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Captain America – Una promessa da mantenere

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Un eroe? Come te? Sei un esperimento di laboratorio Rogers, tutto quello che hai di speciale è uscito da un’ampolla.

– Tony Stark

The First Avenger

Steven Grant Rogers, nato il 4 Luglio 1918, dalle matite di Joe Simon e Jack Kirby, solo dall’età di diciotto anni, gracile, asmatico, indifeso, ansioso di fare la cosa giusta, di combattere, di non essere da meno di coloro che ogni giorno rischiano la propria vita. Non per uccidere, ma per evitare che gli spacconi abbiano la meglio, da ovunque essi provengano.

Le guerre non si vincono con i sentimenti, si vincono con i soldati e con il coraggio. Tuttavia, dove risiede questa virtù? Nell’uomo che ha conosciuto il potere per tutta la vita e in via di ciò lo sottovaluta, o nella forza che hanno i deboli, che conoscono il valore della fermezza e, insieme, conoscono la compassione? The First Avenger si apre con un brindisi agli uomini piccoli, gli unici a conoscere il fardello della grandezza.

Steve Rogers era Captain America ancor prima del siero; era un capitano quando pur di far rispettare il silenzio al cinema è stato preso a pugni in faccia, capitano quando si è lanciato su di una granata per evitare che danneggiasse persone che lo avevano solo deriso, capitano quando ha guardato Margaret “Peggy” Carter per la prima volta e le ha confessato tutte le sue debolezze, i suoi fallimenti, perché forse lei era quella giusta. Si erano quasi amati, ce l’avevano quasi fatta.

Poi, il sacrificio. Dopo aver perso il suo migliore amico, sceglie di abbandonare l’amore della sua vita, appena conosciuto, per salvare milioni di persone; ma quel giorno Steve non perse solo tutti quelli che amava, perse il suo tempo stesso, la sua epoca, la sua realtà. Risvegliatosi settanta anni dopo, il suo viaggio comincia davvero, un’odissea, poiché di un ritorno si parla, di una promessa; guidato da quella bussola, forse rotta, dove c’è una foto che è la sua vera ultima meta, la sua stella polare, il nord cui tornare dopo la fine, quando il capitano potrà finalmente danzare, nel ballo che sfugge all’oblio.

La storia di Captain America è fatta di onore e coraggio, a voler banalizzare, di sacrificio, egoismo, errori ed amore se si vuole rendere giustizia ad una delle figure più complesse ed affascinanti del Marvel Cinematic Universe.

Io non voglio uccidere nessuno. Non mi piacciono i bulli, da ovunque essi provengano.

– Steve Rogers

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Sacrificio

Quand’ero nel ghiaccio, il mondo era in guerra. Mi sveglio e mi dicono che abbiamo vinto, ma non che cosa abbiamo perso.

– Steve Rogers

Steve è tormentato dall’eterno ritorno di un dubbio, una cicatrice: cosa stiamo sacrificando? I guerrieri sanno che il sacrificio è un rituale, che richiede sangue e, purtroppo, coinvolge spesso innocenti. Nella sua pietà, nella sua volontà di vibranio, Rogers ha sempre e solo voluto proteggere gli indifesi, come lo era lui un tempo; fare la cosa giusta, salvare delle vite, il resto non ha importanza.

Però, il mondo cambia. Nel primo film degli Avengers (2012), Phil Coulson mostra agli eroi la portata del sistema di spionaggio dello S.H.I.E.L.D.; immenso, hanno accesso a tutti i dispositivi elettronici, vanificando ogni tentativo di privacy delle persone. È significativo che durante la spiegazione dell’agente venga inquadrato, per pochi secondi, il volto di Steve Rogers, che inizia a preoccuparsi del nuovo mondo in cui si è risvegliato, un mondo che non riconosce più, in cui la libertà individuale sembra minacciata, in cui ogni concetto di giustizia sembra ribaltato.

