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Weathering With You – C’è chi aspetta la pioggia

Tutti amano le belle giornate, il tempo del possibile, delle uscite all’aperto, degli incontri, delle occasioni. Il sereno mette in pace l’animo, il sole è foriero di buon umore. Tuttavia, c’è chi aspetta la pioggia.

Perché mai attendere il grigio, nubi che coprano la serenità?

Il maltempo dell’esistenza può essere scongiurato da quel qualcuno che tutti meritano, quel qualcuno che li guardi come gli altri non fanno. Questi eterei individui sono portatori di sereno, pozzanghere di luce nei cumulonembi. Eppure, Weathering with you è la storia di chi aspetta la pioggia. L’ultima fatica di Makoto Shinkai, forse più “debole” di Your Name, ma non per questo meno suggestiva e poetica. Ancora una volta sono in ballo due amanti, una catastrofe e le sorti del mondo.

Lui, Hodaka, è un ragazzo scappato di casa che raggiunge una Tokyo perennemente vittima di precipitazioni; lei, Hina, una ragazza che avrebbe voluto solo una giornata di sole in più con sua madre. Tale è la sua preghiera che riceve il potere di riportare il bel tempo quando desiderato.

Un’ancella del fenomeno atmosferico, benedetta dal cielo dei draghi di nuvole e acqua, quell’oceano d’aria in cui danzano forze sconosciute, dei e creature nel mare sospeso tra spazio e terra.

L’asservimento al divino, tuttavia, richiede un sacrificio, di cui il giovane Hodaka viene a triste conoscenza. Affinché il sereno ritorni definitivamente sul mondo, lei dovrà ascendere, annullarsi come individuo per diventare elemento. Smetterà di essere su questo piano dell’esistenza, poiché non fatta di ossa e carne, bensì di acqua; quell’entità che esiste come solido, liquido e gas, viaggiando così eternamente sospesa tra le dimensioni terrestri e celesti, presente anche nella sua assenza.
Hina è acqua, nella sua mutevolezza, momentanea, un istante inafferrabile: dovrà andarsene, e lasciare Hodaka nuovamente solo con il suo cielo sereno.

Tuttavia, se esiste una forza in grado di rovesciare le sorti del mondo, quella è l’egoismo, nello specifico, l’egoismo dell’amore.
Un giuramento che Hodaka non può infrangere, per lei e per sé stesso, e allora inizia la sua disperata corsa contro le sorti del tempo, atmosferico e non, per raggiungere Hina oltre le nuvole, il luogo promessogli.

Tuttavia, non il luogo in cui volevano restare. Precipitano insieme, dunque, condannandosi in un elogio alla mortalità, scegliendo l’amore umano, così fatiscente e propenso a cadere, rispetto ad un amore divino, quasi ripugnante nella sua immutabile e statica perfezione.

Con la loro caduta, riportano la pioggia. In maniera decisamente drastica, una precipitazione perenne che, letteralmente, allaga Tokyo. Dovrà cambiare tutto, in questa Venezia d’oriente, poiché non esistono più strade, ma canali, non automobili, ma imbarcazioni.

Hodaka ha condannato il mondo alla mutevole follia, all’imprevedibilità dell’acqua, e alla compagnia della pioggia. Quel fenomeno che permette agli individui di non piangere da soli, quando gocce e lacrime si confondono, fino a diventare la medesima cosa.

Eppure, forse, condanna non è il termine più corretto. Millenni or sono, vi erano più mari che terre emerse. Tokyo stessa, nella sua condizione più primigenia, era un villaggio semi sommerso. Varie mitologie, inoltre, dei popoli più distanti, narravano di un mondo che aveva origine dal caos delle acque. Fu il dio, o l’uomo, a portare ordine, ma in principio c’era la follia.
La scienza stessa, poi, scoprirà che la vita e gli esseri umani si sono sviluppati a partire da quella ballata del mare salato.

Dunque, forse, la Terra era pazza ancor prima che arrivasse l’amore di Hodaka e Hina a sconvolgerla. Nonostante l’inconfondibile egoismo, in un certo senso, l’amore ha riportato il mondo alla sua forma originaria.

Quindi il tutto non è cominciato nella serenità, non è il cielo sereno la dimensione più auspicabile. Acqua e pioggia, associate alla malinconia, sono ciò cui l’amore fa ritorno: alla dimensione caotica delle origini.

 

Leggi anche: Your Name – Dalla cometa al treno

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