google-site-verification=Z-iiMQ70202XbeRqAJMdql9f6sCrAIa8gk6Gr_Nm7q4
Home Serie TV e Netflix Breaking Bad e Tarantino – Quanto Pulp c'è in Gilligan?

Breaking Bad e Tarantino – Quanto Pulp c’è in Gilligan?

Nelle arti emergono delle singolarità, dei piccoli puntini colorati in un mare di grigio. Sono opere che trascendono l’uomo e l’arte per diventare leggenda, capolavori che scolpiscono il loro nome sulla linea del tempo cambiando i paradigmi della propria disciplina, tasselli fondamentali che rappresentano un avanzamento per la sensibilità umana. Come Guernica e The Dark Side of the Moon, come La Divina Commedia e 2001: Odissea nello Spazio, Breaking Bad è una di quelle opere.

Annoverata da una grossa fetta di critica e pubblico come la miglior serie di tutti i tempi, quella di Vince Gilligan inizia come una commedia nera, per poi evolvere in un thriller gangster con tinte western e finire in un tragico dramma che, ancor prima di parlare di criminalità, parla di famiglia e di persone. Quelli di Breaking Bad non sono solo personaggi, ma possiedono una natura profondamente umana, sono donne e uomini con le proprie ragioni e i propri limiti, debolezze e virtù che chiunque attorno a noi potrebbe avere. La loro caratterizzazione è talmente profonda che già a metà della serie ci sembra di conoscere ognuno di loro, quasi ci parliamo, e siamo completamente consci dei motivi dei loro comportamenti e dei pensieri di ognuno di loro.

Per quanto possa sembrare assurda la storia di un professore di chimica con il cognato nella DEA che ammalatosi di cancro decide di cucinare metanfetamine con un suo ex alunno dallo scarso rendimento, ogni comportamento o evento della serie è assolutamente realistico e giustificato.  È chiaro, quindi, che nonostante la regia strepitosa, le interpretazioni magistrali di tutti gli attori, la fotografia e il montaggio ottimi, ciò che colpisce di più di Breaking Bad sono il soggetto e la sceneggiatura.

Nessun uomo, nemmeno un genio come Vince Gilligan, può pensare di scrivere un’opera così complessa e perfetta senza appoggiarsi ad altri Maestri. E una delle ispirazioni, forse la più evidente, è Quentin Tarantino. Ci sono infatti parecchi aspetti in Breaking Bad, sia contenutistici che formali, che rimandano direttamente ai primi due film del regista di Knoxville, le sue pellicole più peculiari: Le Iene e Pulp Fiction.
Innanzitutto, i fotogrammi e le situazioni dello show televisivo di Gilligan che citano Tarantino (soprattutto Pulp Fiction) sono numerosi e abbastanza evidenti.

Ma possiamo notare l’ispirazione tarantiniana anche nei personaggi. Partiamo dai protagonisti: Walter White e Jesse Pinkman. Il loro nome rimanda immediatamente a due dei personaggi principali de Le Iene: Mister White e Mister Pink. Il rapporto tra i due, inoltre, è simile: il primo mostra più controllo nelle situazioni complesse e più sangue freddo quando il momento è cruciale; il secondo è più ingenuo ed emotivo e spesso viene riportato all’ordine dal suo socio.

Se ci pensiamo, anche i due protagonisti di Pulp Fiction sono costruiti in maniera simile, Jules ha più polso e testa dello svagato Vincent. Chiaramente sono presenti delle differenze: ad esempio, i protagonisti di Tarantino sono scritti come dei gangster professionisti, mentre in Breaking Bad sono delle persone comuni adattate alla vita criminale. Nello show di Gilligan, anche grazie alla sua lunga durata, il rapporto tra Walt e Jesse si impreziosisce fino a diventare simile a quello tra un padre severo e un figlio distratto. Per la maggior parte del tempo vivono situazioni conflittuali, ma si proteggono ciecamente, anche quando sembra che il loro legame si sia ormai deteriorato, anche quando uno ha messo a repentaglio la vita dell’altro, anche nell’ultima sequenza, sempre. Nei film di Tarantino, invece, quando i rapporti vanno oltre la sfera professionale, diventano amicali, meno intensi di quello tra i due protagonisti di Breaking Bad, ma anche più paritari.

