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Paul Thomas Anderson – 6 punti per capire il suo Cinema, la sua Poetica

2. I legami e la famiglia

Se i personaggi andersoniani si comportano da sistemi autonomi, ecco che il valore del rapporto che si instaura tra loro diventa uno dei leitmotiv delle sue opere. Il primo riferimento è fin troppo prevedibile: Magnolia. La grandezza del terzo lavoro di PTA è proprio nell’intreccio tra i suoi nove protagonisti, nel tentativo quasi esasperato di comunicare come la connessione tra persone sia spesso invisibile ma fondamentale. Il personaggio forse più interessante di Magnolia è quello di Frank Mackey (uno spettacolare Tom Cruise), che possiamo idealmente assumere da collante tra l’idea che Anderson ha di legami umani e la sua voglia di snocciolare i temi inerenti alla cerchia sociale più cara ad ognuno: la famiglia. Mackey non incarna solo la solitudine interconnessa della quotidianità umana, ma ci mostra come questo senso di isolamento partecipativo sia talmente inserito nella nostra vita da penetrare nella nostra famiglia, come se il filtro che regola la nostra visione del mondo sia una sorta di eredità di sangue.

Per imbastire questo intricato sistema, Anderson talvolta dilata i tempi narrativi, costruisce film che spesso vanno ben oltre le due ore di lunghezza, ci regala lunghe sequenze nelle quali lo scopo principale è approfondire certi rapporti, mostrare la loro superficie, così da farci comprendere il nucleo vitale di quelle connessioni. Il Filo Nascosto è un perfetto esempio di questo esercizio: il film racconta indubbiamente la storia d’amore più viscerale ed avvincente della filmografia andersoniana finora, quasi completamente confinata in una casa di moda nella quale i rapporti si muovono sempre su due binari: quelli superficiali, utili al normale svolgimento del mestiere di tutti, e quelli di forza, spesso mascherati dietro uno sguardo, una frase, un indizio.

Ma il concetto di famiglia, per il regista, è da considerare in maniera ampia. Ad esempio, nel biopic drammatico Boogie Nights, uno dei suoi capolavori, il protagonista Dirk Diggler (il corrispettivo romanzato di John Holmes) lascia la propria frustrante famiglia per intraprendere la carriera da pornoattore. Nel classico sistema di intrecci andersoniano, Diggler si inserirà lentamente in un nuovo gruppo sociale, con le stesse dinamiche e ancor più problemi e pressioni di una famiglia qualsiasi.

Nella gestione dei rapporti umani, nella realistica sensibilità con la quale descrive l’intrecciarsi delle vite una con l’altra, Paul Thomas Anderson non ha eguali in tutto il cinema occidentale. 

Matteo Melis
"Il segno è qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcos'altro, sotto certi aspetti o capacità" (C. Sanders Peirce)

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