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Home Nella Storia del Cinema Il cinema secondo Tarantino Beatrix Kiddo e la violenza: Quentin Tarantino è davvero un misogino?

Beatrix Kiddo e la violenza: Quentin Tarantino è davvero un misogino?

Beatrix Kiddo.

 

Fra i personaggi cinematografici più iconici dei primi anni 2000 c’è senza dubbio quello di Beatrix Kiddo, la protagonista di Kill Bill di Quentin Tarantino interpretata da Uma Thurman. Ancora oggi, dopo oltre un decennio dalla sua prima apparizione sui grandi schermi, la letale Black Mamba continua a occupare un posto prestigioso nell’immaginario collettivo grazie alla sua capacità di rappresentare a pieno il prototipo di donna forte e intrepida.

La storia di Beatrix colpisce come un pugno nello stomaco. Rimettendo in ordine i tasselli che costituiscono il puzzle di Kill Bill: Volume 1, facciamo la conoscenza di una temibile assassina che decide di cambiare vita dopo aver scoperto di essere incinta.

Da peccatrice a redenta. Attraverso la maternità, la donna compie un percorso di espiazione per il bene di sua figlia. Ma nel momento in cui sta per voltare definitivamente pagina, i fantasmi del passato ritornano per distruggere tutto quello che è riuscita a costruire con fatica. Così, dopo un tremendo massacro in cui vengono sterminati i suoi affetti più cari, Beatrix entra in un coma dal quale si risveglia quattro anni dopo con un solo obiettivo: uccidere gli esecutori materiali di quell’orrendo crimine e il suo mandante.

 

La donna dà quindi inizio a una missione sanguinosa che noi seguiamo con partecipazione ed empatia. La micidiale killer regola i conti con i suoi aggressori nei modi più cruenti possibili, e noi finiamo tutti inevitabilmente per ammirare le sue gesta. I combattimenti che ingaggia contro i suoi nemici sono sempre più spettacolari e acrobatici e ci trascinano in un vortice di azione adrenalina che ci lascia senza fiato.

 

               

Beatrix è un’antieroina straordinaria. È un demone vendicatore che si batte per le ingiustizie subite. Non possiamo considerarla un personaggio canonicamente “buono” perché non si fa alcuno scrupolo a mutilare, trucidare e annientare brutalmente i suoi avversari. Dà però voce, seppur in maniera estrema, alla voglia di rivalsa e giustizia che fa parte dell’animo umano.

 

Ma se da un lato Black Mamba ha totalmente conquistato gli spettatori e i cinefili, lo stesso non si può dire per l’opinione pubblica, soprattutto quella più recente. Con lo svilupparsi del movimento Me Too, negli ultimi anni il regista è finito spesso nell’occhio del ciclone a causa delle violenze subite dalle donne nei suoi film. A suscitare maggior sdegno è stato proprio il trattamento riservato alla protagonista di Kill Bill. L’eccessivo accanimento contro il personaggio di Uma Thurman a molti è infatti sembrato un sintomo della misoginia di Tarantino. Ultimo in ordine di tempo a sollevare la questione è Roy Chacko che, in un articolo apparso sul The Guardian alcuni mesi fa, ha duramente attaccato il regista americano.

Nell’articolo Chacko ha definito i due capitoli di Kill Bill “un’orgia di violenza” la cui vittima principale è proprio Beatrix Kiddo. E non solo: il giornalista ha ricordato come la violenza non si sia fermata alla finzione cinematografica, ma abbia colpito nella realtà Uma Thurman che proprio sul set della pellicola è rimasta vittima di un incidente causato dall’incoscienza di Tarantino. A essere aspramente criticata non è però soltanto la saga di Kill Bill, ma l’intera filmografia del regista americano. Secondo il giornalista, la violenza contro le donne sarebbe una costante nelle sue pellicole, come dimostrano i trattamenti subiti dai personaggi di Diane Kruger in Bastardi Senza Gloria e di Jennifer Jason Leigh in The Hateful Eight.

L’articolo di Chacko è solo un esempio della recente ricezione della figura di Tarantino in merito alle figure femminili. Ma possiamo quindi affermare che Quentin Tarantino sia davvero misogino?

In realtà se prendiamo in esame tutte le pellicole del regista di Knoxville è abbastanza evidente che la brutalità non interessi soltanto le donne, ma anche gli uomini. Sevizie, esecuzioni, sparatorie e massacri coinvolgono tanto i personaggi femminili quanto quelli maschili. Se parte della critica si è scagliata contro le violenze subite da Beatrix Kiddo in Kill Bill, probabilmente ha dimenticato che in Le Iene il sangue scorre a fiumi fra i membri (tutti uomini) della banda di rapinatori al centro del film, senza contare le torture subite dal poliziotto preso in ostaggio dai malviventi. Stessa cosa in Pulp Fiction. Lo stupro (sebbene non mostrato, ma lasciato intuire) di Marsellus Wallace è di gran lunga ben più raccapricciante della tanto discussa scena in cui sua moglie Mia viene salvata da un’overdose con un’iniezione dritta al cuore.

Le accuse rivolte a Quentin Tarantino risultano quindi essere piuttosto infondate. Considerare Beatrix Kiddo come la valvola di sfogo dell’odio verso le donne del cineasta americano, significa guardare in modo completamente miope il personaggio. In realtà Black Mamba è un simbolo di identità femminista straordinario. La donna dimostra una forza, un coraggio e una tenacia che forse nessun altro protagonista dei film di Tarantino ha. Chi ha storto il naso di fronte alle scene eccessivamente crude del Massacro ai Due Pini, non ha forse compreso che tutta quella ferocia rivolta verso Beatrix non è fine a se stessa, ma rappresenta la necessaria scintilla che serve a far divampare il fuoco della  sua rabbia.

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Anche il modo con cui il cineasta costruisce il personaggio dimostra un grande rispetto verso la figura femminile. Molto spesso le protagoniste degli action movie vengono dipinte in modo eccessivamente sexy a uso e consumo del pubblico maschile. In Kill Bill non c’è invece alcuna sessualizzazione del personaggio di Uma Thurman, che al posto di mise attillate preferisce la sua inconfondibile tuta gialla.

L’epilogo delle avventure di Beatrix in Kill Bill: Volume 2 è poi la prova schiacciante di quanto il regista ami il personaggio. La donna ritrova la sua bambina e con lei l’umanità che aveva smarrito nel corso del suo viaggio alla ricerca di vendetta.

Affermare che Quentin Tarantino attraverso i suoi film esprima un odio per le donne è quindi sbagliato. La violenza è evidentemente presente in tutti i film del regista. È un elemento fisso spesso intriso di humor nero che rende il suo stile inconfondibile ma che colpisce tutti senza alcuna distinzione.

Leggi anche: Tarantino e il Revisionismo – Il Cinema come rivincita sulla Storia

 


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