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Il Signore degli Anelli: le 2 Torri – C’è del Buono in questo Mondo

Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono, quello i bambini lo sanno già. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

L’infinita stratificazione di livelli di lettura di quella magistrale opera che fu Il Signore degli Anelli, in primis poiché derivante da quella magia letteraria che sempre sarà l’Universo di Tolkien, sopraggiunge qui all’essenziale domanda del mondo, così complessa in un soggetto, come in un’intera umanità.

Perché continuare a lottare? Perché, dinnanzi all’ineffabile fallimento costante, alla perpetua risposta dell’oscurità, sempre più forte, continuare a crederci?

Le storie del mondo degli uomini ci mostrano quanto sia più facile dargliela vinta all’Ombra, malleabile forma che inibisce un uomo dal rincorrere la donna della sua vita, un ragazzo a credere di voler essere un artista, così come un eroe dallo sconfiggere un drago. Le storie però hanno sempre una scelta, ben meno diretta e semplice come spesso vogliano far crederci, basate sulla costante riscoperta di una volontà di speranza. 

Le storie, qualunque forma esse prendano, possono divenire grandi storie, quando un uomo decide di combattere allo specchio della sua paura, accettandola, non rinunciando alla sofferenza, perché così rinuncerebbe anche alla gioia più pura, alla bontà più vera, sottesa, primordiale, eternamente nascosta, ma, sempre lì, come unica finale certezza della nostra ricerca.

C’è un momento, ne Il Signore degli Anelli, davvero indelebile, davvero eterno, davvero essenzialmente necessario, che a volte sfuggirà, che a volte sembrerà lontano, assopito, debole. Ma è sempre lì, prima, dopo, mentre.

 

C’è del buono in questo mondo padron Frodo, è giusto combattere per questo.

 

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Andrea Vailati
"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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