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Sasuke e Itachi – Il Corvo e il Falco

Una madre amorevole, un padre segretamente orgoglioso dei suoi figli, un fratello maggiore che ti ama ma che a causa del suo impareggiabile talento non ha mai molto tempo da trascorrere con te, nonostante corra da te appena possibile, un clan, una maledizione: gli Uchiha non possono essere felici.

Fin da piccolo Sasuke ha sempre mostrato di possedere grandi capacità, ma l’ombra del fratello era troppo grande da lasciargli uno spiraglio di luce, eppure Itachi è sempre stato l’unico a riconoscere la sua bravura e ad incoraggiarlo, tanto che Sasuke, spinto dal desiderio di emulare il fratello, inizierà l’Accademia. Che responsabilità essere il fratello maggiore! Devi sempre cercare di dare un ottimo esempio, devi tramandare ogni tua conoscenza ed essere un perfetto complice!

Il mio sogno non è nel futuro ma nel presente, e le sue radici sono nel passato. Io vivo solo per raggiungerlo (Sasuke).

La bolla di sapone in cui Sasuke vive nei suoi primi anni, nutrendo tanta stima quanta gelosia per suo fratello, scoppia improvvisamente una sera, quando una visione marchierà a fuoco la sua memoria e animerà ogni suo incubo: il clan sterminato, mamma e papà riversi sul pavimento, esanimi, e solo un palese responsabile, Itachi, lo stesso che, come colpo di grazia, confesserà acidamente al fratello di non averlo mai amato, di ritenerlo tanto debole da non meritare l’uccisione per mano propria e lo incoraggerà a diventare più forte in modo da poterlo sfidare ad armi pari. Un veleno amaro per Sasuke ma ancora più per chi là dovuto distillare per il proprio fratello. Come hai potuto Itachi? Loro ti amavano, credevano in te e ti stimavano come il miglior ninja del clan! Perché, Itachi, perché hai deciso di porre fine alle loro vite e di macchiare di sangue l’infanzia del tuo amato fratellino? Dicevi di amarlo!

Ho buoni motivi per lasciarti vivere, anche perché ora non proverei nessuna soddisfazione nell’ucciderti. Stupido fratellino… Se hai intenzione di uccidermi… Odiami! Maledicimi! Devi sopravvivere come un miserabile, continuare a scappare, e aggrapparti alla vita… E quando avrai i miei stessi “occhi”… Vieni da me. (Itachi)

Da quel momento Sasuke inizierà a nutrire rancore per il fratello e suo unico scopo nella vita diverrà quello di ucciderlo, per vendicare il clan, per dar dolce riposo a mamma e papà e per un amore che era tanto grande e profondo che, una volta tradito, si è tramutato in un odio smisurato, inconsapevole delle ragioni che avevano portato Itachi a saziare la propria sete di sangue, inconsapevole dell’immenso gesto d’amore da esso compiuto e convinto di essere solo al mondo, senza alcuna consolazione, senza alcuna gioia a cui aggrapparsi, solo col suo dolore raggelante.

Con il cuore anestetizzato Sasuke continua il suo percorso in Accademia divenendo un membro del Team 7 diretto da Kakashi, al fianco di Naruto e Sakura. L’amicizia non tarderà a tentare di insidiarsi nel suo cuore, a tentare di scaldare come fuoco fatuo un ghiaccio ormai troppo spesso, eppure nel Paese delle Onde, attivando per la prima volta lo Sharingan contro Haku, Sasuke si sacrificherà per proteggere Naruto. Un gesto d’amore, un sacrificio involontario per quello che diventerà il suo miglior amico. Naruto e Sasuke sono soli, l’uno dalla nascita, l’altro ha sperimentato il legame famigliare per poi vederlo infrangersi davanti ai suoi occhi. I legami sono quanto di più utile per Naruto poiché gli conferiscono la forza giusta per l’agire, per difenderli; per Sasuke invece indeboliscono le forze, succhiano la linfa vitale, conducono a sofferenza certa e sono da esorcizzare se si vuol diventare forti e raggiungere i propri scopi. Proprio per questo, dopo essere stato notato e marchiato da Orochimaru, deciderà di seguire colui che con il suo solo cervello è diventato un ninja eccezionale, la cui forza risiede nella solitudine d’animo, nella durezza del suo cuore, nella grandezza intellettuale e nella precisione scientifica dei suoi obiettivi.

Lo sai, lui è un vendicatore. Per il suo obiettivo inseguirà il potere, non importa quanto possa essere malvagio. (Orochimaru)

Itachi è la sua unica ossessione, egli proprio non riesce a trovar pace e appena può lo cerca e tenta di ucciderlo ma il suo odio non è ancora all’altezza poiché come gli spiega Itachi stesso solo uccidendo il suo migliore amico avrebbe ottenuto la forza del fratello, ma Sasuke non è come Itachi, non lo farà mai, egli non tradirà Naruto, certamente non condivide il suo modo di agire e sicuramente si scontrerà con lui quando egli vorrà mettergli i bastoni tra le ruote ma ucciderlo no, non rientra nei suoi piani e né nelle sue voglie. Lui non è un traditore, dunque preferirà seguire l’insegnamento del suo nuovo maestro. Naruto e Sakura tenteranno ogni via per trattenerlo e successivamente per farlo ritornare al Villaggio ma Sasuke non vorrà ascoltare ragioni, cieco nel suo obiettivo, lo stesso che lo condurrà dopo anni di allenamento ad uccidere il suo maestro e a radunarne le cavie per formare un suo team il cui scopo sarà l’uccisione di suo fratello maggiore.