Il soldato, l’uomo senza tempo, sciacallo di attimi che non gli appartengono, si ritrova catapultato in una realtà fatta di spie e menzogne, una realtà in cui la distopia orwelliana di 1984 sembra più vera che mai. Sono lontani i tempi in cui ciò che faceva degli uomini un esercito era la fiducia. Ora è la paura il sentimento dominante, uno dei più antichi, e il bisogno di sicurezza ha spinto gli esseri umani a rinunciare alla propria libertà. Perché il prezzo della libertà è alto, lo è sempre stato, ma è un prezzo che Captain America, anzi, Steve Rogers è disposto a pagare, anche fosse l’unico.

Tuttavia, un uomo che non si attiene al sistema vigente, al mondo così com’è e alle sue leggi, è un fuorilegge e, pertanto, un ricercato. Dopo aver dato, quasi letteralmente, la vita si scopre che essa ha un valore pari alla sua morte, una somma zero. Lo Shield, l’Hydra, hanno vanificato tutto, hanno creato una nuova società, decodificabile in quel libro digitale che è il XXI secolo, un libro in cui Steve non ha voce in capitolo.

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Captain America – The Winter Soldier

Un vagabondo dal West nella valle solitaria, un “eroe” degno di Shakespeare, il Capitano è una delle tante incarnazioni di chi vuole fare la cosa giusta nel momento sbagliato, che viene considerato pazzo solo perché segue il suo istinto, le sue passioni, il suo cuore infranto. Un marinaio senza un porto sicuro cui approdare, senza fari nel buio, non appartiene più a niente, nella desolazione del suo esistere.

Sin da quando ho memoria ho sempre cercato di fare ciò che era giusto, ma ora cosa sia giusto non lo so più. Pensavo di potermi ributtare nella mischia, seguire gli ordini, proteggere. Non è più come prima. 

– Steve Rogers

Il solito melodrammatico, romantico, rinnegato, chiamato criminale perché rappresenta ciò che il mondo teme, un uomo disposto a tutto per quello in cui crede. Come ogni persona, cerca un po’ di pace, forse un po’ di felicità, però, ormai, cosa lo rende felice non lo sa più. Quello di Steve è un profondo disagio esistenziale, un baratro oscuro senza vie d’uscita.  Dopo il risveglio, dopo aver perso il suo stesso tempo, non può fare altro che andare avanti, ricominciare, ma è fin troppo consapevole del fatto che tutto ciò che avrebbe davvero voluto è rimasto sepolto nel ghiaccio. Un sogno che non diventa realtà è una bugia, o qualcosa di peggio?

L’incubo che vive manipolato da Scarlet Witch è di una sala da ballo assordante e caotica come la guerra, rossa come la gemma della realtà, quella che ha perduto, perché la paura più grande dell’eroe più coraggioso è di non poter tornare a casa, di vivere nel vuoto, condannato a poter solo rimpiangere la vita che non ha mai vissuto. Un rimorso eterno di un amore mai esaudito.

Alcuni vanno avanti, lui no. L’intero mondo è andato avanti, ma lui non intende corrergli dietro. Specie quando dal suo passato arriva ad infestarlo un fantasma, spettro dell’esistenza antica, James Buchanan Barnes. Anche quando non aveva niente, aveva Bucky.

Ah Captain America, l’uomo giusto del signore, che finge di poter vivere senza la guerra.

– Ultron

Perfino il più integerrimo dei supereroi ha un lato oscuro, perfino il migliore può cadere. Quando c’è in gioco la vita del suo migliore amico, Steve non vuole sentire ragioni, non permetterà a nessuno di ostacolarlo, non si fermerà di fronte a Spider-Man, War Machine, Pantera Nera, Iron Man, tutti abbattuti da un soldato rassegnato ad essere un ribelle agli occhi del mondo, che ormai non ha più nulla da perdere. Nel suo egoismo Steve diviene la minaccia più grande, pericoloso più di altri villain che si siano conosciuti.

