Home Cinebattiamo Joker danza sulle note di I started a joke dei Bee Gees

Joker danza sulle note di I started a joke dei Bee Gees

Ballare.

Il tratto (o uno dei tratti) che rende il Joker di Phoenix unico è in quel momento: il momento in cui le spalle s’irrigidiscono, le braccia si flettono in maniera apparentemente convulsa, lo sguardo si alza. E la danza comincia.

Mille canzoni nella sua testa, poiché mille canzoni parlano di lui.

Ma stavolta è una in particolare, introdotta dalle timide vibrazioni di una chitarra acustica, coccolata dalla voce armoniosa di Robin Gibb: loro sono i Bee Gees, e questa è I started a joke.

I started a joke
which started the whole world crying
But I didn’t see
that the joke was on me, oh no

Arthur non pensa più: nella sua mente, le immagini dei momenti che l’hanno portato a danzare si sovrappongono, accompagnate da un sorriso che si sforza di non esplodere in risata. Il mondo piange alle sue battute, Murray Franklin lo guarda con occhi commiserevoli, colmi di falso compatimento.
“Eppure lo stesso Murray, pochi attimi prima, ha proiettato il filmato di una mia barzelletta, e tutti ridevano! E allora, come mai le mie battute non hanno più lo stesso effetto?”

I started to cry
which started the whole world laughing
Oh If I’d only seen
that the joke was on me

Arthur continua a muoversi, sempre più sinuosamente, e il sorriso continua a espandersi sul volto.
“Ridevano di me. Non della mia battuta, di me. Loro ridono se io piango.”
Ripensa al camerino, al suo volto dipinto riflesso nel lurido specchio, alle brucianti lacrime che gli striavano le guance, a quanto umiliante e difficile fosse nascondere il dolore dietro un sorriso forzato.
“E ora che non ho più bisogno di sforzarmi per sorridere, sono loro a piangere. E’ dunque la sola risata il confine ultimo tra il mio mondo e il loro?”.
Joke

I looked at the skies
running my hands over my eyes
And I fell out of bed
hurting my head from things that I said

“Dev’esser così.” Arthur porta le mani al viso, e alza lo sguardo al cielo, mentre la danza, seppur più lenta, non accenna a fermarsi.
Ogni barzelletta da egli raccontata parla di lui. Ora se ne rende conto: dalla prima all’ultima battuta, il protagonista è sempre lui. E’ il volto principale di un’interminabile commedia. La sua commediaLe mani vanno dal viso alla testa, le ginocchia si piegano, seguendo il malinconico proseguire della voce di Robin Gibb.

‘Till I finally died
which started the whole world living
Oh if I’d only seen
that the joke was on me

Le ripensa tutte. Tutte le storielle da lui mai scritte gli attraversano la mente in quel preciso istante: parlano tutte di lui. Quest’unico momento di lucidità interrompe la danza. Il sorriso cede, una risata assordante e patologica esplode nell’ambiente.
“Che buffo. Tutto ciò mi ricorda una barzelletta.”
Si siede su una poltrona, si asciuga le lacrime causate dalla risata che pian piano va calmandosi. Sfumano le ultime note dei Bee Gees. Joker si accende una sigaretta e accavalla le gambe.

Silenzio.

Leggi anche: Dialogo immaginario tra il Joker di Ledger e il Joker di Phoenix

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