News

Climax – Una lenta discesa nell’Incubo

Climax

Dei registi contemporanei pochi sono eclettici e divisivi come Gaspar Noè. Un artista che ha sempre cercato di colpire il pubblico sin dai suoi primi lavori, diventando col tempo uno dei registi più controversi dei nostri anni. Il cinema di Noè non mira alla testa, ma alla pancia dello spettatore, costruendo impalcature visive elaborate ed espressive in grado di penetrare nelle profondità della coscienza, e il suo ultimo film Climax non fa eccezione.

Anzi, esso rappresenta una nuova tappa nel coerente percorso del regista, pur introducendo temi nuovi e sperimentazioni registiche importanti.

Nell’ordine cronologico del film riscontriamo le prime coraggiose novità. Si apre con una serie di interviste-colloqui a dei ballerini trasmessi sullo schermo di un vecchio televisore. Una soluzione efficace che da una parte consente un’immediata presentazione dei personaggi e dall’altra permette di contestualizzare cronologicamente gli eventi. Ci troviamo a metà anni ’90, all’interno di un collegio francese in disuso, dove i ballerini di cui abbiamo osservato i provini su schermo poco prima hanno organizzato una festa prima di partite per una tournée negli Stati Uniti.

Climax

La presentazione dei personaggi prosegue nella vita reale. Noé sembra voler riservare spazio eguale a tutti i suoi attori (non professionisti) dedicando loro parecchia visibilità sullo schermo.

Il montaggio alternato ci mostra varie situazioni, coinvolgendo i personaggi e permettendo una più facile identificazione di essi dopo averli introdotti nei provini. Più che con le parole tuttavia, i protagonisti si presentano con la danza. Dei magnifici piani sequenza all’inizio della pellicola mettono in scena l’alternarsi dei ballerini all’interno di un cerchio formato dagli altri sulla pista da ballo. Uno per uno, a turno, si esibiscono in un ballo sfrenato, senza regole, che ha la libertà della giovinezza e il trasporto di un erotismo insolente, provocatorio.

La danza è uno degli elementi fondamentali su cui reggono le fondamenta di Climax, e tornerà, anche se in modo folle, nella seconda parte della pellicola, dopo i titoli di testa che compaiono a circa metà film. Oltre al ballo, espressione diretta delle pulsioni e della personalità dei personaggi, anche la musica la fa da padrona, dominando gran parte del sonoro del film. Una musica elettronica martellante che fa da sfondo alle azioni dei ballerini, alternata solamente alle loro urla.

Sì, perché Climax si presenta come un tutto sommato “normale” film sperimentale per poi (come suggerisce il titolo) proseguire in un crescendo di follia. La sua graduale progressione trasporta lo spettatore all’interno di una narrazione che si fa esagerata col passare del tempo, costruendo situazioni al limite sino ad arrivare a dei veri e propri incubi lucidi. Scene che si imprimono nella memoria visiva del pubblico per potenza persuasiva, legandosi al subconscio.

Climax

L’inizio del caos è dovuto a una sostanza misteriosa mescolata nella sangria. Una droga che toglie qualsiasi freno inibitorio ai personaggi, facendoli sprofondare in una spirale di insania. La droga ha effetti diversi sui personaggi, agendo da amplificatore delle caratteristiche dei ballerini, esaltandone le personalità fino all’eccesso. Così chi è una madre preoccupata, lo diventa al punto da chiudere il proprio figlio in uno stanzino e perdere la chiave, chi ha voglia di concedersi a rapporti carnali si spinge al limite della violenza sessuale, chi prova un affetto incondizionato verso la sorella arriva al punto di voler avere un rapporto fisico con lei, e così via.

Le traiettorie individuali sono orientate verso un apice il cui raggiungimento è tanto graduale quanto inevitabile, e insinua nello spettatore un senso di impotenza verso quanto mostrato. È un’incontrollabile discesa verso l’inferno di cui il pubblico è colpevolmente partecipe, coinvolto da un comparto tecnico che lo trascina nel centro dell’azione, a stretto contatto con i personaggi.

L’espressionismo è uno degli elementi fondamentali di Climax, che si traduce in un uso netto della scala cromatica che privilegia il rosso della sangria, del sangue. Mentre la cura del suono è costruita su una mescolanza di vari elementi di pari importanza: la musica che conferisce un ritmo assillante alla narrazione fa da background ai dialoghi a voce alta, al limite delle urla, e ai versi di varia natura. Grida di terrore, di piacere, di dolore, di disperazione e di rabbia. Qualsiasi emozione viene amplificata e incorniciata dal sonoro e dalla fotografia del film.

Anche la regia concorre alla realizzazione di un tono straniante e rarefatto. Lunghi piani sequenza (soprattutto nella seconda metà del film) permettono a Noé di indugiare su determinate situazioni. Il realismo di certe inquadrature si oppone poi al preziosismo di altre, tra cui è indimenticabile una in cui la macchina da presa gira su stessa fino a capovolgere l’immagine. Oltre a questo, numerose sono anche le panoramiche lente e le inquadrature lunghe e fisse.

L’ultimo film di Gaspar Noè lavora incisivamente sul coinvolgimento (e sullo sconvolgimento) spettatoriale: la narrazione è veloce, mantenuta sempre su livelli frenetici. Il regista argentino riesce abilmente a tenerci incollati allo schermo mentre desideriamo a tratti di distogliere lo sguardo, seppur partecipi di una discesa onirica verso un incubo musicale e colorato.

Un film che lavora più a livello inconscio e corporeo che mentale e razionale, traducendo alla perfezione una situazione folle. Climax è uno studio avvelenato dell’animo umano, e in particolare della situazione in cui le pulsioni vengono amplificate. La droga allora è solo il pretesto per la liberazione degli istinti, una chiave che apre la porta dell’animo dei personaggi e da cui fuoriescono i demoni che sono ben nascosti dentro ognuno di noi.

Leggi anche: Eros e Thanatos – Il Peccato dell’Amore nel Cinema Horror

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.