In questi momenti Captain America viaggia su quella linea sottile che divide l’eroe dall’antieroe e, spesso, quel confine è solo una brutta giornata. La furia di un individuo che si è stancato di rappresentare una bandiera, perché alla fine è solo un uomo, come tanti, fuori luogo, un folle, ma con degli ideali e dei sentimenti, per i quali vale la pena morire. Tutto quello che prova, tutto quello che è importante per lui lo tiene stretto nel suo pugno e combatte.

Guerra

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Natasha -“Perché non ti fermi?”

Steve -“Sai che non posso”

Accetta i compromessi dove puoi. Dove non puoi, non farlo. Anche se tutti ti diranno che è una cosa sbagliata, è una cosa giusta. Anche se tutto il mondo ti inviterà a spostarti è tuo dovere stare piantato come un albero, guardarli negli occhi e dire: no. Spostati tu.

In Captain America – Civil War queste parole appartengono a Peggy Carter, il filo rosso della vita di Steve, la nota più dolente delle corde del suo cuore. Intrappolato in luoghi sconosciuti e minacciosi, vessato dal peso delle parole che vorrebbe pronunciare, impantanato nella palude delle sue illusioni e dei suoi sogni spezzati.

Forse Ultron aveva ragione, forse Rogers non può fare a meno di lottare; la violenza è tutto ciò che ha sempre conosciuto, avere un obiettivo e sapere chi affrontare. Ormai fuori dal suo tempo, fuori dalla legge, Steve non ha che il suo amico Bucky, e sarà con lui fino alla fine.

C’è una sfumatura verde nei suoi occhi azzurri, una stupenda imperfezione, nel suo non poter prescindere dal combattere, perché c’è questa parte di lui che non può, forse non vuole, evitare lo scontro. Perché non riesce, appartenendo ad un’altra epoca, a concepire il compromesso, che è il fondamento della società attuale.

È contraddittorio, è egoistico, è umano sacrificare il resto del mondo per i propri sentimenti; Steve non è un eroe perfetto, sempre che possa ancora chiamarsi eroe. Tony Stark si sbagliava su di lui? Il mondo si sbagliava su di lui? Magari la vera domanda è: chi si sarebbe comportato diversamente? Dov’è il limite, quando bisogna fermarsi nel combattere per quello in cui crediamo? Tra l’individuo e la collettività esiste una scelta giusta?

Nell’Amleto si può leggere che non esistono il bene e il male se non il pensiero a renderli tali. Sarebbe tutto più facile se il bianco e il nero fossero perfettamente distinguibili, ma la realtà è fatta di sfumature e frammenti, una nebbia di dettagli in cui è difficile orientarsi, senza una bussola.

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Captain America – Civil War

Nel finale di Civil War assistiamo ad un crescendo di emozioni e pathos, vera tragedia e catarsi. Steve che toglie l’elmo ad Iron Man prima di distruggergli il reattore centrale, altrimenti sarebbe morto soffocato, Tony che reclama lo scudo e Steve che lo lascia cadere, perché ormai ha smesso di lottare. Come lo lasciò cadere nel combattimento contro Bucky in The Winter Soldier, perché perfino nel suo egoismo è disposto a sacrificarsi affinché gli altri vivano.

Luce e oscurità ondeggiano come spuma tempestosa tra le rocce del cuore di Steve Rogers, un uomo che si è imbattuto nel suo destino nella strada presa per evitarlo, perché il fato di ogni individuo è grande come il mondo che abita e contiene in sé tutti gli opposti. Questo deserto sul quale tanti sono stati distrutti è vasto ed esige un grande cuore, ma in fondo è anche vuoto. Bisogna errare in queste terre desolate alla ricerca di una versione migliore di sé stessi.

Tony, sono contento che tu sia tornato al complesso. Non mi piace l’idea che vaghi in una villa tutto solo, abbiamo bisogno di una famiglia. Gli Avengers sono la tua forse più che la mia, io sono solo dall’età di diciotto anni. Non mi sono mai integrato da nessuna parte, nemmeno nell’esercito. Ripongo la mia fiducia nella gente, forse, negli individui, e sono felice di dire che la maggior parte non mi ha mai deluso, motivo per cui nemmeno io posso deluderli.

