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The Boys – Il Crepuscolo degli Idoli

Bel titolo lo so, intrigante e d’effetto, però devo ammettere che non è frutto del mio ingegno. Sono parole che prendono forma quasi un secolo e mezzo fa dall’inchiostro di una delle penne più affilate della storia del pensiero occidentale. Se oggi tornasse in vita, sono sicuro che Friedrich Nietzsche, lui che nacque postumo, rimarrebbe sorpreso dagli spunti di riflessione che può offrire un prodotto culturale, accessibile alla massa per definizione, come The Boys.

The Boys, serie tv distribuita da Amazon sulla propria piattaforma di streaming, Amazon Prime Video, è l’adattamento sul piccolo schermo dell’omonimo fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson. Dopo un’ottima prima stagione, la serie è già stata rinnovata per una seconda.

Sembrerebbe così facile distinguere il bene dal male in un mondo abitato da supereroi con poteri straordinari. Questi sarebbero i depositari di tutti i valori morali, le guide di una coscienza umana ripulita da oscure inclinazioni e recondite pulsioni. Perché questo ci hanno sempre fatto credere: che gli eroi illuminano il Bene al fine di renderlo visibile – e dunque accessibile – anche alle persone comuni.

Ma se così non fosse? Se fossimo stati noi stessi a riempiere di ideali ciò che esula dalla nostra comprensione?

In tal caso, i supereroi altro non sarebbero che gusci vuoti plasmati dalla nostra volontà e, tuttavia, soggetti alla propria. Allora il Bene non sarebbe ciò che questi ci mostrano con le loro scelte, ma piuttosto ciò che noi chiediamo loro – magari anche inconsciamente – ci venga rivelato, cosicché il nostro senso morale possa goderne.

The Boys

Questo è il mondo che ci troviamo di fronte quando guardiamo The Boys. Ce ne accorgiamo subito, in una delle prime scene, quando A-Train attraversa letteralmente la fidanzata del nostro protagonista, Hugh Campbell. Il supereroe più veloce del mondo, in quel momento sotto effetto di droghe, polverizza la povera ragazza, sotto lo sguardo attonito del fidanzato. In un battito di ciglia, il viso di quest’ultimo si ricopre di sangue: la sensazione terrificante di sentire per l’ultima volta il calore dell’amata sulla propria pelle.

A-Train fa parte dei Sette, il gruppo di supereroi (in generale detti “super”) più famoso d’America e che si occupa di sventare la criminalità. Sono veri e propri idoli agli occhi dei cittadini. Le loro eroiche gesta vengono amplificate dalle campagne pubblicitarie e mediatiche promosse dalla multinazionale che ne cura l’immagine.

Ciò che conta non è tanto fare il bene, quanto che più persone possibili vedano la bontà di quelle azioni. È giusto fare ciò che porta popolarità, non ciò che ha valore morale. In tal senso, le azioni non vengono definite dal bene, ma dalla fama, dove questa non è più conseguenza di gesta eroiche, bensì sua causa.

A corrodere un’equazione già privata di tutte le costanti virtuose, contribuisce il coefficiente malefico motore delle finalità dei sedicenti eroi, le cui azioni, guidate da questo, cadono al di fuori delle categorie morali. Ira, avarizia, invidia, superbia, gola, accidia, lussuria: i sette peccati capitali sono il combustibile invisibile della più grande menzogna di cui l’umanità sia stata vittima. Sette come i supereroi che guidano senza freni questo mefistofelico inganno.

Diventa allora importante, non essendo in grado portare tutti in salvo, non salvare nessuno da un aeroplano che precipita, perché – lo sa bene Patriotala fama non può essere macchiata dal fallimento. Così come non può esserci spazio, alla luce del sole, per parole o comportamenti che possano mettere a rischio l’indice di gradimento dei milioni di fan – lo scoprirà a sue spese Abisso. Poco importa poi di quello che succede fra le tenebre dell’anonimato.

Stupri, omicidi, ricatti: dietro il velo di Maya si nascondono i più nefasti misfatti di cui l’uomo possa macchiarsi. I supereroi, in una fitta oscurità che cela le loro colpe, diventano demoni che strappano di volta in volta pezzi di umanità e che, tuttavia, continuano a sorridere al sole dell’apparenza. Un bianco sorriso che nasconde i più neri istinti.

Probabilmente, istintivamente, si potrebbe pensare all’Oltreuomo nietzschiano, colui in grado di svelare l’inganno della morale, di liberarsi dalle catene dei falsi valori etici, di accettare il proprio fato, di divenire se stesso.

In realtà niente come questi supereroi sarebbe così lontano dal concetto di Oltreuomo. Questi sono incatenati da nuovi valori, ancor più falsi e, piuttosto che svelare l’inganno della morale, lo alimentano nascondendosi dietro i valori classici. Divengono quei valori, divengono gli idoli che gli uomini hanno creato.

L’uomo ha proiettato fuori di sé le sue tre «realtà inferiori», ciò in cui egli più saldamente credeva, la volontà, lo spirito, l’io […] ha dato l’essere alle «cose» secondo la sua immagine […]. C’è forse da stupirsi se in seguito ha continuato a ritrovare nelle cose soltanto quel che ci aveva messo? – F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli (pp. 58-59)

Diventando idoli, i supereroi costituiscono la metafora che l’uomo deve abbattere per dare nuova linfa allo poesia della propria vita, affidandosi allo spirito dionisiaco come guida del proprio divenire.

Hugh “Hugie” Campbell e gli altri boys dovranno saggiare la qualità degli idoli, per poi distruggerli. Ed è proprio così che faranno con Translucent, l’uomo invisibile con la pelle indistruttibile: ne studiano le qualità al fine di trovare il modo di ucciderlo.

Interessante che l’attacco nietzschiano alla distinzione mondo veromondo apparente possa essere, in The Boys, traslato su un piano biologico. Nietzsche critica aspramente la distinzione ontologica fra mondo reale e mondo apparente, un errore che accompagna l’umanità sin dai tempi di Platone e del suo mondo delle idee. Una menzogna che si cristianizza nell’aspirazione verso il mondo reale, quello ultraterreno e che, infine, avvolge subdolamente il noumeno kantiano.

The Boys
The Boys

Ma come, con la distruzione del mondo vero, viene distrutto anche il mondo apparente, così distruggendo la (presunta) superiorità degli idoli viene distrutta anche la nostra inferiorità. Non solo, i boys scopriranno che i super non sono tali per natura, ma grazie ad una speciale droga che gli viene iniettata nelle vene da neonati.

Allora, in tal senso, non solo l’uomo proietta la propria interiorità in quei vuoti idoli, ma ne determina la creazione fisica. Sarà compito dei ragazzi svelare l’inganno morale del XXI secolo e risvegliare le coscienza dall’intorpidimento della ragione.

Non esistono mondi veri e mondi apparenti, né idoli e persone comuni. Non esistono distinzioni ontologiche né distinzioni divine. Esiste il mondo ed esiste l’umanità.

Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero: quale mondo ci è rimasto? Forse quello apparente? Ma no! Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente! – F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli (p. 47)

The Boys

Leggi anche: Bojack, True Detective e il Nichilismo di Nietzsche

Edoardo Waseschahttps://edoardowasescha.wordpress.com/
- Laurea magistrale in Filosofia e Forme del Sapere - Aspirante giornalista - Nerd da prima che diventasse una moda

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