneri del suo amore e dal più fruttuoso dono di nozze mai esistito (le uova di drago) di essere ben più di una piccola sprovveduta. Presto acquisirà fiducia in sé, nel suo destino da madre di tre splendidi draghi e rivendicherà il trono brutalmente strappato alla sua casata. Nel frattempo non solo “educherà” i suoi “figli” ma libererà gli schiavi delle varie città incontrate nel percorso fino a Westeros, uomini e donne che si legheranno a lei senza catena metalliche, solo vincolati dalla devozione verso questa donna candida solo nei lineamenti ma forte e ardente di passione, la stessa che porterà molte vittime sulla sua strada, oppositori arsi vivi dai suoi draghi o brutalmente uccisi dal seguito fedele di una donna potente e quasi “mitica” proprio come le sue piccole creature che crescendo aumentano anche la propria forza. Anche questa madre, però, subirà gravi perdite: infatti il Re della Notte riuscirà ad impossessarsi di uno dei suoi figli e Daenerys si ritroverà a combattere nel fronte opposto assieme agli Stark non più per il tanto bramato trono ma per un bene maggiore, la sopravvivenza.

“Al confronto di quello che ci aspetta, queste piccole guerre non sono altro che scaramucce da bambini. L’essere il cui nome non può essere pronunciato sta raccogliendo il proprio potere, Davos Seaworth, un potere terribile, malvagio e formidabile oltre ogni comprensione. Presto verrà il gelo e verrà la morte che non ha fine, a meno che gli uomini non trovino il coraggio di combatterlo, uomini i cui cuori sono fatti di fuoco”

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La “strega” di Game of Thrones

Un’altra donna tesse le trame della guerra al fianco di Stannis Baratheon: la sacerdotessa burattinaia Melisandre, legata all’albore quanto al crepuscolo. Donna tanto affascinante quanto tetra, devota al Signore della Luce ma ben disposta a mettere in campo i suoi demoni interiori – in maniera figurata e non – agisce sempre come un sussurro, un alito gelido che fa rabbrividire e che spegne ogni barlume di ragione. Melisandre è sicuramente la rovina della casa Baratheon, la mandante dell’uccisione di Shireen ma così come è brava a privare della vita, sa anche restituirla e infatti sarà la causa della rinascita di Jon. Come tutte le donne di Game of Thrones presenta delle luci e delle ombre, tanto da rifugiarsi in queste ultime nella settima stagione per non uscirne più, per ora…

“La notte è oscura e piena di terrori, vecchio, ma il fuoco li brucia via tutti”.

Leggi anche: Game of Thrones – Tacito e Ariosto

Giorgia Fanelli

"Nel Foscolo è visibilissima quell'aria di irrequieto dolore, quel desiderio di pace e di oblio, che fu sì comune agli uomini e agli scrittori della generazione romantica, e che trovò forse la sua espressione artistica più intiera nel Renato di Chateaubriand. Questo lettore di Plutarco, questo che più volte si professa stoico, quando si scopre senza posa a sé e agli amici è un ammalato dei mali profondi delle età di transizione: non molto dissimile in ciò dal Petrarca, di cui perciò comprese così bene gli spiriti". Eugenio Donadoni (critico letterario)

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