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The Umbrella Academy – La solitudine dei numeri primi

the umbrella academy

Quarantatré: il numero primo con cui incomincia questa storia.
Sette: il numero primo figlio del precedente.
Uno: la causa della loro solitudine.

The Umbrella Academy è una serie tratta dai fumetti di Gerald Way, un misto di commedy, drama e fantasy dal ritmo incalzante, con qualche sbavatura che però non ne preclude il proseguimento.

Sinossi

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The Umbrella Academy

Nel 1989 quarantatré donne partoriscono contemporaneamente in tutto il mondo senza essere effettivamente gravide fino a poco prima dell’evento: sette dei nascituri vengono addottati da Sir Reginald Hargreeves, un uomo ricco a conoscenza delle facoltà latenti nei bambini. Reginald addestrerà i bambini in possesso di abilità straordinarie, formerà una squadra di piccoli supereroi che sventeranno i crimini in città. Con il crescere dei bambini però anche i loro problemi crescono, infatti, a causa del pessimo rapporto instauratosi con il loro “padre” uno dopo l’altro abbandoneranno la squadra, la casa e i propri “fratelli”. Il “figlio” numero uno si chiama Luther, il suo potere è nella super forza, leader del gruppo ma in realtà non particolarmente dotato nella leadership; il numero due è Diego capace di far cambiare direzione agli oggetti che lancia – in particolar modo ai coltelli – sempre in contrasto con Luther e dal carattere irrequieto (motivo per cui non riuscirà mai ad entrare in polizia).

Numero tre, Allyson, in grado di manipolare la mente, diventa un’attrice famosa grazie all’uso dei suoi poteri; Klaus, il quarto, evoca e parla con i defunti, è un tossicodipendente dal carattere frizzante, imprevedibile e sempre a caccia di guai; numero cinque non ha un nome, può viaggiare nello spazio e nel tempo, è molto intelligente e superbo, da ragazzo decide di viaggiare nel tempo ma rimarrà bloccato nel futuro per molti anni; Ben poteva far uscire dei tentacoli dal suo petto, ma muore giovane, l’unico che può parlare con lui è Klaus grazie ai suoi poteri e infine arriviamo a Vanya, interpretata da Ellen Page, che non mostra nessun potere da bambina e per questo non partecipava alle missioni. Dopo anni la squadra si riunisce per la morte di Sir Reginald Hargreeves e tutti i vecchi rancori e problemi vengono a galla e noi spettatori assistiamo alle ingiustizie subite da ognuno di loro nel tempo.

ALLERTA SPOILER

La solitudine

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The Umbrella Academy

Un tema molto presente in The Umbrella Academy è la solitudine, ognuno di questi ragazzi sarà costretto ad affrontarla. Luther viene abbandonato dai suoi fratelli pian piano fino a rimanere l’ultimo membro della Umbrella Academy, viene in seguito mandato da Sir Reginald Hargreeves sulla luna dove passa quattro lunghi anni in totale solitudine per poi scoprire che la sua missione non aveva nessuno scopo. Diego da piccolo era balbuziente, l’unico suo legame era con un’automa creato da Sir Reginald Hargreeves che aveva la funzione di fare da mamma ai piccoli, da grande vive in uno scantinato di una palestra mentre, di notte, combatte il crimine.

Allyson divenuta una famosa attrice, divorzia da suo marito e perde l’affidamento di sua figlia a causa dell’uso dei suoi poteri. Klaus, tormentato dalle urla dei defunti, vaga per la città cercando sempre una dose di droga per avere costantemente la mente offuscata e trovare pace da quelle voci. Cinque in seguito al suo viaggio nel tempo si ritrova in un futuro post-apocalittico, costretto a vagare per molti decenni senza una meta, tanto da far diventare un manichino l’unico interlocutore per simulare una conversazione. Infine Vanya, costantemente esclusa da tutta la famiglia, inizialmente per via dei suoi “non-poteri” successivamente per un libro che racconta tutti i terribili aneddoti avvenuti nell’ Umbrella Academy, vive in un appartamento da sola e per vivere suona il violino. Insomma nessuno di loro è in grado di costruire dei legami forti, nessuno di loro è in grado di rapportarsi con gli altri in maniera normale. Sono solo sette numeri primi.

