News

Lost – Le Donne nell’Ombra

lost

Lost ci ha regalato personaggi grandiosi e fuori dall’ordinario. Ricchi di sfumature e mai del tutto buoni o cattivi, ogni singolo personaggio della serie ha qualcosa da dire allo spettatore, coinvolgendolo pienamente nelle proprie vicende. Abbiamo tifato per John Locke e la sua fede, odiato la malvagità di Benjamin Linus, ammirato l’intelligenza di Sayid Jarrah. Ma come sappiamo, nulla è perfetto, nemmeno in uno degli show televisivi migliori di sempre. Un occhio attento può infatti notare come i personaggi femminili siano essenzialmente secondari e vengano spesso poco curati dagli sceneggiatori. Se infatti pensiamo ai personaggi di Lost, ci vengono subito in mente John Locke, Desmond Hume, Jack Shepard, Hugo Reyes…

Occorre uno sforzo mentale per ricordarci di Kate, Juliet, Sun, Claire e le altre. Non che questi siano necessariamente personaggi mal scritti, ma gli autori ne hanno spesso e volentieri trascurato lo sviluppo, dando più importanza ai protagonisti maschili. Si prendano ad esempio tre figure femminili di Lost: Kate, Juliet e Claire.

lost

Kate Austen (interpretata da una brava Evangeline Lilly) appare subito in scena come un personaggio molto intrigante. Nell’episodio Tabula Rasa della prima stagione, scopriamo infatti che Kate, al momento dello schianto, si trovava in stato di arresto, scortata da un agente di polizia. Già il fatto di introdurre un personaggio femminile controverso costituiva un’ottima idea e poteva offrire spunti molto interessanti. Veniamo poi a sapere che la donna aveva ucciso il compagno violento di sua madre, per liberare quest’ultima da una vita di sofferenze. La madre l’aveva inaspettatamente denunciata alla polizia e Kate, dopo una lunga fuga, era stata così arrestata da un poliziotto, poi morto poco dopo lo schianto dell’aereo sull’isola.

Quando però Kate inizia a provare dei sentimenti per il buon dottore Jack Shepard (Matthew Fox) e una forte attrazione per il truffatore ribelle Sawyer (Josh Holloway), la caratterizzazione del personaggio inizia a naufragare.

Da donna indipendente e coraggiosa, Kate diventa una mera componente di un triangolo amoroso. Dalla terza stagione, sembra perdere i tratti migliori della sua personalità, risultando spesso irritante allo spettatore per la sua costante indecisione tra i due uomini. Kate Austen ha subito perciò una trascuratezza da parte degli autori, che ne hanno fatto quasi una mina vagante. Il suo personaggio quindi, seppur nell’insieme abbastanza buono, non si avvicina alla complessità dei suoi comprimari maschili.

lost

Veniamo a Juliet Burke (impersonata da una magnetica Elizabeth Mitchell). Bisogna dire che, a differenza delle altre due donne, Juliet possiede una personalità forte e molto particolare, il cui sviluppo è gestito molto bene. La donna, brillante ginecologa, è infatti inizialmente un’alleata degli Altri, aiutandoli nelle loro ricerche mediche. Si scoprirà ben presto che questo suo schieramento è soltanto un disperato tentativo di lasciare l’isola: Juliet desidera infatti tornare dall’amata sorella, malata di cancro e con una figlia. Il crudele Benjamin Linus le ha dunque promesso la libertà, in cambio della sua collaborazione. 

Il personaggio di Juliet è perciò ambiguo fin dall’inizio: i Losties, così come gli spettatori, impiegheranno molto tempo per fidarsi a pieno di lei. La donna appare inoltre molto fredda e distaccata, ma, con il passare delle stagioni, si rivelerà uno dei personaggi più buoni e altruisti del mondo di Lost. Quella sua maschera di ghiaccio costituisce un atteggiamento di difesa, dovuto al dolore subito durante la sua vita. Sempre messa all’angolo, ricattata e manipolata, Juliet viene definita the other woman. Prima amante di un uomo sposato, poi innamorata di Sawyer, non ha mai avuto pace e serenità nella sua vita. La sua morte, o per meglio dire il suo sacrificio per salvare Sawyer e gli altri, costituisce una delle scene più drammatiche della serie. Qual è dunque il problema con questo personaggio? Juliet possedeva tutte le doti per essere protagonista come Jack Shepard o John Locke, ma gli autori hanno deciso di farne solo una comprimaria. Una personalità così sfaccettata, dalla psicologia articolata, meritava più spazio nella storia. In breve, Juliet Burke aveva un grandissimo potenziale che non le è stato concesso di esprimere al 100%. 

lost

Alla fine di questo trio, abbiamo Claire Littleton (Emilie De Ravin). Una giovane bella e solare: la tipica “ragazza della porta accanto”. Claire ha però una grandissima responsabilità sulle spalle. E’ infatti incinta di un bambino, di cui il padre si è completamente disinteressato. La ragazza lega subito con Charlie Pace (Dominic Monaghan), rockstar dal cuore d’oro, e i due si innamorano. Le storie d’amore sono sempre state una costante (per dirla alla Daniel Faraday) della serie: si pensi al realismo del legame tra Jin e Sun, al romanticismo di Desmond e Penny, alla tenerezza effimera di Daniel e Charlotte. Il rapporto tra Charlie e Claire, che pur prometteva bene, viene invece sviluppato superficialmente, come se fosse un riempitivo.

Con la tragica morte di Charlie, i personaggi  di Claire e di suo figlio Aaron iniziano a perdere un ruolo nella storia, come se non avessero più senso di esistere.  Nella quarta stagione, una svolta: Claire scompare. Viene infatti rapita dall’Uomo in Nero (sotto le mentite spoglie di Christian Shepard, padre sia di Claire sia di Jack) e di lei non si sa nulla fino all’inizio della sesta stagione. Claire riappare quindi in veste di selvaggia e folle, molto lontana dalla serenità e solarità delle prime stagioni. Sarà una delle poche a sopravvivere e ritornare a casa alla fine della serie. Il personaggio di Claire Littleton, se prima non riusciva ad essere indipendente dalla debole relazione con Charlie, viene a perdere di senso, non aggiungendo nulla allo show.

Per quanto Lost possieda molti più pregi che difetti e sia meritevolmente entrata nella storia delle televisione, è evidente che non è sempre riuscita a gestire al meglio i propri personaggi, su tutti quelli femminili. Personalità spesso intriganti, ma oscurate dai più interessanti e approfonditi comprimari maschili. 

Leggi anche: Benjamin Linus- la Vulnerabilità del Villain Moderno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.