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Twin Peaks – La Loggia Nera e la Perdita di Sé

Le opere di David Lynch possiedono una componente comune. Qualcosa che ci spaventa, ma al tempo stesso ci attrae inesorabilmente. La mancanza di senso. L’amara consapevolezza che molto di ciò che vediamo e sentiamo sia privo di senso logico. Attraverso trame complesse, oniriche e spesso di non facile comprensione, Lynch ci fa provare la perdita di razionalità e linearità.

La serie culto Twin Peaks, nata dalla penna di Lynch e di Mark Frost, non è certo da meno. In particolare, il regista ebbe la possibilità di esprimere a pieno la propria poetica all’interno dell’ultimo episodio della seconda stagione. Beyond Life and Death è unanimemente considerato uno degli episodi più folli e conturbanti della storia della televisione.

A causa di dissidi con la produzione, David Lynch aveva abbandonato le redini di Twin Peaks a metà stagione, ma, dopo una decina di episodi deboli e poco originali, tornò ad occuparsi della sua creatura in tempo per il gran finale. Lynch scrisse e diresse personalmente l’intero episodio e il risultato fu impressionante.

Windom Earle (Kenneth Welsh), nemesi dell’agente Dale Cooper (un bravissimo Kyle MacLachLan), ha rapito Annie (Heather Graham), giovane amata da Cooper. Il suo obiettivo è infatti recarsi nella Loggia Nera, la quale si apre agli uomini solo attraverso la Paura. Sarà dunque il terrore di Annie la chiave per accedere alla Loggia Nera.

Che cos’è la Loggia Nera? Un luogo metafisico, in bilico tra la vita e la morte. In contrasto con la Loggia Bianca che incarna la Luce, la Loggia Nera rappresenta invece l’Oscurità nella sua forma più spaventosa e inquietante. Qui la mancanza di senso, la perdizione dell’essere umano, è all’ennesima potenza. Persino il Tempo, solitamente un saldo filo che collega gli eventi tra loro, in rapporto causa-effetto, qui non è lineare. Passato, presente e futuro non esistono. Ma all’interno della Loggia è presente qualcosa di ancora più terrificante. Forse la più grande paura dell’essere umano.

Ad affrontarla l’agente Dale Cooper, protagonista della serie, presentato come un uomo puro e senza macchia. Una persona dunque buona e onesta, pronta ad addentrarsi in quella che potrebbe essere descritta come la versione lynchiana dell’Inferno. Deciso a salvare Annie, Cooper si fa consegnare dalla signora Ceppo (Catherine E. Coulson) dell’olio speciale per entrare nella Loggia.

Qui, fa il suo ingresso nell’anticamera, ossia la Stanza Rossa, già apparsa nei suoi sogni. Una sala con tende rosse e un pavimento dai disegni irregolari, rimasta indelebile nella mente degli spettatori. Ad attendere Cooper, due figure soprannaturali. Il Gigante, appartenente alla Loggia Bianca, e il Nano, figura ambigua e inquietante. Ulteriore disturbante caratteristica degli abitanti della Loggia è il loro strano modo di parlare. Al rovescio. La parlata al contrario è destabilizzante, percepita come anormale e sbagliata. Nella Loggia non esistono dunque equilibrio e normalità.

Il Nano avverte Cooper della presenza dei “Doppelganger“. All’interno della Loggia Nera, sono infatti presenti i doppi di tutti. Doppi malvagi, che rappresentano la parte oscura di ciascuno di noi. Durante il suo percorso, Cooper si imbatterà in molti dei personaggi, in particolare Laura e Leland Palmer (Sheryl Lee e Ray Wise), e nei loro doppi. Celebre la scena in cui il Doppelganger di Laura, antieroina di Twin Peakssi avvicina a Cooper urlando. Una sequenza in cui la vittima diviene carnefice, in cui innocenza e malvagità si fondono e confondono.

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Solo alla fine, egli incontrerà il suo Doppelganger. Dunque persino Cooper, personaggio puro, quasi perfetto, ha un lato oscuro, sebbene esso sia ben celato all’interno di un luogo nascosto e metafisico.

Dale riesce a salvare Annie e uscire dalla Loggia. Qui viene soccorso dallo sceriffo Truman e portato a riposare nella sua stanza di albergo. Al suo risveglio, capiamo che in Cooper c’è qualcosa che non va. Si reca in bagno. Si guarda allo specchio e sbatte di proposito la testa contro di esso. Nel riflesso, non vediamo Cooper, ma Bob, l’entità demoniaca che prende possesso delle persone. Un sanguinante Cooper sorride, in modo maligno. Ridendo, dice “How’s Annie?”. Così si chiuse la seconda stagione di Twin Peaks.

Il Doppelganger di Cooper è uscito dalla Loggia al posto del vero Cooper, il quale è rimasto intrappolato in quel luogo infernale. Un finale spaventoso e disturbante. All’interno della Loggia, Cooper ha perduto quello che l’essere umano teme maggiormente di perdere. Se stesso. E il fatto che di questa tragica perdita sia stato vittima uno dei personaggi più positivi del piccolo schermo rende tutto ancora più amaro e drammatico. Dopo questo episodio, la serie venne cancellata. Dello strano e affascinante mondo di Twin Peaks non si seppe nulla per anni, finché, ventisei anni dopo, venne tramesso un conturbante ed enigmatico revival. La terza stagione della serie, andata in onda nel 2017, vede il delirante viaggio dell’agente Cooper alla ricerca del suo Io perduto.

“Beyond Life and Death” fu dunque un episodio rivoluzionario, rimasto impresso per anni nelle menti degli spettatori. Molti difatti ammisero che la Loggia Nera costituì spesso oggetto dei loro più folli incubi. David Lynch possiede la capacità di rappresentare su schermo le più primordiali paure umane, inventando luoghi e personaggi unici. La Loggia Nera, regno del caos e della follia, è certamente una delle sue creazioni più geniali.

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Leggi anche: Twin Peaks- David Lynch è un Punk Visionario

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