Home (Non) è un paese per Festival RNFF: Nathan's Kingdom- Un commovente inno all'immaginazione

RNFF: Nathan’s Kingdom- Un commovente inno all’immaginazione

Nell’affollata sala di Palazzo del Cinema e dei Congressi di Ravenna, sabato 2 novembre sono stati annunciati i vincitori della XVII edizione del Ravenna Nightmare Film Fest. Ad aggiudicarsi l’Anello d’Oro per il Miglior Film Lungometraggio, Nathan’s Kingdom, scritto e diretto dal regista Olicer Muñoz.

Nathan è un ragazzo di quindici anni affetto da autismo. Proprio a causa del suo disturbo, suo padre abbandona la famiglia, lasciando nel giovane un terribile senso di vuoto. Per consolarlo, in seguito alla fuga del genitore, sua sorella minore Laura gli racconta una storia. Ognuno di noi possiede un personale Regno: un luogo bellissimo, in cui tutti sono al sicuro e non esiste sofferenza, ma per diventare reale, questo luogo deve essere trovato.

Nathan's Kingdom

Trascorsi dieci anni, Laura (Madison Ford, presente al Festival) e Nathan (Jacob Lince) vivono soli, in seguito alla morte della madre, e la situazione è sempre più insostenibile: la prima si rifugia nell’abuso di antidepressivi, mentre il secondo vive la sua quotidianità completamente immerso in un mondo di fantasia. Il Regno è infatti divenuto per Nathan molto più di una semplice storia raccontata da bambini: rappresenta una possibilità concreta di una vera via di fuga dal dramma della sua vita. Proprio quando Laura sembra essersi convinta a far ricoverare il fratello in un istituto, decide improvvisamente di accompagnarlo a cercare il suo Regno, iniziando una fantastica avventura.

Nathan’s Kingdom possiede il grande pregio di trattare un tema delicato come l’autismo, senza servirsi di banalità o retorica di alcun genere. Lo spettatore entra semplicemente in contatto con la drammatica realtà che i due fratelli devono affrontare tutti i giorni, in solitudine, senza una famiglia o amici che li possano aiutare. Non è un caso che per il ruolo di Nathan sia stato scelto Jacob Lince, attore realmente affetto da autismo, elemento che rende la storia ancora più autentica e reale.

Nathan's Kingdom Muñoz sceglie infatti di focalizzarsi principalmente sul profondo, seppur difficoltoso, rapporto tra i due fratelli, piuttosto che su un semplice approfondimento del disturbo del ragazzo. 

Nel momento più drammatico della loro vita, Laura e Nathan decidono di rifugiarsi in un luogo in cui nessuno e niente potrà ferirli: l’immaginazione. I due, nel mezzo del vasto deserto statunitense, creano un mondo soprannaturale che non è altro che uno specchio della propria tragica vita personale: per trovare il Regno, infatti, devono sconfiggere una potente forza oscura, metafora dell’abbandono del padre, un trauma che li ha uniti, nel bene e nel male, per tanti anni. 

Nathan's Kingdom

Ciò che colpisce di Nathan’s Kingdom è dunque l’intima umanità che riesce a trasmettere allo spettatore, riuscendo a commuovere nella sua semplicità. Persino il lato tecnico, in primis l’utilizzo degli effetti speciali, è volutamente poco curato: le creature del Regno sono fantasie di una mente infantile, perciò sono delineate attraverso forme stilizzate e imprecise. 

Una volta trovato il proprio Regno, i due raggiungeranno finalmente una pace interiore, un equilibrio. L’unico modo perché ciò accada è stare insieme, esserci sempre per l’altro, nonostante le avversità.

Sebbene non scevro da qualche difetto, tra cui l’eccessiva ripetitività di alcune scene, Nathan’s Kingdom è un potente racconto di crescita interiore di due anime ferite dalle ingiustizie della vita. Un toccante inno all’immaginazione e all’importanza dei rapporti umani.

Leggi anche: RNFF: Ira- la necessità di raccontare il vero

 

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