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Espiazione – We’ll Meet Again

Espiazione.

Più di un decennio fa, il regista inglese Joe Wright (Orgoglio e Pregiudizio, L’ora più buia) portò sullo schermo uno dei romanzi più struggenti degli ultimi vent’anni. Espiazione, di Ian McEwan: un’angosciante storia sul senso di colpa e sulle devastanti conseguenze che azioni apparentemente insignificanti possono avere sugli individui.

Il film ci rende testimoni di una tragica storia d’amore, raccontata attraverso due diversi sguardi sul mondo.

Inghilterra, 1935. In una splendida tenuta di campagna, l’aristocratica Cecilia Tallis (Keira Knightley) si innamora del figlio di una sua serva, Robbie Turner (James MCavoy). Quella che appare ai nostri occhi, e a quella dei due, come una forte e passionale attrazione reciproca, viene però percepita in modo opposto dalla sorella minore di Cecilia, la tredicenne Briony (Saoirse Ronan).

Complice una fervente fantasia e una forte gelosia verso la sorella, la ragazzina malinterpreta i comportamenti di Robbie, credendolo un maniaco sessuale. Durante una cena, sua cugina Lola (Juno Temple) subisce uno stupro da parte di  un uomo. Senza esitare, Briony accusa ingiustamente Robbie di essere il colpevole e il ragazzo viene arrestato.

Un amore stroncato sul nascere da una bugia. Una semplice e crudele menzogna, pronunciata da una ragazzina invidiosa, sconvolge drasticamente l’esistenza di due persone, la cui unica colpa era essersi innamorate l’una dell’altra.

Trascorsi quattro anni, scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Robbie viene rilasciato, a condizione che si unisca all’esercito inglese e partecipi al conflitto. 

Nella seconda parte della pellicola, lo spettatore assiste ai drammi causati dalla Grande Guerra. Un conflitto dalle conseguenze devastanti, portato sullo schermo in modo toccante e realistico. In particolare, tecnicamente perfetta e di forte impatto emotivo la scena ambientata a Dunkirk. Un lungo piano sequenza che ci mostra, attraverso gli occhi di un Robbie sfinito nell’anima e nel corpo, uno scenario angoscioso e soffocante, in contrasto con la vastità e la luminosità dell’ambientazione.

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Se quindi il primo atto della pellicola ci mostra un dramma personale, una separazione derivante da un gesto di immatura cattiveria, il secondo atto cambia prospettiva. Da una tragedia intima si passa ad una tragedia collettiva. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, difatti, moltissime persone si trovarono strappati via i propri cari. Gli individui si trovarono così crudelmente divisi, separati, senza sapere se si sarebbero più rivisti. Legami profondi, mantenuti in vita da una costante comunicazione epistolare, ma, soprattutto da un comune sentimento di speranza.

A quel tempo, moltissimi artisti diedero voce a tale dolore. In particolare, nel 1939, la cantante inglese Vera Lynn interpreto un brano divenuto poi famosissimo: We’ll Meet Again.

We’ll meet again
Don’t know where
Don’t know when
But I know we’ll meet again some sunny day
Keep smiling through

Just like you always do
‘Till the blue skies drive the dark clouds far away

Versi che non possono che ricordarci le ultime parole di Cecilia a Robbie, prima che quest’ultimo parta per il fronte. Un brano allegro e ottimistico, una sorta di preghiera corale, che invita a sorridere e sperare in un luminoso futuro. Nonostante il tono di We’ll meet again sia molto diverso rispetto alla tragicità di Espiazione, entrambe le opere sono portavoce di uno stesso sentimento. La speranza.

Un sentimento condiviso da Briony. La giovane, ormai diciottenne (Romola Grai), ha infatti preso consapevolezza delle terribili conseguenze scaturite dalla sua bugia. Perciò, Briony spera di poter rimediare e espiare la propria colpa, privandosi di una vita dignitosa. Vani sono però i suoi tentativi di riappacificarsi con la sorella maggiore. Cecilia e Robbie, che finalmente sono riusciti a ritrovarsi, grazie al congedo concesso a quest’ultimo, rifiutano di perdonarla. 

Nel terzo e ultimo atto del film, vediamo un’anziana Briony Tallis (Vanessa Redgrave) presentare il suo nuovo romanzo: Espiazione. Con un drammatico colpo di scena, scopriamo che il finale del suo racconto, che vede Robbie e Cecilia finalmente insieme, non corrisponde alla realtà dei fatti. Robbie, difatti, ha trovato la morte in guerra nel 1940 e Cecilia è annegata, in seguito ad un bombardamento avvenuto lo stesso anno. Briony ha dunque voluto donare ai due amanti quel lieto fine che lei stessa aveva loro sottratto anni prima.

E’ infatti attraverso la forza della letteratura che Briony si avvicina all’espiazione più totale. La donna consacra la loro travagliata storia d’amore per sempre, stampandola indelebile tra le pagine del suo romanzo. Come se attraverso la letteratura, o l’arte in generale, l’essere umano possa sperare in una seconda possibilità. La scena finale vede i due riabbracciarsi in riva al mare, in una splendida giornata di sole.

Questa commovente sequenza finale non può che ricordarci quell’insistente e bellissimo ritornello…

We’ll meet again
Don’t know where
Don’t know when
But I know we’ll meet again some sunny day

Un epilogo triste, eppure che ci strappa un debole sorriso. I legami umani subiscono le conseguenze di piccoli e grandi avvenimenti, che li mettono a dura prova e, spesso, arrivano a spezzarli del tutto. E’ solo attraverso l’arte, che essa sia letteratura, cinema o musica, che l’essere umano può avere la meglio sull’imprevedibilità della vita.

Leggi anche: Colette – La mano che tiene la penna scrive la storia

 

 

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