Home Il Mondo tra Anime e Animazione Perfect Blue - Frammenti Sparsi di un'Identità

Perfect Blue – Frammenti Sparsi di un’Identità

Quando una vita all’improvviso va in pezzi i frammenti che si generano diventano tanti riflessi della stessa realtà, privi di valenza ontologica se separati dalla matrice d’origine. Essi, tuttavia, in quanto riflessi diretti della realtà, sono fortemente dipendenti da essa e acquisiscono un grado di realtà a loro volta. Sta a noi riuscire a distinguere le due cose, per non credere erroneamente che un simulacro sia la realtà stessa.

A volte succede che la mente si perda all’interno di questo dilemma. Succede che, a causa di una inaspettata debolezza essa si trovi a non saper riconoscere la differenza tra ciò che si trova in essa e ciò che costituisce lo spazio al di fuori dell’interiorità. Su questo errore di sistema si basa la narrazione di Perfect Blue, opera prima del leggendario regista Satoshi Kon.

Quando Mima decide di abbandonare il mondo glamour della musica Pop per dedicarsi alla carriera di attrice la sua vita subisce una serie di cambiamenti radicali. Il passaggio da un ambiente protetto e conosciuto ad uno ignoto e caotico è talmente frettoloso che la protagonista fatica ad adattarsi.

Il bisogno di guadagnare subito, il successo del suo ex-gruppo, la perdita dello status di Idol innocente e le minacce di un pericoloso stalker portano Mima sull’orlo del precipizio, spingendola ad affrontare senza le adeguate contromisure un percorso di crescita necessario ma doloroso.

Di tutti i livelli di lettura su cui lavora Perfect Blue, quello che ci interessa riguarda un certo modo di rappresentazione del distaccamento dalla realtà. Lentamente Mima perde contatto con il mondo reale perché nella sua mente si sovrappongono varie immagini di ordini temporali ed oggettuali diversi. Il suo passato da Idol con le Cham e il suo futuro da attrice si amalgamano in un nuovo livello in cui si scontrano costringendoci a ripensare il concetto stesso di presente.

Ciò che c’è stato prima diventa passato grazie all’azione della memoria che ne proietta le ombre nell’interiorità dell’animo, combinandole per creare ciò che per tutti è la nostra presenza attuale: quello che comunemente chiamiamo Io.

Perfect Blue

Definire il nostro Io non è semplice. Esso è mutevole, incline al cambiamento, continuamente costretto ad affrontare fattori esterni non dipendenti da noi da cui tuttavia non è possibile fuggire. Sono quelle esperienze che ci definiscono, arrivando a volte a costruire delle gabbie da cui è difficile uscire. La nuova carriera di Mima infatti si complica a causa della fama conquistata come Idol, una figura in cui rimane intrappolata. Per uscirne è costretta ad accettare ruoli disdicevoli, girando scene al limite, che le causano dei traumi.

Da una parte Mima si convince a mostrare il proprio corpo nudo fisicamente, dall’altra, ad un livello ancora più intimo, su internet uno stalker scrive un diario dal suo punto di vista sorprendentemente vicino alla realtà.

La spersonalizzazione di Mima avviene dunque a causa di vari elementi. Prima, non riuscendo a riconoscersi dopo aver ceduto alle proposte di sceneggiatori e fotografi, poi, quando qualcuno tenta di assumerne l’identità su un blog online e, infine, quando a causa di questi avvenimenti inizia a vedere la vecchia Mima che sostiene di essere la vera Mima. Le individualità frammentate della protagonista esistono nello stesso momento e ciò causa della fratture nello spazio-tempo che Satoshi Kon rappresenta abilmente attraverso una messa in scena che toglie gradualmente i punti di riferimento allo spettatore.

Perfect Blue

In questo modo, la narrazione di Perfect Blue agisce su un livello inconscio ed uno più concreto e razionale, nella misura in cui ci coinvolge nel turbinio folle di Mima mentre ci conduce per mano verso la riflessione sulla valenza dell’identità umana nel momento in cui ogni valore si perde. Se è vero che essa si costruisce lentamente col tempo, attraverso le esperienze personali e i fattori esterni, è anche vero che può vacillare rapidamente in qualsiasi momento. Con il suo primo lungometraggio, Satoshi Kon racconta la storia di una Idol che è in realtà la storia di tutti noi, e di come l’umanità sia fragile, mutevole, sempre incline al cambiamento.

Leggi anche: Rei Ayanami – C’è qualcuno là fuori, al di là della soglia?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Il Nuovo Cinefumetto – La Poetica Anti-Marvel

Da qualche tempo stiamo assistendo alla nascita di un nuovo tipo – o meglio, della rivisitazione di un vecchio genere – di film ,...

Scorsese e il Gangster – Il Lato Oscuro del Sogno Americano

  “Quando si è cresciuti a Little Italy, che cosa si può diventare, se non gangster o prete? Ora, io non potevo essere né l'uno né...

Agente Smith – Il Carceriere delle Coscienze

Agente Smith. In un futuro non troppo distante, le macchine si sono ribellate a noi. Ne è conseguita una feroce guerra, che ci ha visti...

New York New York – Il magico accordo

Il giorno della vittoria: 2 settembre 1945. È ufficiale: la resa del Giappone. Ovunque, folle in delirio. La guerra è finita e Times Square...