Una caratteristica che rende The Umbrella Academy così accattivante e che riesce a catturare e intrappolare lo spettatore nel suo mondo è indubbiamente la quantità di tematiche analizzate attraverso ogni personaggio: Klaus e il suo bisogno di alcool e droghe, Luther e il suo controverso rapporto con il corpo, Allyson e Cinque e l’importanza della famiglia, Vanya e Leonard Peabody e il bisogno di sentirsi inclusi, e così via…

Klaus: le droghe come analgesico

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Il personaggio più frizzante e stravagante della serie non può che essere un omosessuale dal look discutibile sempre sotto effetto di qualche sostanza, ma ciò che lo rende veramente diverso è il motivo per cui fa uso di queste sostanze. Come tutti i suoi “fratelli” Klaus sviluppa e scopre i suoi poteri durante l’infanzia, ma a differenza degli altri il suo potere è più una maledizione, una tortura per quel bambino indifeso che chiuso in un mausoleo dal padre è costretto a sentire e a vedere migliaia di morti ogni secondo, di ogni ora, di ogni giornata. Per questo motivo Klaus cerca continuamente di soffocare e di reprimere quelle voci, quel lamento che aleggia continuamente nella sua mente, attraverso qualsiasi sostanza che inibisca le sue facoltà normali e paranormali, attraverso una vita smoderata ai limiti della legalità e della vita stessa. L’altra caratteristica che rende Klaus così speciale è il suo legame con il “fratello” morto Ben che, come il grillo parlante per Pinocchio, funge da coscienza e da guida molto spesso ignorata.

Luther: il rapporto con se stesso

Il leader degli Umbrella Academy è un ragazzone molto alto e molto forte, infatti in seguito ad una missione in solitaria in cui rischia la morte, Sir Reginald Hargreeves è costretto, per salvargli la vita, ad iniettargli un siero che lo cambierà per sempre: il suo corpo muterà diventando molto simile a quello di una scimmia. Luther, per quanto imponente sia, è un ragazzo dall’animo gentile, il classico “gigante buono”, sempre pronto ad aiutare gli altri, ma allo stesso tempo tanto sofferente in primis per l’abbandono dei fratelli e per i quattro anni passati sulla luna, in secundis per via del suo corpo scimmiesco. Il rapporto con il proprio corpo è una tematica che al giorno d’oggi è sempre più frequente, amplificata sempre più dall’importanza dell’estetica dilagante sui social, Luther è l’esempio di come un difetto fisico possa rendere la propria vita un inferno creando intorno a sé muri invalicabili e chiudendosi in un castello fatto di risentimento. Trovo molto interessante che questo problema in The Umbrella Academy non sia stato attribuito ad una donna ma ad un uomo poiché anche l’uomo come la donna può essere vittima dell’estetica.

Allyson e Cinque: la famiglia al primo posto

Allyson e Cinque sono due personaggi contrapposti: la prima è una donna che perde l’affidamento della figlia e sembra quasi aver accettato il suo destino, per quanto amore sembra dimostrare per lei non fa nulla di effettivo per cambiare la sua situazione, al contrario Cinque mostra un uomo cinico, distaccato, freddo e antipatico alla sua famiglia ma in realtà il suo scopo nella vita è proteggere i suoi fratelli per cui viaggia avanti e indietro nel tempo e nello spazio, commette gesti indicibili, si macchia di omicidi efferati.

Vanya e Leopold: l’importanza di appartenere

Vanya per via dei suoi farmaci non può utilizzare i suoi poteri, per questo motivo fin da piccola non ha mai partecipato alle missioni dell’Umbrella Academy e questo ha provocato in lei un risentimento latente: i bambini possono essere in grado di dimostrare una cattiveria inaudita se fin da piccoli abituati a escludere il diverso; proprio perché Sir Reginald Hargreeves escludeva Vanya dal gruppo familiare anche i fratelli riservavano questo trattamento alla piccola senza poteri. Leopold, invece, oltre ad avere un padre degenere che lo ha traviato fin da piccolo vive un senso di appartenenza che Sir Reginald Hargreeves distruggerà in un istante, Leopold è uno dei bambini nati quel famoso 1 ottobre 1989, per questo motivo ha sempre pensato di poter entrare nell’Umbrella Academy ma quando Sir Reginald Hargreeves lo respinge nasce in lui un’ossessione nei confronti di quello che non ha potuto ottenere.

The Umbrella Academy è una serie che mostra l’importanza della famiglia, di quanto sia facile creare dei danni irreversibili nella psiche di una mente fragile come quella dei bambini ancora in fase di sviluppo. La serie non a caso è già stata rinnovata per una seconda stagione, nonostante imperfezioni nella sceneggiatura con alcuni buchi sparsi ma che sono ancora colmabili, negli effetti visivi palesemente riconoscibili in alcune scene ma in tante altre scene mascherati bene; è una serie che sperimenta, è innovativa e coinvolgente, dal ritmo incalzante.

Interessante l’uso di canzoni famose come colonna sonora contrapposte alla creazione di musiche d’orchestra fatte ad hoc per la serie. Insomma, The Umbrella Academy è una serie che merita una possibilità. Cosa possiamo aspettarci dalla seconda stagione? Sicuramente l’epilogo di questo inizio di serialità, uno sviluppo sempre più approfondito dei poteri e della psiche dei personaggi e, chissà, magari l’arrivo di tanti altri “fratelli” dalle abilità straordinarie.

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