Le serrature si possono rimpiazzare, ma sarebbe meglio di no. So di averti ferito. Ho deciso di non dirti dei tuoi genitori per risparmiarti, ma ora capisco che stavo risparmiando me stesso e mi dispiace, spero che tu un giorno potrai comprendere. Vorrei che la pensassimo uguale sugli accordi, dico davvero, so che fai quello in cui credi, ed è quello che tutti noi possiamo fare, che dovremmo fare. Qualunque cosa accada, te lo prometto, se hai bisogno di noi, se hai bisogno di me, io ci sarò. 

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Captain America in Avengers Infinity War

Un viandante nell’ombra dei suoi sbagli, lungo una strada senza sentiero verso una chimerica redenzione, che dall’ombra esce nel finale di una guerra fraterna e dall’ombra ritorna per combattere la battaglia della sua vita, la Guerra dell’Infinito.

Solo Un Ragazzo

Se cerchi di aggiustare ciò che è rotto, rischi di diventare pazzo. Andare avanti è tutto ciò che resta. Il primo a combattere, il primo a farsi avanti, pronto a fronteggiare Thanos, disarmato. Non sta cercando il perdono ed è lontano dal chiedere il permesso. Quando Wanda litiga con Visione riguardo al suo sacrificio, durante la discussione viene inquadrato il volto di Steve, che ha già sentito quelle parole, ha già vissuto quella scena e non permetterà alla storia di ripetersi; una vita non può ostacolare il folle titano, ma dovrebbe.

Il più grande pregio di Steve Rogers è anche il suo peggior difetto, non si ferma davanti a niente e nessuno quando crede di stare facendo la cosa giusta. Le due estremità della sua dialettica lo rendono il Capitano che si odia o si ama,  e il motivo dell’odio o dell’amore rimane una costante: la sua determinazione.

Senza felicità, senza redenzione, senza amore, stringe in un pugno le lacrime dei suoi ricordi, il sangue e le ceneri dei compagni caduti, soffocato dalla polvere del suo fallimento, dopo aver perso una parte di sé stesso. Tuttavia, ha ancora la sua bussola e un sussurro nella mente: “a volte il meglio che possiamo fare è ricominciare”.

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Un eroe di proustiana memoria, la fine che è parte del viaggio di Steve è una crociata alla ricerca tempo perduto, per la salvezza dell’universo e della sua stessa vita, quella che aveva lasciato nel ghiaccio troppi anni fa. C’è un ultimo spaccone ad ostacolarlo, un pazzoide troppo cresciuto di carnagione viola, che possiede un esercito.

Tuttavia, a Steve questo non importa. Non è contemplata la possibilità di perdere sé stessi e, quindi, il proprio coraggio. Non importa se ha metà del suo scudo, non importa se è un uomo da solo contro un’armata infinita; sul suo cammino ha rivisto Peggy, ha visto la possibilità che le cose si aggiustino per tutti, la vita che credeva di aver perso, e ha il dovere morale di combattere per questo. Non deve dimostrare niente, ma prima di andarsene ha un’ultima promessa da mantenere.

Il ricordo è il vero avversario di Thanos, alla fine dei giochi. Coloro che ricordano, Iron Man, Thor, Captain America, sono pericolosi, pertanto vanno eliminati, perché forse è la memoria lo scudo indistruttibile dell’essere umani, dell’essere eroi.

Per quel ballo, per lei, per le cose che nella vita contano davvero, Steve esorta a stringere la cinghia, stringere i denti e non avere paura, nessun compromesso, neanche di fronte all’apocalisse.

Anche se, a volte, è meglio guardare a sinistra, perché non si è mai davvero soli. Questa è la sua promessa e intende mantenerla, a qualunque costo.

Quel ragazzino di Brooklyn, troppo stupido per fuggire via da una battaglia… seguirò lui.

– Bucky

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