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TORINO UNDERGROUND CINEFEST 2019

Nel 2013, il giovane regista torinese Mauro Russo Rouge, decide di dare vita ad un festival cinematografico che si pone il nobile obiettivo di dare spazio e valorizzare un determinato tipo di Cinema, quello underground, ovvero sconosciuto alla maggior parte degli spettatori perché realizzato senza l’ausilio di grandi produzioni, ma con budget quasi inesistenti e attori tutt’altro che celebri. Un Cinema fortemente indipendente, dove il prodotto, una volta finito, corrisponde totalmente alla visione che l’Autore aveva fin dall’inizio, un Cinema in grado di travolgere lo spettatore e farlo riflettere; un Cinema poco pubblicizzato che va aiutato e tenuto per mano, ed è proprio questo lo scopo della Torino Underground Cinefest.

Mauro Russo Rouge, aiutato da uno staff di collaboratori determinati e instancabili, capitanati dal dirigente organizzativo dell’ufficio stampa, l’energico Annunziato Gentiluomo, raggiungono gli obiettivi prefissati e si migliorano ogni anno. Sempre più persone aderiscono all’iniziativa e la qualità della selezione è di alto livello: un duro lavoro da parte dello staff, che non si arrende in nessuna occasione e punta sempre in alto per dare al pubblico la miglior esperienza possibile.

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Io, parlando personalmente, non potevo passare delle giornate migliori alla Torino Underground Cinefest: 5 giorni intensi e meravigliosi fatti di 52 film (39 corti e 13 lunghi)  – che rappresentano al 100% il Cinema Underground – e di persone che mi hanno accolto con una gentilezza e una disponibilità che mai prima d’ora ho incontrato. Un festival da vivere sulla propria pelle, per sperimentare del bel Cinema che si vede sempre meno e conoscere persone splendide, che vi accoglieranno come in una famiglia, una grande famiglia di amanti del buon Cinema.Cinefest

Di seguito, il reportage della mia intervista con Mauro Russo Rouge, ideatore della TCU:

Com’è nata l’idea del festival e perché proprio di un festival di Cinema Underground, quindi di Cinema sconosciuto ai più?

 L’idea nasce sei anni fa e allora era un festival che avveniva prevalentemente online. C’era una commissione giudicatrice che guardava tutti i film che ci venivano inviati – che il primo anno erano circa 150 film da tutto il mondo – e li giudicava secondo diversi criteri, quelli che definiscono il linguaggio cinematografico, ovvero regia, sceneggiatura, fotografia, recitazione… man mano che passavano gli anni sentivo l’esigenza di trasporlo [il festival] nella vita reale, farlo diventare live a tutti gli effetti, e così è stato con l’ausilio di associazioni culturali come “Artinmovimento”, che mi supportano e mi sopportano. Quest’anno abbiamo ricevuto un numero esponenziale di film da visionare, oltre 2800, un grande incremento rispetto al primo anno. Il Cinema indie gode di ottima salute e la nostra missione è quella di divulgarlo il più possibile, al di là del linguaggio con cui si propone il film, perché il denominatore comune è il low budget.

Quali sono i criteri per scegliere i lavori che secondo voi sono i migliori, o comunque quelli che meritano di essere mostrati al festival?

 Due criteri sui quali non transigo sono regia e fotografia, sia dal punto di vista di un linguaggio classico, ma anche da un punto di vista poco ortodosso, come ad esempio gli scavalcamenti di campo o la camera a mano.

Visto il grande numero, quali sono i festival cinematografici più importanti e significativi oggi secondo te?

 Già, i festival sono tantissimi, sono oltre 8000 in tutto il mondo e molto vari. Quelli più importanti sono Locarno, Cannes, Venezia, Berlino, il Sundance, e affianco a questi ci sono altri festival che trattano il Cinema indie, che è un Cinema che oggi gode di un enorme appeal, perché è composto di film che vengono realizzati con budget irrisori e in tempi brevissimi, 10 o 15 giorni.

C’è un genere cinematografico specifico che vi affascina di più, che volete portare maggiormente al grande pubblico? 

 Guarda, il comune denominatore dei film che presentiamo è il low budget, poi non importa il genere del prodotto, che va dal fantasy al drammatico più complesso. Non poniamo limiti all’Autore, che può presentare anche un action movie, che io e il team di preselezione valutiamo attentamente e alla fine scegliamo se includerlo o no nel festival.

Quanti siete nel team di preselezione?

Siamo 8 – 10 persone, supervisionate da me.

Quanto tempo ci avete messo a visionare tutti i 2800 film?

 Diversi mesi. E’ un lavoro che richiede diverso tempo, anche perché i film ci arrivano non tutti assieme, ma in diversi momenti. Diciamo che abbiamo passato delle notti insonni.

Immagino sia un lavoro duro, molto duro, ma che ne è valsa la pena.

Assolutamente!

Allora ti faccio i miei auguri e ti ringrazio per la disponibilità e l’intervista.

Grazie a te!

L’appuntamento con la settima edizione della Torino Underground Cinefest è il 22 marzo 2020. Dal prossimo anno il festival si allunga a 7 giorni per dare spazio ad un numero ancora maggiore di opere e una qualità sempre e comunque ottima. Consiglio spassionato è prendere parte ad un festival importante, o meglio fondamentale, come la TUC, e lasciarsi trasportare dalla magia di un Cinema che, o vivete in festival come questo, o non vivrete mai.

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