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Venezia 76: Joker – L’Oscura Trasformazione

Joker

Basato sull’omonimo villain dei fumetti Dc, Joker tratta di Arthur Fleck, un uomo emarginato dalla società nella New York del 1981 che si trasformerà lentamente nel clown psicopatico. Il nuovo progetto prodotto dalla Warner Bros. tratta il cinecomic in maniera più adulta e seria: il film è infatti un dramma psicologico privo di azione, come dimostra il budget contenuto di 55 milioni di dollari. Emblematico è il fatto che l’opera diretta da Todd Phillips sia stata selezionata nel concorso principale della 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

Il film si pone un obiettivo corretto, ovvero raccontare le origini del criminale di Gotham City parlando per la maggior parte dell’uomo sotto al trucco, di Arthur: il Joker come lo conosciamo arriverà infatti solo alla fine. Il nuovo “Joker” tratta di un uomo solo, deluso dalla fine e con pochissimi contatti con la società, un outsider. Su questo concetto si basa il film, che parla appunto di un uomo fondamentalmente buono, che diventa cattivo perché disprezzato dagli altri.

Arthur Fleck vuole solamente divertire il mondo con in suoi stacchetti comici che esibisce di tanto in tanto, ma viene preso di mira dai potenti che credono di poter fare tutto ciò che desiderano solo grazie alla loro posizione sociale elevata e i loro soldi. Si nota infatti una divisione netta tra la popolazione più modesta, la classe dei lavoratori e degli sfruttati, e i ricchi che ricoprono cariche importanti e credono di essere superiori, scavalcando quelli che loro considerano come “inferiori”.

Joker

Phillips mette in scena la storia in maniera sorprendente: pur non spiccando per uno stile di regia impeccabile, egli è in grado di giocare con primi piani evocativi e carrellate dinamiche e suggestive. Lo stile dell’opera si rifà al Maestro Martin Scorsese, in particolare a Re per una Notte e al capolavoro Taxi Driver (citato esplicitamente in una scena). Il nuovo Joker è oscuro e serio, nonostante i tocchi grotteschi: alcune scene si caratterizzano per una gustosa violenza e una cupezza ben orchestrata.

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Il film non ha una vera e propria evoluzione nella trama, ma rimane abbastanza statico e chiuso su sé stesso perché desidera concentrarsi sul personaggio principale, vera star e motore dell’azione: i personaggi secondari non sono molto approfonditi e ben descritti, ad eccezione di quello del bravissimo Robert De Niro, qui interprete di un famoso conduttore televisivo e comico, fondamentale perché una delle cause principali che fanno scattare la scintilla nel cambiamento di personalità di Arthur Fleck/Joker.

Una fotografia bellissima e opprimente ed una colonna sonora potente e assordante (anche perché molto presente) sono qualità di un film che ha il suo pregio maggiore nell’interpretazione di Joaquin Phoenix: egli regge il film completamene sulle sue spalle e caratterizza a 360 gradi un personaggio affascinante e complesso. Da miglior attore della sua generazione, Phoenix ruba la scena ed è eccellente in ogni espressione, movimento del corpo e risata.

Joker

Un film caratterizzato da buone scene di pathos – un paio assurde in senso positivo – e tensione, smorzata spesso da un’ironia tagliente e non per tutti i gusti. Joker non vuole essere fedele ai fumetti, ma proporre un punto di vista originale su uno dei personaggi migliori dell’universo fumettistico. Si può definire l’opera come un dramma psicologico con elementi di crime thriller: coraggioso perché rinuncia sempre e comunque all’azione e alla spettacolarità più gratuita, ma riesce sempre a coinvolgere, nonostante alcune cadute di stile e aspetti di sceneggiatura e regia che andrebbero migliorati e affinati.

Joker è quindi un esperimento interessante che, con le sue pecche (come una scena finale utile solamente a giustificare un sequel), intrattiene per tutte le due ore e regala qualcosa di nuovo allo spettatore. Un film bellissimo, da non perdere per appassionati e non.

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