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8 ½ – “Perché non sa voler bene”

In una notte tiepida e romantica, vaga senza pace l’anima di un artista pieno di dubbi. Il regista Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) cerca disperatamente qualcosa: una scusa, una quiete serena, un’ispirazione. Neanche lui sa cosa sta cercando.

Si rifugia quindi nell’angelico sorriso di Claudia (Claudia Cardinale), che è un porto sicuro ed accogliente per la mente di Guido, che naviga in un mare in tempesta.

Lui la porta in quel luogo dove il tutto ed il niente si fondono, la vita e la morte danzano l’una con l’altra; questo luogo è il set di un film. Quale film? Quello che Guido ha intenzione di realizzare? Quello che Guido ha intenzione di non realizzare forse. O forse ancora è un set totalmente avulso dalla vita di Guido. Nessuno può dirlo, soprattutto Guido.

Ad ogni modo, i due iniziano ad incamminarsi per le vie di quel set, passeggiando dove si sono svolti incontri, dialoghi, magari anche baci appassionati… e dove ora tutto è vuoto. Il vuoto. Lo stesso che pervade Guido. Uno sconfortante e deprimente vuoto senza fine.

Lei, più giovane e forse anche un po’ più ingenua, si siede ai piedi di una casupola, e guarda la siluette di quell’uomo malinconico che continua a camminare.

Lui sta cercando di raccontare la trama di quella storia che desidera così ardentemente narrare, la storia di un uomo triste e solo, che si allontana da tutti perché qualcosa gli sta corrodendo l’anima.

«Ma un uomo così, che non vuol bene a nessuno, non fa mica tanta pena» asserisce Claudia. Il problema, per Guido, è che quel che lei ha detto è la verità. L’unica possibilità di salvezza, per un personaggio del genere è una ragazza, giovane ed antica, bambina e già donna, dai capelli lunghi e con il vestito bianco. E’ lei che, secondo Guido, potrà risollevare le sorti di questo personaggio miserevole.

Ma non è così. Quest’angelo salvatore è pressoché inutile se prima non sarà il personaggio solitario a cambiare, perché il problema è dentro di lui, perché lui non sa voler bene.

Guido cerca di trovare una risposta più “codarda” per aggirare questa semplice verità, una risposta che riguarda altre sfere emotive, come l’annichilimento e la malinconia. «Perché non ci crede più» ipotizza lui.

«Perché non sa voler bene» risponde lei, con il candore di una mamma che parla al suo bambino.

«Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo» continua lui, pronunciando tutto questo con voce forte ed autoritaria per nascondere il fatto che neanche lui crede a quel che dice.

«Perché non sa voler bene» sentenzia lei, sempre più dolce e sempre più convinta della sua verità.

Lei ha ragione, naturalmente. Questa scena, la scena della salvezza e della redenzione del personaggio non c’è nel film di Guido; anzi, non c’è nessun film. Al contrario, invece, è presente nel film di Fellini, quel film che stiamo vedendo e che si appresta ad una conclusione più gioiosa che mai.

Guido ammette tutto. Lui non sa voler bene. Ed è proprio la mancanza del sentimento più puro nella sua vita ad aver creato quella frustrante confusione che albergava nella sua mente. Ed è stata lei, Claudia, ad aprire i suoi occhi, gli occhi di chi, come Guido e come Fellini, svolge una professione che con la vista ha molto a che fare. E’ stata lei, con la sua purezza e innocente ingenuità, ad aver fatto trovare la luce a quell’artista malinconico che passeggiava in un set abbandonato. Il cambiamento è possibile, adesso che si è giunti alla conoscenza del problema.

Vita e cinema si uniscono in un unico, grande ballo; nessuno sa più dove finisce l’una e comincia l’altro… e forse è meglio così. Le riprese del film sono sul punto di cominciare… la vita stessa è sul punto di cominciare.

 

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