È nei personaggi secondari che emerge ancora di più l’ispirazione tarantiniana presente in Vince Gilligan. L’esempio più evidente è senza dubbio Jane Margolis. La somiglianza con l’iconica Mia di Pulp Fiction è fisica, comportamentale, simile addirittura nel gesto di portare la sigaretta alla bocca. Entrambe finiscono in overdose da eroina e, guarda caso, in Pulp Fiction accade in presenza di Vincent, che però è in bagno, e in Breaking Bad in presenza di Jesse, che però dorme. Jane è l’omaggio più lampante di Gilligan a Tarantino.

Allo stesso modo, è semplice rintracciare la risolutezza e la calma di Marsellus Wallace in Gus Fring, un uomo che gestisce un impero della droga con una pacatezza che inizialmente suggerisce eleganza, ma che lentamente incute sempre più terrore. Il collaboratore più intelligente ed efficace di Marsellus è Mister Wolf, che nel mondo di Breaking Bad si traduce in Mike Ehrmantraut: un sicario a sangue freddo, sempre un passo avanti rispetto all’avversario e con le giuste conoscenze in tutti gli ambienti. L’unico della serie difficile da accostare all’universo pulp è quello splendido personaggio che è Saul Goodman.

Se invece analizziamo e confrontiamo la poetica delle tre opere, il discorso diventa più complesso: in Breaking Bad viene dedicato più spazio al dramma, ne Le Iene e Pulp Fiction ci sono momenti di alleggerimento, Tarantino e Avary riescono a creare situazioni tanto grottesche da risultare comiche. Inoltre, se Gilligan è più propenso all’analisi della psiche dei personaggi, dei quali evidenzia dissidi e problematiche, Tarantino è invece più pragmatico, e da abile narratore ed esaminatore delle singole situazioni, ne snocciola criticità e dettagli. Ma c’è un momento nel quale Gilligan e Tarantino, non si direbbe mai, diventano due autori diametralmente opposti. E Gilligan, da genio qual è, ci arriva citando Pulp Fiction.

Da una parte il simbolo della poetica della casualità in Pulp Fiction, dall’altra l’apice e l’esplosione della causalità in Breaking Bad. Nel capolavoro di Tarantino, i personaggi sono spesso vittime degli eventi e tentano di agire sugli effetti senza badare particolarmente alle cause, questo crea le situazioni paradossali di cui parlavamo prima. Il fatto che Vincent vada in bagno proprio mentre sta per scoppiare la rapina alla tavola calda è un simbolo di quanto poco contino le azioni dei personaggi su ciò che sta accadendo, ma abbia più potere la buona o cattiva sorte; lo stesso si evince anche ne Le iene.

Nel capolavoro di Gilligan, al contrario, ogni nodo viene al pettine quando Hank apre “Foglie d’Erba” nel bagno di Walt, trovando la dedica del chimico e produttore di metanfetamine Gale. Ecco che ogni evento ha senso, tutti i tasselli sono al posto giusto: nessun comportamento di Walt è stato casuale e ciò che ne è conseguito non è mai stato un imprevisto per lui, perché Walt è Heisenberg. Ognuno, all’interno di Breaking Bad, agisce sulle cause per influenzare gli effetti, e tenta di portarsi in vantaggio di più mosse possibili rispetto agli altri: da Walt a Gus, da Hank a Mike. Perfino Saul Goodman ci prova. Il solo che non è in grado di calcolare le proprie mosse in maniera vincente è Jesse, l’unico diamante puro in un mondo di squali. Un ragazzo profondamente buono ma ormai distrutto, in lacrime e urlante nel suo ultimo fotogramma, nel quale fugge da Albuquerque, ormai trasformatasi in un teatro di morte e orrore, alla ricerca di pace a bordo di una Chevrolet El Camino.

Leggi anche: C’era una volta a… Hollywood – Alla ricerca del cinema perduto

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Quentin Tarantino e i Meta-Personaggi

Tarantino e i meta-personaggi. “Se pensate di vedere doppio non regolate il vostro televisore perché, beh, in qualche modo è così!” (C’era una volta a… Hollywood) Il...

Joker danza sulle note di I started a joke dei Bee Gees

Ballare. Il tratto (o uno dei tratti) che rende il Joker di Phoenix unico è in quel momento: il momento in cui le spalle s'irrigidiscono,...

La società di Gotham non è quella reale

"Gotham ha fatto il suo tempo. Come Costantinopoli e Roma prima ancora, la città è diventata terreno fertile per sofferenze e ingiustizie. Impossibile salvarla,...

Arancia Meccanica – La Melodia dell’Ultraviolenza

Arancia Meccanica è una delle opere cinematografiche più intense e provocatorie del novecento, una pietra miliare per il cinema che mira a curare l'introspezione...