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Breaking Bad – La cattiveria nel Tempo

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Quando, nel 2013, Breaking Bad terminò dopo cinque stagioni, il pubblico internazionale ha subito riconosciuto la profonda qualità della serie di Vince Gilligan. Tale riconoscimento è dovuto soprattutto alla scrittura, alla regia e alle interpretazioni dei vari Bryan Cranston, Aaron Paul, Giancarlo Esposito.

Toccando corde intime dello spettatore, la storia del professore di chimica malato di cancro ci pone di fronte a questioni soggettivamente scomode e problematiche, legate al tema della scelta, dell’azzardo e del limite etico. In tal senso, iniziare questa critica sostenendo, parafrasando Arendt, che “siamo tutti Walter White”, sin dal primo momento riconosciamo la dimensione empatica nella quale Breaking Bad ci colloca.

Albuquerque è la prigione nella quale Walter conduce la sua vita remissiva e umile, angustiato da diversi problemi e dalla letale diagnosi di cancro. Al centro delle sue difficoltà c’è il suo stesso essere, centrato sull’identità di ordinario professore cinquantenne senza particolari ambizioni.

L’elemento capace di elevare la qualità di Breaking Bad sta nella bravura magistrale dei produttori di tramutare la debolezza di Walter nel suo punto di forza: la sua conoscenza della chimica, che lo relegava al margine della società, diviene il Sole intorno al quale gireranno tutte le sue fortune, portandolo a diventare il cuoco di metanfetamina più bravo d’America.

L’importanza di avere un ruolo

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Io mi chiamo Walter Hartwell White. Abito al 308 di Negra Arroyo Lane, Albuquerque, New Mexico, 87104. A tutte le forze dell’ordine, questa non è una confessione. Sto solo parlando alla mia famiglia. Skyler, sei l’amore della mia vita. Spero che tu lo sappia. Walter Junior, tu sei il mio ometto. Ci sono… Ci saranno delle c-cose… delle cose che verrete a sapere su di me nei prossimi giorni. Volevo solo farvi sapere, ecco, che non importa quello che sembra. Avevo solo voi nel mio cuore. Addio.

Nel magnifico pilot che l’ha lanciata, Breaking Bad ci presenta Walter White in una situazione di difficoltà che solo un intenso monologo identitario può esorcizzare; il protagonista è uno sconosciuto eroe alla deriva, letteralmente e figurativamente.

Non è dato sapere cosa sia successo a lui e al suo camper, se non in un secondo momento. Il principio della prima stagione offre spunti di riflessione in relazione alla virtù dell’innocenza: in quanto ordinario uomo senza macchia, Walt è il tipico, convenzionale inadatto alla vita costretto a sopravvivere in una società che va troppo forte per lui.

Tra il lavoro a scuola e all’autolavaggio, la sua priorità è sempre la famiglia. In questa atmosfera classica e drammatica a causa della sua malattia, la possibilità di assumere un ruolo diverso e più importante passa inevitabilmente dall’imprevisto incontro con una persona a lui contrapposta.

Jesse Pinkman è un giovane trafficante di metanfetamina, uno come tanti che cerca di guadagnarsi da vivere spacciando droga di cattiva qualità. Di fronte all’abilità chimica di Walter White, il ragazzo si esalta per le conseguenze che la nuova Blue Meth potrebbe avere sul narcotraffico; questa idea sarà la tentazione che darà vita al famigerato Heisenberg, un cambiamento di ruolo inatteso e drastico nella vita di Walt.

Il dominio e le sue conseguenze

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Con chi stai parlando adesso? Chi pensi di avere davanti, mh? Lo sai quanto guadagno in un anno? Anche se te lo dicessi, non ci crederesti. Sai che succederebbe se di punto in bianco non andassi più al lavoro? Che un’impresa che ha un giro d’affari di una multinazionale chiuderebbe, sparirebbe! Non esisterebbe più senza di me! No, è chiaro, è evidente che non sai con chi stai parlando. Ti comunico che non mi stanno minacciando, Skyler. Sono io la minaccia. Se sparassero a chi apre quella porta morirei io? No. A me non possono sparare.

Con l’introduzione di Heisenberg, Breaking Bad allarga la galassia di personaggi complessi e “grigi” che danno vita alla storia; se all’inizio tutto gira intorno a Walt, Skyler e il resto della famiglia, dopo la vicenda di Tuco Salamanca le gesta del chimico arrivano alle attenzioni dell’immortale villain Gus Fring (Giancarlo Esposito).

Lo scontro tra il Walt, paladino del Bene (almeno per la motivazione che lo spinge), e Gus, espressione del Male, si articola presto in una battaglia dialettica, etica e personale senza precedenti. Dopo le prime schermaglie, gli approfondimenti della terza stagione obbligano gli spettatori ad empatizzare con il machiavellico Gusself-made man guidato dalle sue motivazioni, pericolosamente comprensibili.

Al tempo stesso la risoluzione di Walt, sempre più Heisenberg e sempre meno professore di chimica, lo allontana dall’Umanità che lo aveva condotto a cucinare metanfetamina in principio; la celebre scena in cui dichiara alla moglie Skyler la sua vera posizione è un atto di riconoscimento tanto intimo quanto definitivo.

La personalità nascosta: l’avvocato e il sicario

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Il cancro, la criminalità, la metanfetamina, le complessità di Walt e di Gus: nell’intricato recinto di personaggi che Breaking Bad ci offre, altri due sono cardinali per comprendere le vette (a)morali che questa serie raggiunge. Jimmy McGill (in arte Saul Goodman) e Mike Ehrmantraut sono importanti testimonianze del ruolo che i cambiamenti esistenziali giocano in questa serie.

Il primo è un avvocato dalla dubbia rettitudine capace di conquistare clienti e denaro grazie al carisma ed alla capacità di persuasione, mentre il secondo è un sicario al cospetto di Gus Fring che in seguito si avvicina a Walt e Jesse. In Better Call Saul (spin-off di Breaking Bad) la ricerca dell’agio spinge Saul ad allontanarsi dal candore morale del fratello Chuck; Mike è invece un agente di polizia che per circostanze misteriose subisce un brusco arresto di carriera prima di diventare malvivente.

Non sono i personaggi più importanti, ma ai fini del tipo di storia che Breaking Bad ha sviluppato a partire dal celeberrimo camper nel canyon, si contraddistinguono prepotente per il loro modo di essere sfumati. Così come Mike cambia e arriva a piacere agli spettatori a causa dei suoi dilemmi morali, lo stesso Saul affascina per il seducente carisma con cui si pone.

Se il loro cambiamento avviene, ciò è dovuto all’influenza che il Tempo porta sulle loro personalità; è per questo che individuare nel concetto di transizioni un elemento chiave di questo show è di importanza vitale.

Le evoluzioni incontro alle quali le loro vite vanno, così come quella di Walt e Gus, sono evidenze del fatto che l’elemento che in Breaking Bad può essere considerato il nemico insormontabile, il fattore dal quale non possiamo scappare, è il Tempo.

Se è esso a spingere uomini verso il Bene o verso il Male sulla base di drastiche deviazioni identitarie, allora inquadrarlo come l’unico, vero, intimo avversario da provare ad affrontare (con un margine di successo molto basso), non è un’operazione troppo lontana dalla realtà di questo indimenticabile, complesso show.

 

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Gianluca Colella

Ho 24 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa del cinema. Un po' la Forza di Star Wars.

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