google-site-verification=Z-iiMQ70202XbeRqAJMdql9f6sCrAIa8gk6Gr_Nm7q4
Home (Non) è un paese per Festival Sudestival La Fuga - In anteprima al Sudestival l’esordio della regista Sandra Vannucchi

La Fuga – In anteprima al Sudestival l’esordio della regista Sandra Vannucchi

Torna il consueto appuntamento del venerdì sera con il cinema d’autore italiano al Sudestival. In sala per l’occasione “La fuga – Girl in Flight”, primo lungometraggio della regista toscana Sandra Vannucchi, interpretato da Donatella Finocchiaro e Filippo Nigro. Il film, che sarà nelle sale dal prossimo 7 Marzo, già da un paio d’anni, fa incetta di premi e riconoscimenti in festival internazionali (European Film Awards, Woodstock International Film Festival) e ora è pronto per essere visto dal pubblico italiano.

Protagonista della pellicola è Silvia (Lisa Andreozzi), ragazza di dieci anni che vive a Pistoia in una famiglia che attraversa un momento di difficoltà. La madre Giulia (Donatella Finocchiaro) soffre di depressione clinica e passa le sue giornate a letto nel buio della sua stanza. Il padre Pietro (Filippo Nigro) non sembra in grado di accettare la malattia della moglie e di nascondere alla figlia il proprio sconforto. Costantemente ignorata e trascurata, quando il padre disattende la sua promessa di portare la famiglia a Roma, Silvia decide di andarci da sola, scappando di casa. 

Sul treno per Roma conosce Emina, una ragazza rom, con cui stringe presto un rapporto di amicizia. A dispetto delle giustificate preoccupazioni dei genitori, Silvia non correrà grandi pericoli per le strade della capitale: grazie alla sua intraprendenza e alla sua nuova amica, conoscerà un mondo nuovo e uno stile di vita completamente diverso dal suo.

Non sono scappata, è che nessuno mi voleva accompagnare

La Fuga affronta al contempo due temi impegnativi come la depressione e la discriminazione etnica. Se il risultato è positivo lo si deve anche al punto di vista oggettivo scelto per la loro trasposizione. Sui temi sociali siamo abituati a film di condanna, orientati verso posizioni nette e precise. Qui i risvolti drammatici, tanto della malattia quanto della difficile condizione dei Rom, sono mostrati senza veli, evitando però giudizi definitivi.La Fuga

Il messaggio di fondo è che si tratta di problemi complessi, su cui bisogna stimolare una riflessione senza preconcetti e di cui bisogna parlare con la giusta sensibilità e consapevolezza. Messaggio tutt’altro che banale: sensibilità e consapevolezza mancano tutte le volte che si confonde la depressione clinica con la pigrizia o con uno stato d’animo passeggero, privandola della dignità di malattia tra le più invalidanti; mancano quando si sfrutta il falso presupposto del nomadismo per giustificare l’assenza di politiche d’integrazione per le comunità Rom e Sinti.

Valore aggiunto del film è sicuramente la prova dei due interpreti più noti al grande pubblico.

La Finocchiaro, fresca di candidatura ai David di Donatello, è brava nell’abbandonarsi completamente al personaggio e alla sofferenza che la condizione di depressione comporta. La fuga della figlia causerà una rapida evoluzione del personaggio che l’attrice gestisce con la giusta intensità.

Altrettanto sfaccettato il personaggio di Nigro, che porta in scena la figura di un padre con evidenti difficoltà di comunicazione con la figlia e incapace di esternare il suo affetto. Anche nel suo caso, ci sarà un percorso di crescita che lo porterà necessariamente a confrontarsi con queste sue mancanze.

Le giovanissime Lisa Andreozzi e Emina Amatovic non sfigurano all’interno di un cast di livello, nonostante l’età. Accomunate dal rapporto problematico con le loro madri, riescono a restituire quel senso di curiosità e ingenuità nell’incontro con il diverso che talvolta è possibile solo tra bambini.

La Fuga

Degna di nota anche la fotografia, curata da Vladan Radovic, che attraverso l’uso per lo più della luce naturale trasmette la stessa delicatezza e spensieratezza del punto di vista di una bambina;  il montaggio, poi, nella parte iniziale del film, si serve di una serie di flashback per spiegare la presenza di Silvia sul treno per Roma.

Nell’incontro con la regista e la giovane protagonista, successivo alla proiezione, sono emersi elementi interessanti.

La storia è in parte autobiografica: anche la Vannucchi ha dovuto convivere con la depressione clinica della madre e all’età di dieci anni è scappata di casa prendendo un treno per Roma, come la protagonista. A differenza di Silvia, però, fu rintracciata subito dai suoi parenti romani. Perciò il film rappresenta anche una sorta di finale alternativo di quell’esperienza personale, che le ha permesso di immaginare luoghi e persone che avrebbe potuto incontrare.

In una recente intervista Donatella Finocchiaro ha spiegato come proprio l’esperienza vissuta dalla regista sia stata determinante nel comprendere alcune dinamiche del personaggio e nel rendere il tutto più credibile e vero.

Il dover rappresentare l’assenza nello sguardo, una voce sempre rotta, l’assenza di desiderio è stato un viaggio delicato e duro” (Donatella Finocchiaro, TheSpot.news)    

Altro elemento che è stato possibile approfondire dopo la proiezione riguarda Emina. La ragazza, ha raccontato la regista, è stata scelta durante un sopralluogo al campo dove viveva con la sua famiglia, nel quale sono state girate alcune scene. Il suo sguardo ha catturato l’attenzione della Vannucchi, che le ha proposto il ruolo dopo un breve provino.

Purtroppo, né Emina né la sua famiglia hanno avuto la possibilità di apprezzare la pellicola: dalla fine delle riprese hanno cambiato più volte residenza e la produzione non è ancora riuscita a rintracciarli.

La rassegna del “Festival lungo un inverno” si conferma convincente e variegata in quanto a temi e generi proposti finora.

Prossimo appuntamento venerdì 8 marzo al cinema Vittoria di Monopoli con un’altra anterprima: “La partita” di Francesco Carnesecchi. Nel cast Francesco Pannofino e Giorgio Colangeli.

Leggi anche: Sudestival – Incontro con Valerio Mastandrea e Chiara Martegiani

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Quentin Tarantino e i Meta-Personaggi

Tarantino e i meta-personaggi. “Se pensate di vedere doppio non regolate il vostro televisore perché, beh, in qualche modo è così!” (C’era una volta a… Hollywood) Il...

Joker danza sulle note di I started a joke dei Bee Gees

Ballare. Il tratto (o uno dei tratti) che rende il Joker di Phoenix unico è in quel momento: il momento in cui le spalle s'irrigidiscono,...

La società di Gotham non è quella reale

"Gotham ha fatto il suo tempo. Come Costantinopoli e Roma prima ancora, la città è diventata terreno fertile per sofferenze e ingiustizie. Impossibile salvarla,...

Arancia Meccanica – La Melodia dell’Ultraviolenza

Arancia Meccanica è una delle opere cinematografiche più intense e provocatorie del novecento, una pietra miliare per il cinema che mira a curare l'introspezione...