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Titans – Dick Grayson: neanche Robin vuole più essere Robin

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Parafrasando una canzone di Cesare Cremonini si può evincere uno dei passaggi fondamentali di questa serie DC targata Netflix, passaggio evidente già nel primo trailer con Robin che mormorava “F*ck Batman”.

Ma andiamo per ordine e presentiamo questa crew per chi magari si affaccia per la prima volta al mondo DC. I Titani del titolo ci vengono presentati per la prima vota nel 1964, nati poiché non inclusi in origine nella formazione della Justice League. La squadra comprenderà i sidekick famosi della DC, come Robin e Wonder Girl, e alcuni giovani supereroi da presentare al giovane pubblico. Dato un target iniziale di età più piccola vennero definiti “Teen Titans”, capaci di guadagnare tanto consenso da ricevere una propria testata. La formazione presente negli undici episodi della serie è composta dal primo Robin, Dick Grayson, Starfire, Raven e Beastboy, oltre ad essere costeggiati da personaggi minori, sconosciuti ai più, dell’universo DC.

Ci troviamo in un universo “nuovo”, non l’ex DCEU, distanti dall’Arrowverse, forse più vicino alle ambientazioni di Gotham e dei film griffati Zack Snyder. Qui eroi come Superman, Batman, Wonder Woman, sono considerati alla stregua di divinità, un consenso ed una venerazione dovuta ai loro gesti da salvatori. Altri sentimenti invece sono riservati a soggetti con poteri o doti fuori dal comune, emarginati, contrastati, percepiti come zavorre, indesiderati da qualunque comunità. Non è un mondo facile dove farsi strada per Dick, sbirro latin lover assetato di giustizia, per la smarrita e oscura Rachel, per la smemorata Kory/Starfire che non riesce a spiegarsi i suoi poteri da metaumana e per il verdastro mutaforma Gar. La prima stagione non è altro che una storia delle origini, il susseguirsi di intrecci tipica dei team-up, con approfondimenti dedicati ad ognuno dei quattro soggetti che vedono il proprio destino incrociarsi.

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Il contatto con gli spettatori è diretto, non ci sono veli da scoprire, troviamo dei fallaci eroi che sono alla ricerca della loro strada, tentando di colmare la mancanza di affetti e di appartenenza ad una famiglia con le proprie comuni azioni. Capo e guida riconosciuta di questa nuova famiglia non può non essere Dick Grayson.

Dick è uno dei personaggi più importanti e sottovalutati dell’intera DC. La sua esistenza è legata a Bruce Wayne, ma con il tempo il personaggio è riuscito ad emergere da sotto l’ala del suo mentore creandosi un’identità molto autonoma e definita. L’incipit della sua storia è noto, ex stella del circo insieme ad i suoi genitori, i “Flying Grayson”, assisterà, come accade per il suo maestro, al loro tragico assassinio per mano di Tony Zucco, sgherro del boss Maroni. Talentuoso, sfrontato e bramante di vendetta, Bruce vedrà molto del ragazzino che era in lui, così decide di accoglierlo per guidarlo attraverso il desiderio di ritorsione contro Zucco, sia perché Batman ha sempre celato il desiderio di ricrearla una famiglia e vedeva in colui che diventerà Robin un tentativo sostenibile per chi conduceva una doppia vita.

Condividere il cammino di Batman forgerà Dick oltre la propria sofferenza, sublimato dalla morale del cavaliere oscuro, dalla sua giustizia e dalla sua amicizia. Ma il segreto di un supereroe spesso è quello di soffrire continuamente, forse da qui nasce la loro straordinarietà. In Dick cresce un senso di insoddisfazione proprio verso il proprio maestro, ormai uomo Robin è consapevole di essere più di una spalla, ma è dura sbocciare sotto l’ombra dei Batman. Deciderà di allontanarsi, iscrivendosi al college e “lavorando” da solo. Colleghi e coetanei ne riconoscono le stigmate del leader e proprio in questi anni che fumettisticamente crescono i Titans. L’enorme senso del dovere e la totale devozione alla causa dell’Uomo-pipistrello però lo portano a rimanere ancora al suo fianco. Ma questo è solo un periodo di transizione in cui il pettirosso staccherà il cordone ombelicale del dinamico duo.

