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Sauron – Il fascino del Male

Sulla labilità del riconoscimento il Male di cui l’Oscuro Signore Sauron si fonda; egli è il Negromante, lo spirito “Ammirabile” che in origine fu Mairon, allievo di Melkor Morgoth, estremamente portato per la pericolosa arte del dominio dell’altrui volontà.

Quando una forma di vita ne inganna un’altra, in che misura è oggettivamente possibile riconoscere il momento in cui l’inganno si è consumato?

Differentemente dalla malvagità semplice del suo maestro, Sauron opera infatti attraverso l’inganno: cambiando molte volte aspetto, nella Prima e nella Seconda Era della Terra di Mezzo ha provato a raggirare Elfi ed Uomini, arrivando a ricoprire prestigiosi ruoli utili ai suoi scopi.

Con la ricchezza che donava alle creature di Arda, il misterioso nobile prendeva in carico i desideri più ambiziosi delle sue vittime e le tramutava in seducenti fantasie, come il più diabolico dei villain; i Noldor furono i primi a cadere nella trappola, desiderosi di rendere la loro terra gloriosa quanto Aman, la casa dei Valar.

Il momento che sicuramente cambia la storia di Sauron e della Terra di Mezzo tutta è la forgiatura degli Anelli, oggetti preziosi e al tempo stesso mortalmente pericolosi, tramite i quali lo spirito controllava le menti dei Nani e degli Uomini, ma non quelle degli Elfi, che li avevano forgiati senza il suo aiuto.

 

Un Anello per domarli tutti

Sauron

Nella terra di Mordor, tra le fiamme del Monte Fato, Sauron, l’Oscuro Signore, forgiò in segreto un Anello sovrano, per controllare tutti gli altri e in questo anello riversò la sua crudeltà, la sua malvagità e la sua volontà di dominare ogni forma di vita: un Anello per domarli tutti.

La portata simbolica di queste parole fa ancora venire la pelle d’oca a quei fan che, come me, hanno trovato nella storia del Signore degli Anelli una tremenda ed epica forma di evasione dalla realtà.

Mentre ci lasciamo coinvolgere nella marcia degli Elfi di Gil-Galad e degli Uomini di Elendil nelle sublimi, terribili località di Mordor, il nostro viaggio nell’epilogo della Seconda Era rappresenta anche il contatto con l’ultima manifestazione visibile di Sauron, il nemico dei popoli liberi della Terra di Mezzo.

Il ritiro a Dor Guldur rappresenta per il Negromante un momento per radunare energie e forze prima del successivo attacco, ma nel frattempo indagare cosa accade all’Anello e ai suoi servitori è necessario per comprendere meglio le macchinazioni del Male.

Isildur il principe degli Uomini e in seguito Smeagol cedono all’Anello la loro volontà, e in modi diversi il loro destino ne sarà influenzato: il primo muore a causa di un’imboscata degli Orchi, il secondo viene esiliato come assassino e consuma la sua vita così come l’Anello consuma lui stesso.

Riguardo agli Orchi e ai temibili Nazgul, essi patiscono disorganizzazione in assenza fisica del loro comandante, ma i secondi sono segugi mortali e avvertono il minimo segnale lanciato dallo spirito di Sauron contenuto nell’Anello.

Quali meccanismi agiscono alle spalle del seducente dominio instaurato dall’Oscuro Signore? In che modo il Grande Occhio di Mordor garantisce ai suoi seguaci la mortifera speranza della conquista incondizionata di tutta la Terra di Mezzo?

 

Dominio, magia, malvagità: i nessi di un fascino corrotto

Sauron

Nel momento in cui la percezione di un uomo si distorce, egli può essere in grado di compiere qualsiasi azione. Non importa quanto sia buono, mediocre, discreto, convenzionalmente normale, la storia e la cronaca insegnano che brutalità, crudeltà e violenza emergono nelle situazioni più disparate.

Sauron e Il Signore degli Anelli esprimono la stessa dinamica attraverso l’oggetto magico dell’Unico Anello, protesi della geniale facoltà di dominio dell’Oscuro Signore.

In psicoanalisi, tra le modalità del legame affettivo tra l’Io e l’Altro l’identificazione è la prima e più pregnante; essa consente di stabilire un contatto sulla base del riconoscimento di tratti comuni tra le due soggettività, e in definitiva stabilisce una relazione paritaria.

Diverso è il caso dell’idealizzazione, meccanismo psichico attraverso il quale l’Io eleva un oggetto ad ideale dell’Io e cerca da questo approvazione e riferimento; il caso di Sauron e dell’Anello può essere classificato come un esempio d’idealizzazione, tenendo conto delle forme magiche tramite cui il suo immenso potere si manifesta.

Un altro ingrediente va tuttavia aggiunto al calderone nel quale il fascino del male viene preparato: con il termine francese emprise viene chiamata quella pulsione psichica che alimenta la tendenza umana al dominio della volontà e del fisico dell’Altro.

Tale meccanismo, alimentato da complessi inconsci che coinvolgono le figure affettive primarie, stimolerebbe atteggiamenti e comportamenti volti ad annullare ogni possibilità di individuazione e autonomizzazione che l’Altro mette in atto.

Si tratta di un meccanismo violento, pericoloso e subdolo, che ha risvegliato fenomeni di massa come il nazismo attraverso figure che si sono sentite legittimate a concretizzare l’oblìo di altri esseri umani, in nome di presunti ideali.

Sauron

Passare dalla Terra di Mezzo alla Germania del Terzo Reich potrebbe sembrare assurdo, eppure non è detto che lo sia; il genere fantasy si avvale della voluta esagerazione di alcune dinamiche per riportare in termini amplificati qualcosa che nella realtà si verifica in maniera più bilanciata.

L’idea di Sauron d’imporre l’Età degli Orchi in Arda sembra simile al perverso ideale hitleriano di realizzare il sogno dell’Impero Ariano; cambiano i mezzi, il carisma di Hitler contro il potere magico e spirituale di Sauron, e i contesti, ma il principio è abbastanza simile.

Riconoscere questa similitudine attraverso lo studio dell’idealizzazione, dell’emprise e del fascino che il Male esercita su di noi può offrire uno spaccato per studiare Sauron, Hitler e tutti quelli che come loro possono configurare forme impensabili di crudeltà sull’Altro.

La Terra di Mezzo è un luogo immaginario, ma il dolore che il Negromante causa ai suoi popoli è reale perché fondato su odio, ambizione e uso perverso del potere.

Essenziale, dunque, è lavorare individualmente e collettivamente, come la Compagnia dell’Anello insegna, per lanciare una sfida al potere che influenza coloro che mancano di capacità critica e forza di volontà.

Sauron in un’opera di Ted Nasmith

 

Leggi Anche: Gandalf – La Funzione Paterna

Gianluca Colella
Ho 24 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa del cinema. Un po' la Forza di Star Wars.

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