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Your Name – Dalla cometa al treno

Le riflessioni da fare su Your Name (2016), ennesimo anime del maestro Makoto Shinkai, sono tante e in esse temporalità, amore e destino s’intrecciano senza soluzione di continuità; la trama non è lineare e si fonda sul casuale scambio d’identità tra Mitsuha, una ragazza del remoto villaggio di Itomori, e Taki, un liceale di Tokyo.

Entrambi sono insoddisfatti delle rispettive esistenze; il problema è che lo scambio che a giorni alterni condiziona le loro vite non è parallelo: il presente della ragazza si svolge tre anni prima rispetto al presente del giovane, solo che lui di ciò non è consapevole.

Le caratteristiche del film che evidenziano lo stile del regista sono tante: dalle ambientazioni romantiche alle espressioni dei protagonisti, passando per la trama e le delicate musiche della colonna sonora, tanti sono gli elementi che accomunano Your Name ad altri anime di Shinkai.

La temporalità è forse l’unico fattore di discontinuità: un nemico invisibile che ostacola l’amore tra Mitsuha e Taki, una dimensione nella quale passato e presente arrivano a sovrapporsi in maniera paradossale; alla fine, tuttavia, essa diventa la chiave di volta della storia intera.

Identità e (non) conoscenza

Your Name

Il sogno che so di aver fatto non riesco mai a ricordarlo, però…
Però dopo essermi svegliata mi resta la sensazione che qualcosa sia andato perduto per sempre.
Sono sempre alla ricerca di qualcosa o di qualcuno.

La componente che anima la prima fase del film è sicuramente lo scambio d’identità continuo tra i due giovani, che un giorno sì e uno no si trovano in un corpo del quale non sono i padroni, in un contesto per loro inaccessibile; il desiderio accomuna i due: lei vorrebbe vivere in una metropoli, e lui vorrebbe un’esistenza più tranquilla.

Divertente è la sequenza durante la quale rapidamente si alternano le strategiche comunicazioni tra i due per aggiornarsi sugli eventi della giornata: lettere, memo e messaggi con i quali salvaguardare reciprocamente i legami che hanno con le persone più prossime a Itomori e Tokyo.

Il primo paradosso di fronte al quale Your Name ci pone è che questi due protagonisti si conoscono senza conoscersi: comprendendo che qualcosa che li unisce sta accadendo, non sanno tuttavia nulla l’una dell’altro, neppure il nome.

Sarà questa ovvia, inattesa mancanza a mettere in difficoltà Taki quando lo scambio di corpi improvvisamente non avviene più: vuole incontrare Mitsuha, ma l’unica cosa che conosce è l’aspetto geografico della località nella quale la ragazza vive.

Gli amici di Taki decidono di accompagnarlo in questo impossibile pellegrinaggio, alla disperata ricerca di un (non) luogo dove trovare qualcuno che non esiste più.

Esatto, perché dalle informazioni che ottiene scopre che gli abitanti di Itomori sono stati annichiliti da una cometa che tre anni prima aveva colpito il lago: la speranza di conoscere Mitsuha si spegne in un istante.

 

Il tempo è un filo rosso

Your Name

Non so come fare a incontrarlo, ma se ci riuscissi davvero? Cosa dovrei fare? Lo disturberò? Sarà imbarazzato? O magari, non so, sarà felice di conoscermi? È impossibile incontrarci, però almeno una cosa è sicura: quando ci vedremo ci risconosceremo immediatamente, perché tu sei stato dentro di me, e io sono stata dentro di te.

In verità, la notizia spegne l’entusiasmo di Taki, non la sua determinazione: il giovane cerca altri modi per contattare la ragazza, ricordando che durante uno degli scambi con lei aveva partecipato ad un rituale del villaggio durante il quale un preparato (il kuchikamizake) è stato conservato in un tempio sacro.

Nel momento in cui lo beve, una sorta di paradossale apertura delle linee temporali viene generata: restando se stesso, Taki torna indietro di tre anni al momento che precede la caduta della cometa, e ne approfitta per incontrare Mitsuha sul Monte Hida, consapevole che al tasokare (crepuscolo) il loro tempo insieme si sarà esaurito.

I due si vedono, si (ri)conoscono e decidono di comunicarsi i loro nomi per mantenere una traccia viva una volta estinto il momento; nonostante Taki non faccia in tempo a lasciare il suo nome, l’avvertimento sulla cometa vale a Mitsuha la possibilità di salvare se stessa e gli abitanti di Itomori dalla catastrofe.

Otto anni trascorrono per Mitsuha da quel giorno, cinque per Taki, che ora mentre cerca un lavoro è alla continua ricerca di una persona che non sa di aver conosciuto. Mentre è su un treno, incrocia lo sguardo con una ragazza con un filo rosso nei capelli che è nel treno opposto, e sa che un ignoto legame importante lo unisce a quella persona.

Suggestivo e carico d’intensità è il momento finale di Your Name; incontrandosi sulla scalinata del tempio di Suga, le due alterità separate si fanno identità riconoscendosi in una maniera che Merleau-Ponty definirebbe metafisica: la semplice percezione soggettiva nello sguardo dell’Altro, consente il riconoscimento reciproco del legame che c’era stato, consentendo loro di recuperare la memoria degli eventi passati.

[Taki sale le scale mentre Mitshua le scende; quando Taki giunge al piano si volta verso Mitshua che si era soffermata]Taki: Scusa! Non è che ci siamo già incontrati?
Mitshua[piangendo]: L’ho pensato anch’io!
Taki e Mitshua all’unisono: Qual è… il tuo nome?

 

Leggi Anche: 5 cm al secondo

 

 

 

 

Gianluca Colella
Ho 24 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa del cinema. Un po' la Forza di Star Wars.

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