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Walter Finch – L’ambiguo volto del Male

Che faccia ha il Male? Sapremmo delinearne con precisione i connotati? E se esso si nascondesse dietro il cordiale sorriso di un uomo dall’aria rassicurante e assolutamente innocua?

Il regista e sceneggiatore Christopher Nolan non ama l’utilizzo di luoghi comuni. Anzi, alla costante ricerca di novità, ama la sperimentazione di narrazioni e stili registici nuovi e anticonvenzionali. Una delle sue opere più sottovalutate, eppure più affascinanti, è Insomnia.

Remake dell’omonimo film norvegese, Insomnia è un suggestivo thriller psicologico. Protagonista è il detective Will Dormer (un sempreverde Al Pacino) che, insieme al suo collega Hap Eckhard (Martin Donovan), si trova ad indagare sul brutale omicidio di Kay Connell, giovane di diciassette anni, picchiata a morte. I sospetti cadono immediatamente su Randy, il fidanzato della ragazza, il quale era solito essere violento con lei. Dormer scopre che i due avevano litigato la sera dell’omicidio, poiché Randy aveva scoperto che Kay si stava frequentando con un’altra persona. Si tratta di Walter Finchscrittore di gialli di mezza età e idolo della giovane. 

Per quasi metà pellicola, né lo spettatore né il protagonista vedono il volto di Walter Finch. Egli appare per la prima volta in mezzo alla nebbia, attirato tramite una trappola dai due detective: una sagoma indistinta e anonima. In tale circostanza si verificherà il vero punto di incontro tra Finch e Dormer, due personalità agli antipodi, eppure accomunate da un’azione terribile. Dormer e Eckhard inseguono Finch nella nebbia. Il primo, convinto di aver davanti l’omicida, spara per errore al collega, con il quale aveva avuto un duro scontro poco prima, a causa di uno scottante problema di lavoro. Il detective, temendo una condanna per omicidio, inquina le prove e fa così credere che sia stato Finch ad uccidere il collega.

“Tu ed io dividiamo un segreto: sappiamo quanto sia facile uccidere qualcuno”

Dirà Walter Finch a Will Dormer, al telefono, una notte. Entrambi, infatti, soffrono di una forte insonnia. Di Finch ci viene ora fatta ascoltare la voce. Il suo tono è gentile, premuroso, in contrasto con le sue parole, minacciose e ricattatorie. 

Il villain del film viene quindi introdotto in un‘aura di mistero e ambiguità.

Quando finalmente, i due si ritrovano faccia a faccia, in seguito ad un inseguimento in cui Dormer rischia la vita, lo spettatore rimane sbigottito dal volto dell’assassino. Walter Finch è infatti interpretato dal compianto Robin Williams.

Williams, grazie ad un viso innocente e rassicurante, ha sempre impersonato personaggi positivi. Si pensi alle sue eccezionali performance in L’attimo fuggente, Mrs Doubtfire Will HuntingPersonaggi spesso eccentrici, sopra le righe, ma sempre accomunati da una grande bontà d’animo. Ribaltando le carte, Christopher Nolan gli assegna il ruolo del villain. Difatti, durante il film, soltanto il protagonista è convinto della sua colpevolezza. Gli altri detective (tra i quali spicca una brava Hilary Swank) si fidano istintivamente del viso d’angelo di Finch/Williams, come probabilmente faremmo noi al loro posto. Per quanto ci sforziamo di provare quotidianamente il contrario, sono l’apparenza e il pregiudizio a guidarci, facendoci spesso cadere in errore.

In tema di apparenza, Finch e Dormer sono due anime complementari. Il primo, viso d’angelo e umile sorriso, nasconde dentro di sé marcio e violenza. Il secondo, dall’aspetto trasandato, pur avendo commesso alcuni errori, è un buon poliziotto, pronto a tutto affinché giustizia sia fatta. Non è un caso che Dormer sia interpretato da Al Pacino, solito ad impersonare personaggi negativi e controversi.

Come scopriremo, Walter Finch incarna il Male nella sua forma più becera e vile. Come rivelerà a Dormer, Finch ha ucciso Kay Connell soltanto perché lei aveva rifiutato le sue avances. La ragazza, stranita da quel comportamento, messo in atto da un uomo che considerava come un padre, gli aveva riso in faccia. L’umiliazione, la consapevolezza della propria piccolezza avevano fatto crescere in Walter una rabbia feroce, tale da massacrare di botte la ragazza fino ad ucciderla.

Durante una delle loro conversazioni notturne, Dormer sputa in faccia a Finch tutta la sua mediocrità.

Walter Finch: Uccidere ti cambia, lo sai? Non è il senso di colpa, io non ho mai pensato di farlo, è come prendere coscienza. La vita è talmente importante, perché è così schifosamente fragile? Tu mi avresti letto dentro, non è vero?
Will Dormer: Se stai cercando di fare colpo su di me hai sbagliato persona. Uccidere quella ragazza ti ha fatto sentire speciale? Ma non lo sei. Sei pateticamente uguale a tutti quegli sballati con cui ho a che fare da trent’anni.

La vita di Finch è sempre stata caratterizzata dal fallimento. Aspirante detective, era stato però respinto al concorso di polizia. Forse è per questo che l’uomo ama prendersi gioco di Dormer e dei suoi colleghi, giocando per tutto il film a “il gatto e il topo”. Egli vuole convincersi della loro incompetenza, perché incapace di accettare di non essere stato all’altezza di quel lavoro. Per anni aveva vissuto in solitudine, fino all’incontro con Kay. Egli aveva trovato nel rapporto con la giovane Kay Connell una parvenza di realizzazione personale.

La ragazza lo ammirava e, col tempo, aveva imparato a volergli bene. Walter Finch aveva però frainteso i sentimenti della ragazza, la quale, per questo, lo aveva deriso. Quel sentirsi patetico e ridicolo avevano fatto riaffiorare in Finch il fallimento di una vita, facendo emergere tutta la violenza che probabilmente covava dentro da sempre. Dopo l’omicidio di Kay, Finch prende coscienza del Male dentro di sè. Anziché respingerlo, decide di accoglierlo, come un vecchio amico che non aveva mai osato conoscere a fondo.

A differenza di altri suoi lungometraggi, qui Nolan ci mostra quindi un villain banale e memorabile al tempo stesso. Grazie all’ottima performance di Williams, perfettamente a suo agio anche in un ruolo insolito, Finch acquisisce fascino anche nella sua piccolezza. Forse perché egli è estremamente reale. Un individuo insoddisfatto e frustrato, infatuato di una ragazza più giovane,  la quale non lo ricambia. Banale, certo, ma dannatamente realistico.

Insomnia, insieme ai suoi due protagonisti, costituisce l’opera più semplice e meno intricata dal regista, eppure è la più umana. Il personaggio di Robin Williams è, per tale motivo, uno dei più disturbanti che Nolan abbia mai creato. Tutti noi, nella nostra vita, possiamo incontrare una persona come Walter Finch. 

Il Male, nascosto astutamente dietro il più cordiale dei sorrisi.

 

Leggi anche: Insomnia – Quello che la Luce nasconde.

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