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Ryuk – L’unico vero Dio della morte

Death note, un manga ed anime dove i due protagonisti si sfidano a “colpi di cervello”, dove alla fine della battaglia si può dire che ci siano sia vincitori che vinti. Light ed Elle sono i due soggetti in questione, entrambi affermano di essere la giustizia ed entrambi agiscono per un fine nel quale credono.

Come sfondo a questa continua lotta però, c’è qualcuno che ha mosso queste pedine. Ryuk, il primo shinigami a comparire in Death note, da inizio ad una storia pazzesca.

Con l’immagine di Ryuk si apre l’intero anime. Si trova nel mondo degli shinigami, un mondo tetro e grigio dove non succede mai niente. Gli shinigami passano il tempo a scrivere i nomi sui loro quaderni, conducendo la loro eterna vita nella più totale monotonia. A volte, come dice Ryuk, qualcuno di loro scrive il nome di un loro collega pur sapendo che non succederà niente, per fare qualcosa di diverso e per prendersi gioco della vita.

Per rompere la sua noiosa routine, Ryuk, riesce ad ingannare il re degli shinigami e si procura un secondo quaderno, da far “cadere” nel mondo degli umani. Ed è già soffermandosi su questo aspetto, che si può intuire quanto sia astuto anche questo terzo personaggio. Death note è una continua dimostrazione di intelligenza.

Ryuk e Light

Dal primo momento in cui lo shinigami si palesa a Light Yagami, si nota subito come questo essere superiore sia un semplice osservatore. L’atteggiamento che assume Ryuk è quello di un personaggio che vive nella totale neutralità, una figura che rifiuta un legame sentimentale con il detentore del quaderno. Ryuk infatti, non prova affetto per niente e per nessuno, in più occasioni afferma di aver intrapreso questa avventura per uscire dalla noia. Del resto, uno shinigami è immortale, il tempo è relativo per lui. La vita umana è un puntino in confronto alla lunga ed infinita linea dell’eternità.

Cerca un qualcosa da fare per intrattenere una minuscola porzione di quel tempo relativo della sua eterna esistenza. Il suo stratagemma per ingannare il tempo è quello di far cadere un death note nel mondo degli umani e vedere come si comporta uno di questi, avendo quel potere tra le mani. La grande fortuna è che il quaderno finisce in possesso di uno studente modello, dalla mente geniale e brillante, capace di sfruttare egregiamente quell’oscuro potere.

A tenere testa a Light c’è lo strambo Elle, altrettanto intelligente e acuto. Ed è in questa lunga lotta, che si comprende l’ideologia di Ryuk. Una figura che non interviene mai nello scontro tra i due, non favorisce Light, non gli rivela la vera identità di Elle. Raramente prende parte a delle piccole collaborazioni con Light, ma lo fa soltanto per un tornaconto personale, per ricevere come ricompensa le sue amate mele del mondo degli umani.

Si potrebbe quasi affermare che lo shinigami sia un personaggio egoista. Con il suo gesto ha dato via ad una lotta su un mondo intero. Il mondo degli umani ha visto sofferenza, desiderio di brama e di potere e sacrificio per arrivare ad uno scopo. A cosa è disposto Light? Quanto è pronto a sacrificare e a mettere in gioco pur di far prevalere la sua ideologia di giustiziere del mondo? Tutto, per l’effimero divertimento di uno shinigami.

Ma non è tutto. Ryuk è l’emblema della violenza e dell’egoismo. Per il puro piacere di sentirsi appagato, non rinuncia a stimolare il proprietario del Death Note anche per comprendere come ragionano gli umani. Lo stimola ad andare oltre. In risposta all’idea di Light di uccidere tutti i criminali del mondo, Ryuk lo provoca con ironia:

“Ma se tu lo facessi, ciò ti renderebbe l’unico cattivo rimasto”.

Ed è questo il punto cruciale dell’intero anime, Light, il paladino della giustizia, si trasforma lentamente in un violento carnefice. Light, ragazzo dotato di estrema superbia, è una pedina del gioco di qualcuno di gran lunga più grande di lui: Ryuk.

Eppure, nonostante lo shinigami sembra essere una figura negativa, il cattivo della situazione, è un personaggio amato da tutti. Forse è la sua estrema simpatia, o forse il legame verso di lui è una reazione alla paura. La paura nei confronti di qualcuno che può giocare con la nostra vita e governarla a proprio piacimento ci spinge a unirci a lui… quasi come se volessimo che ci risparmiasse, in cambio della nostra gratitudine.

Dunque è questo l’essere umano? L’homo sapiens, il più evoluto, il più forte tra le specie…non siamo i più forti. Ryuk spinge l’essere umano all’umiltà, perché ci mostra che anche il più acuto tra noi può essere manipolato in qualsiasi momento da uno shinigami.

Nell’epilogo infatti, come era stato già preannunciato, sarà proprio Ryuk a mettere fine all’esistenza di Light scrivendo il suo nome sul proprio Death Note.

“Ne abbiamo passato di tempo insieme, a scacciare la reciproca noia. È stato proprio uno spasso”.

L’intera vita di un umano, è stata una parte infinitesima dell’esistenza dello shinigami, che quindi si dimostra essere superiore: l’unico vero Dio della morte.

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