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Gufo Notturno – la Morte del Supereroe

Cos’è successo all’America? Che ne è stato del Sogno Americano?

Nell’epica del fallimento perpetuata dai protagonisti di Watchmen,  ogni personaggio nasconde tacitamente un particolare significato ancorato al proprio passato, alle proprie radici, ai propri ideali, che gli permette di esprimere la decadenza di quell’eroe (o anti-eroe) che sarebbe potuto essere.

A partire dall’iconica frase sopracitata: Daniel Dreiberg, Nite Owl, è forse l’unico a poter esser definito supereroe. L’unico ad incarnare con volontà e sacrificio quell’archetipo di eroismo svilito dall’umanità cruda, sporca e profondamente reale dipinta dal pennello di Alan Moore. O perlomeno l’unico a provarci.

Seppur degnamente ritratto dalla cinepresa di Zack Snyder, è necessario fare un ulteriore passo indietro per comprendere a fondo la figura del Gufo Notturno. Prima del film, Dan Dreiberg non è che un ragazzo, la cui storia è raccontata nella miniserie Before Watchmen; premessa, questa, fondamentale per addentrarsi nell’analisi dei complicatissimi protagonisti del graphic novel in questione.

La caduta degli Idoli

In principio fu un’adolescenza difficile: immediatamente evidente il parallelo con numerose altre figure superoistiche marchiate nel nostro immaginario. Un ragazzo di diciassette anni maltrattato dal padre e trascurato dalla madre, che vede nell’ideale eroico perpetuato dal primo Gufo Notturno (Hollis Mason, presente anche in Watchmen) l’unica via di liberazione. Riempie gli scaffali di gadget e fumetti tratti dalle sue imprese, imita le sue mosse, lo idolatra; e lo pedina, fino a trovarlo ed avvicinarlo.

Nite Owl

L’incontro tra i due, temporalmente ambientato al termine delle vicende dei Minutemen, ha i tratti di un autentico passaggio del testimone: Hollis Mason vede nella speranza e nella volontà del giovane Danny l’unica via per permettere a Nite Owl di sopravvivere, essendo egli stesso prossimo al ritiro. E in pochi anni, Daniel Dreiberg vigilerà di notte le strade di una New York la cui degenerazione è perfettamente riconoscibile nella quantità di degrado, prostituzione, immoralità e violenza che vi imperversa.

Rorshach è il primissimo con il quale entra in contatto e collabora; entrambi toccheranno con mano il putridume del sottosuolo cittadino, la realtà malata della vera america, ben lontana dall’immagine edulcorata, impacchettata ed esportata al resto del mondo. Ed entrambi faranno il loro ingresso tra i Crimebusters, primo abbozzo di ciò che saranno gli Watchmen, interfacciandosi per la prima volta con il Comico, Ozymandias, Dr Manhattan e Spettro di Seta.

Avranno vita breve; con il decreto popolare che mette al bando le maschere, ognuno di loro farà un passo indietro. Fino alla morte del Comico.

Nite Owl
Patrick Wilson interpreta Gufo Notturno nel film di Zack Snyder

La fragilità delle Idee

Da qui iniziano le vicende narrate nel graphic novel di Moore e nel film di Snyder. Daniel Dreiberg vive in un monolocale, appesantito, demotivato, avvilito da un mondo che soffoca ogni ideale d’eroismo prima ancora che possa sorgere; a testa bassa, ricorda le parole del Comico, d’un tratto pregne di angosciosa verità.

Combattere il crimine… era come far parte di una confraternita. Per questo mi dispiacque del fiasco dei Crimebusters nel sessanta e rotti. Sarebbe stato come diventare un cavaliere della tavola rotonda, far parte di una compagnia di creature leggendarie… però poi capii che il Comico aveva ragione: sotto tutti quei tuoni e fulmini, c’era solo merda.
(Watchmen, capitolo 7)

L’uomo, poiché uomo, non potrà mai ergersi al di sopra dell’uomo; rimarrà per sempre incatenato alla sua natura, alle sue fragilità, alle sue debolezze, rendendo l’archetipo del supereroe di fatto irraggiungibile, irrealizzabile. Fondamenta, queste, decisive nell’opera di decostruzione che è alla base della raison d’ètre degli Watchmen.

Eppure, l’animo sopito di Dan sembra improvvisamente destarsi; la determinazione di Rorschach nella ricerca dell’assassino del Comico lo spinge a rialzarsi un’ultima volta, a credere nell’esistenza di una luce, di una verità, di un briciolo di quella tanto decantata giustizia.

E poi c’è lei, Laurie Jupiter, Spettro di Seta, altro bagliore di purezza emerso da uno scenario di profonda oscurità. Il loro percorso sembra quasi andare a braccetto, nel loro illudersi, inciampare, cadere, ma in qualche modo continuare a sperare; l’amore sincero che ne nasce non è che il condensamento finale del loro incrociarsi. Nite Owl, per un fugace istante, torna a sperare.

Nite Owl

La morte degli Ideali

Ma non è che un fuoco fatuo; al cadere delle maschere, allo svelarsi del mistero, tutto torna oscuro, sfumato, succube di quel grigio dal quale Gufo Notturno da sempre cerca di sottrarsi, e nel quale lo stesso Rorschach si rifiuterà di scivolare, preferendo di contro essere ucciso dal Dr Manhattan. Il suo togliersi la maschera prima della deflagrazione non è che emblema della morte del bianco e del nero; Daniel, disperato, si scaglia contro Ozymandias accusandolo di aver completamente distorto gli ideali e le morali che tutti loro erano originariamente chiamati a difendere. Ma a differenza di Rorschach e del Comico, Nite Owl comprende il suo essere uomo tra gli uomini, ed accetta dolorosamente il compromesso.

Se è vero che Watchmen è un’opera sull’impossibilità di vivere l’ideale supereroistico, ognuno dei protagonisti occupa un tassello fondamentale nel mosaico composto da Moore; ciò che ci siamo ripromessi, nel focalizzarci su ognuno di loro, è d’inquadrare il loro percorso non in quanto eroi o icone, bensì in quanto uomini, oppressi da falsi valori, fallaci certezze, assenza di modelli. Sovrastati da un universo privo di chiarezze, con il quale ognuno si rapporta in maniera differente: l’amaro parodiare del Comico, come il violento categorizzare di Rorschach, il visionario manipolare di Ozymandias, l’indifferente fuggire del superuomo, il Dr Manhattan, inadatto a relazionarsi con le fragilità del genere umano. E l’inesorabile rassegnarsi di Gufo Notturno, conscio ormai dell’incompatibilità tra la realtà e l’idealizzazione, tra il concreto e l’utopico. 

Trovando nel compromesso l’unica umana sicurezza.

Che ne è stato del sogno americano? Che si è avverato! Lo stiamo ammirando.
(Il Comico)

Leggi anche: Ozymandias- il moderno Alessandro

 

 

 

 

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