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Aladdin – L’Amore di uno straccione come un diamante allo stato grezzo

Aladdin è libertà, povertà e sopravvivenza. Aladdin è un sognatore, un ragazzo modello con due stracci addosso, ma anche un romanticone. Lo descriveremmo come un furfante che ruba ai ricchi e agli onesti per guadagnarsi da vivere; come il ragazzo che non può che aiutare i più poveri e i più disagiati di lui: perciò condividere un pezzo di pane è un gesto altruista che vale la persona che è.

Attraverso questo suo buon cuore, e attraverso la necessità di sopravvivere in una città che non lascia scampo, il furfante incontra la sua giovane perla da custodire. Un amore verso una una ragazza alla ricerca di assoluta libertà, proprio come il nostro protagonista. Aladdin, a quel punto, deve dare ascolto al suo cuore: una volontà verso cui non si può vincere.

LE NOTTI D’ORIENTE

Con una premessa che ci trasporta subito in un film che trae ispirazione dal classico animato diretto dal duo John Musker e Ron Clements nel 1992, rimaneggiato e ispirato a Le Mille e una Notte, Aladdin parte subito in sordina con la prima strofa del suo classico: Le notti d’oriente, traccia riadattata di nuovo da Alan Menken, che ci trasporta dentro un Agrabah fatta di colori, sapori e grande immaginazione.

Una città commerciale affacciata dal mare su un lato e da una distesa desertica su un altro. La città ospita un popolo diviso tra poveri, commercianti e soldati. E proprio tra queste strade e in mezzo ai mercati che le note della medesima traccia incontriamo il protagonista, Aladdin. La cinepresa dinamica e sempre in movimento ci ricorda che alla regia troviamo un maestro dell’azione, e le prime scene arrivano scandite in un mix tra musical e action senza respiro.

Scampato da un’altra rocambolesca fuga, il protagonista fa la conoscenza di Jasmine, la principessa e figlia del sultano di Agrabah, cui volontà del padre è quella di darla in moglie ad un principe valoroso e che sappia governare la città, mentre la ragazza cerca solo e disperatamente una via di fuga per conoscere il mondo al di fuori delle mura del palazzo.

La conoscenza dello straccione è la chiave per la sua fuga, ma dall’altro lato Jasmine non ha fatto i conti con la vera natura del protagonista; quest’ultimo messo alle strette anche dal suo compagno scimmia Abu, fedele riproposizione della controparte animata; e fedelissima spalla quando si tratta di sopravvivere in una città amorevole e crudele allo stesso tempo.

LA CAVERNA DELLE MERAVIGLIE E I TRE DESIDERI

Laddove, fermo restando nei loro sogni di amore e libertà, troviamo due cuori diversi per ceto sociale e visione, dall’altro lato vediamo una nuova realtà e un desiderio di conquista farsi strada attraverso le lussureggianti stanze del palazzo.

Jafar (riproposto anch’egli sotto giovani vesti rispetto al cartoon) non desidera altro che governare Agrabah.
Contrario alle leggi del sultano gentile, il gran visir ripiega su un’unica soluzione: trovare una lampada magica dentro la Caverna delle Meraviglie nel deserto. Un’aspirazione irrinunciabile da parte del visir per diventare il più potente di tutti, ma per farlo deve trovare un giovane intraprendente in grado di raggiungere la lampada.

E quando troverà Aladdin come unico accesso per prenderla, egli lo convincerà a lavorare per lui; in cambio della sua promessa di farlo diventare ricco per arrivare al cuore dell’amata che aveva incontrato per le strade della città.
Con un (non) inaspettato tradimento del gran visir, Abu riesce così a sottrarre un tesoro che poteva finire nelle mani sbagliate e, ben presto, il protagonista risveglierà un genio dai poteri straordinari.

Il Genio di Will Smith ripercorre con spiccata ironia quella che fu la mastodontica interpretazione vocale del compianto Robin Williams. La voglia di mettersi in gioco è plateale, così si crea un’alchimia di successo tra un attore consolidato e il protagonista della pellicola. Per questo il colto sarcasmo del Genio di Smith crea un divertimento che fa sorridere. Guy Ritchie gioca anche su effetti speciali che sottolineano i poteri del Genio; aggiungendo, infine, la marcata conoscenza hip-hop dell’attore, decisamente in linea con la nuova proposta in questo live-action.

UN DIAMANTE ALLO STATO GREZZO

Il Genio diventa irrimediabilmente un maestro e un mentore per il giovane Aladdin. Sa perfettamente le leggi di un mondo conquistato da uomini di potere, e sa che i suoi tre desideri non porteranno all’unica cosa che il protagonista desidera. A quel punto, la scelta del furfante di strada sarà quella di rimediare con i poteri del genio ad un incontro speciale con la sua nuova fiamma.

Ma anche così il protagonista resta pur sempre un diamante allo stato grezzo. Un gioiello così solare da non avere nessuna valore dentro di sé, se non la volontà di fingere di essere ricco e di nascondere quella bugia fatta solo di felicità ed espressione estroversa dell’essere.
L’inesperto Aladdin diventa via via un amico per il mentore Genio. Il primo dopo tantissimi anni per quest’ultimo. Il Genio ne diventa entusiasta, sa per la prima volta cosa si prova, e affronterà l’amarezza di vedersi voltare le spalle dal primo e unico amico.
L’unico dentro tutta Agrabah: Aladdin è il solo in grado di tenere eretto il pilastro dell’amicizia con uno spirito blu potentissimo, mentre la sua volontà dettata dal suo cuore continua a suon di tamburo verso una principessa che non vede di buon occhio il giovane ladruncolo di strada.

Jasmine, dal canto suo, viene ricoperta di sostegno e protezione dall’ancella del palazzo: Dalia. La donna è un personaggio nuovo nel celebre racconto cinematografico, ma una presenza indimenticabile per tutta la durata della pellicola. Dalia non è solo una semplice ancella o una protezione in carne e ossa per Jasmine. È soprattutto un’amica e una confidente. Un punto di riferimento, nel quale avrà un ruolo molto importante per la nostra principessa e per i due scaltri avventurieri protagonisti una volta dentro il suo palazzo.

IL DESIDERIO PIÙ POTENTE DI TUTTI

Le debolezze dei nostri protagonisti e le verità più nascoste si rivelano in colpi di scena che conosciamo. Ma il bello e il nuovo della pellicola di Guy Ritchie risiede proprio qui: mostrare come la debolezza in un film magico non scende a patti con l’essere più vile della città.

A quel punto è l’astuzia che prevale. Una paranoica scelta in cui gli eroi si trovano impotenti davanti alla volontà di ferro del cattivo. Da questi nasce anche la forza esplosiva di una principessa che si ribellerà contro il suo carceriere. E proprio sul finale, l’astuzia tornerà ad essere la carta vincente del nostro eroe. Un comune e ultimo desiderio prima del ritorno alla normalità.

Tra astuzia, diversità e l’insostenibile libertà giunge, infine, il desiderio più grande di tutti. La volontà dei nostri protagonisti di affrontare a proprie spese, senza decisione altrui e senza vincoli, quello per cui il loro cuore chiede di seguire. Il vero amore si trasforma così in un diamante puro, splendente e unico.

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Michelangelo Nanna

Guardo il mondo e le cose con curiosità, esplorando e cercando verità. Viaggio sempre e con fierezza, inseguo le mie passioni con destrezza. Se mi chiedete qual è il mio numero preferito, vi farò un monologo infinito.

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