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Due le differenze inconciliabili sia con l’uomo che con l’eroe Bruce Wayne. In Batman, il ragazzo, come altri, coltiva da sempre una forte ammirazione, isolato e pronto a sacrificare tutto nella sua crociata contro il male, eppure Dick mai lo ha visto come il temuto Cavaliere Oscuro ma sempre come un luminoso angelo di giustizia. Nel momento in cui Batman cessa di credere alla redenzione dei suoi nemici, perde la speranza che la giustizia possa essere efficace e si pone al di sopra di essa in Robin si rompe qualcosa.

Inoltre Dick condivide e conosce l’oscurità così come Bruce, conosce la sofferenza, ha visto il male sotto varie forme, ma questo non ha mai invalidato il suo sogno di essere felice, di avere una vita normale con una famiglia tutta sua, possibilità che Bruce Wayne si è precluso. La voglia di vivere di Dick traspare dal suo modo di essere, gioioso nel vivere, scapestrato, ironico, istintivo, ha una fede incrollabile nelle persone, per questo viene riconosciuto come leader dei Titans e visto con rispetto da tutti i membri della Justice. Consapevole di queste divergenze con Batman, Dick fugge.

Sembra chiaro che Titans nello sviluppo delle sue serie porterà Dick a diventare Nightwing, la sua risposta a Batman. Incerto su che cosa fare con la sua nuova indipendenza, Dick prova a rifarsi una vita cessando la lotta al crimine, ma è difficile scappare dal tuo destino. Trovò allora un appoggio da un vecchio amico del duo di Gotham, Superman. Clark cercò di aiutare Dick nel suo percorso di addio a Robin gli raccontò un’antica leggenda del pianeta Krypton. Un uomo dal passato oscuro venne rinnegato della sua stessa famiglia, e per espiare le sue colpe decise di aiutare tutti i deboli di Krypton vestendo i panni di un eroe chiamato sul pianeta Nightwing, dal quale Dick prenderà ispirazione. Ma il destino di Dick non si esaurisce con Nightwing, Bruce non lo ammetterà mai ma non aveva addestrato Robin solo per farne una spalla ma per essere un giorno un uomo e un eroe migliore di lui, poiché era destinato a portare il peso di un’altra maschera. Ma questa è una storia ancora lontana.

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Tornando alla serie la prima sensazione che si ha da spettatori è di sfogliare un albo. La struttura di serie o film sui supereroi sono abbastanza lineari, si concedono deviazioni, ma mai di questo livello.

Titans è un continuo di derivazioni narrative, ritmi mutevoli e caleidoscopici deus ex-machina. Ha la cadenza di un fumetto e si prende tutte le licenze di questa categoria. È un capostipite e non so se possa piacere  ma sicuramente è una novità che deve essere valutata a prodotto finito.

Inoltre l’universo DC viene sempre bollato come volutamente più oscuro per attrarre un diverso tipo di pubblico e per differenziarsi dall’istrionico e allegro MCU, ma il problema è quanto dosare questa oscurità. Titans ha appreso la lezione, costruisce un mondo “dark” che non risponde completamente a questa denominazione, ma riesce bene a controbilanciare il tone of voice della serie molto più pesante del mostrato senza ancora l’entrata in scena di vari soggetti che probabilmente vedremo  nella prossima stagione.

Titans paga un solo scotto in undici episodi: l’aleggiante presenza del Cavaliere Oscuro. Non appare mai direttamente ma lo strascico in Robin, la venerazione che emana sugli altri, i continui flashback e l’eco delle sue azioni si propagano durante tutta la serie. Ora è ovvio che se vogliamo mostrare il distaccamento di Dick da Robin bisogna parlare di Batman, ma questo suo esserci eppure non esserci zavorra oltre ogni modo la serie. Il paradosso di un ospite indesiderato che però continuiamo a trattenere. Bisogna che gli autori risolvano il problema della ingombranza di certi nomi anche perché se si segue il fumetto tra villain ed eroi ci sarà davvero molto, forse troppo, da mostrare. Stay tuned.

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