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Napoli Film Festival – il 2019 di Napoli eterna

Senza scadere in un convenzionale articolo promozionale, quello che si può dire del Napoli Film Festival 2019 è che senza dubbio (almeno per me) ha fatto scalpore: pur non avendo la possibilità di andare a tutte le proiezioni, il pensiero che la mia città abbia ospitato una manifestazione del genere mi ha abbastanza animato.

Giunto alla sua ventunesima edizione, il festival si è svolto nella settimana tra il 23 settembre e il 1 ottobre, e ad ospitarlo hanno provveduto alcuni cinema storici della città come il Cinema Delle Palme e il Cinema Vittoria e alcuni istituti di lingue come il Cervantes o il Goethe.

La struttura del festival è stata articolata in modo tale da dare spazio sia ad alcuni capolavori storici di autori come Godard, che ai percorsi indipendenti di autori alle prime armi interessati a mettere in mostra un’idea personale. Quello che mi è sembrato essere il filo conduttore di tutte le produzioni proposte è il tema del tempo, inteso come dimensione storica nella quale Napoli s’inscrive e dalla quale trae linfa vitale per il proprio futuro.

Napoli Film Festival

A presentarmi l’evento del Napoli Film Festival è Facebook, che mostra le diverse proiezioni proposte giorno per giorno e l’organizzazione dell’intera mostra, tra interviste e focus su alcuni autori particolari come Xavier Dolan.

L’ambiente è quasi d’élite: quando sono andato alla proiezione di Marco Rossano il 26 settembre, la sensazione che ho avuto è che l’accesso alle proiezioni fosse per i pochi privilegiati che riescono a contattare la profondità degli argomenti trattati nelle opere.

Si tratta, tuttavia, di un’impressione sbagliata perché la significazione di una produzione artistica è sempre esclusivamente soggettiva, e come dimostra proprio l’esempio di In viaggio con mio padre (M. Rossano), un “semplice” documentario auto-biografico si presta alle più intriganti simbolizzazioni.

Ho lasciato la sala e il festival con la volontà di partecipare maggiormente ad eventi di questo genere, perché se faccio parte della Settima Arte non è solo per le recensioni sui film che guardo, ma anche per la possibilità di vivere il cinema in una maniera più intensa di quanto faccia, indipendentemente dagli altri miei impegni.

Anche se in maniera parziale, durante questa settimana l’ho fatto e ne sono felice. Grazie al Napoli Film Festival.

Leggi Anche: Premio Fausto Rossano; La Salute al Cinema

 

Gianluca Colella
Ho 25 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa della Settima. Un po' la Forza di Star Wars.

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