L’ossessione cresce, diventa enorme e sempre più si sente vicino alla forza di Itachi. Nel covo degli Uchiha si compirà finalmente la battaglia fratricida che lascerà non solo l’ennesimo vuoto nella vita del giovane Uchiha ma anche un’amara tristezza quando scoprirà di aver inseguito una vendetta vana poiché il fratello eseguiva solo degli ordini,  faceva il suo dovere, ligio com’era al rispetto dei potenti e delle leggi, dovere che l’aveva portato a sterminare il suo clan ma che non aveva vinto l’amore per un fratello, unica debolezza che l’ha reso ramingo e solitario a vita.

Non ti ho mai dedicato del tempo e ti ho sempre mentito. Con questa mano ti ho sempre allontanato da me perché non volevo coinvolgerti. Ma ora penso… che forse tu saresti riuscito a cambiare nostro padre, nostra madre e tutto il Clan. Se solo ti avessi affrontato fin dall’inizio… trattandoti come un uomo e raccontandoti la verità…ma ormai, dopo tutti i miei fallimenti, è inutile parlarti dei miei rimpianti. Quindi ti darò solo un altro pizzico di verità. Non sentirti mai obbligato a perdonarmi. Mentre io, qualunque cosa tu faccia… ti amerò per sempre.” (Itachi a Sasuke)

Itachi si era sacrificato, si era chinato al disonore e alla solitudine pur di salvare il villaggio, ma specialmente Sasuke. L’aveva spinto a fortificarsi sempre più per proteggerlo, anche a costo della propria vita. Egli aveva votato la sua intera esistenza a Sasuke. L’odio verso Itachi si trasforma dunque in un pianto di amarezza per aver sempre creduto ad una verità fittizia, ad un’illusione che l’aveva portato al corpo esanime del fratello. La rabbia prende il sopravvento e Sasuke decide di distruggere la Foglia, uccidere i responsabili e, dopo aver ribattezzato il suo team in Falco, si unisce all’Organizzazione Alba.

Ridammi Itachi, mio padre e mia madre! Riportami qui il mio clan! Solo allora smetterò di cercare vendetta!

Danzo riuscirà ad ucciderlo ma i suoi occhi inizieranno a cedere a causa dell’uso dello Sharingan, come la ragione l’aveva abbandonato, rendendolo cieco, ora la vista iniziava a far lo stesso, tanto da desiderare un trapianto d’occhi, quelli del fratello, per raccoglierne l’eredità o anche per condividerne le lacrime, lo stesso fratello che egli incontrerà – resuscitato da Kabuto- e con il quale avrà il piacere di far squadra in un ultimo combattimento, dove ogni astio sarà svanito e vigeranno solo rispetto, strategia e immensa ammirazione. Uno dei suoi desideri più grandi era sicuramente quello di combattere al fianco del fratello, ma non così, non da defunto, non dopo tutto quello che era avvenuto… Se solo Itachi quella sera gli avesse detto tutto, se solo avesse potuto condividere con lui i suoi dolori e il suo triste destino, se solo non avesse deciso di fare l’eroe condannandosi ad una vita di odio quando meritava solo immensa ammirazione… ma ormai è troppo tardi per piangere, bisogna agire e partecipare alla Grande Guerra, non per distruggere il Villaggio, non servirebbe a nulla e sicuramente Itachi non l’avrebbe voluto, ma per modificarlo dall’interno, magari nella posizione di Hokage. Non lo diventerà, il posto sarà occupato da personaggi del calibro di Tsunade, Kakashi e successivamente Naruto, persone meritevoli e lodevoli, ognuno con alle spalle i propri dolori. Sasuke dunque dopo aver combattuto contro Madara e contro Kaguya, nonché dopo aver ricevuto il Rinnegan, rivelerà di aver intenzione di uccidere i cinque Kage e sigillare i nove cercoteri, essendo intenzionato a rivoluzionare l’intero mondo shinobi per annientare l’oscurità dai villaggi ninja, oscurità che aveva condotto alla morte gli Uchiha e suo fratello. Si svolge dunque lo scontro alla Valle della Fine con Naruto che terminerà con un pareggio e la perdita di un braccio per entrambi. Stremati e ormai senza più neanche la forza di rialzarsi, Sasuke, rinsavito dalla sua sete di vendetta e conscio di dover proteggere il Villaggio da Itachi tanto amato e non distruggerlo, deciderà di ritornare assieme a Naruto e gli altri al Villaggio della Foglia e di ripartire per seguire un percorso di redenzione, ma questa volta con dei legami saldi, una famiglia e persino una figlia, la sua Sarada che tanto soffrirà per l’assenza paterna da ricercare le sue origini e un contatto con un padre che l’amore non l’ha mai capito e né dimostrato e il cui cuore si scioglierà solo per la sua piccola, per cui egli cercherà in ogni modo – talvolta non riuscendovi molto e chiedendo anche consigli ai suoi amici- di essere un ottimo padre.

Giorgia Fanelli

"Nel Foscolo è visibilissima quell'aria di irrequieto dolore, quel desiderio di pace e di oblio, che fu sì comune agli uomini e agli scrittori della generazione romantica, e che trovò forse la sua espressione artistica più intiera nel Renato di Chateaubriand. Questo lettore di Plutarco, questo che più volte si professa stoico, quando si scopre senza posa a sé e agli amici è un ammalato dei mali profondi delle età di transizione: non molto dissimile in ciò dal Petrarca, di cui perciò comprese così bene gli spiriti". Eugenio Donadoni (critico letterario)

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