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RNFF: Once Upon a Time in London – il Gangster Movie di Simon Rumley

Il regista inglese Simon Rumley è ormai una presenza fedelissima al Ravenna Nightmare Film Festival. Con film come Red, White & Blue e il conturbante Fashionista, Rumley ha sempre dimostrato un profondo interesse verso quell’affascinante “lato oscuro” del cinema, di cui il festival ravennate si fa portavoce da ormai diciassette anni. Presente anche a quest’ultima edizione, il regista ha presentato la sua ultima opera: Once Upon a Time in London, avvincente gangster story basata su fatti realmente accaduti in Inghilterra.

Once Upon a Time in London

Come ci ha riferito lo stesso Rumley, si tratta del primo lungometraggio di cui non ha scritto la sceneggiatura, limitandosi al lavoro dietro la macchina da presa. Coprendo un ampio arco temporale, Once Upon a Time in London narra le vicende criminali di due tra i gangster più celebri della storia inglese: Jack “Spot” Comer (Terry Stone, anche produttore del film) e Billy Hill (Leo Gregory), che dominarono con estrema violenza la scena della criminalità organizzata tra gli anni 20 e gli anni 50 del secolo scorso.

In linea con il grande consenso sempre ottenuto dal genere, anche Simon Rumley ha deciso di cimentarsi nella realizzazione di un gangster movie. Illustri esempi come la serie britannica Peaky Blinders o il recentissimo The Irishman di Martin Scorsese, dimostrano come il pubblico ami ancora oggi assistere alle violente imprese di questi controversi personaggi. Rumley sceglie quindi di portare su schermo il lato oscuro dell’individuo, tema molto caro alla sua filmografia, narrando una violentissima lotta di potere tra criminali.

La violenza, nella sua forma più cruda, è infatti protagonista assoluta di questa pellicola: senza alcun tipo di edulcorazione, il regista decide di mostrarci molte scene esplicite di pestaggi, risse, omicidi. Questo per ricordarci che questi individui, per quanto possano di primo impatto affascinarci, erano in sostanza dei violenti criminali senza scrupoli, artefici della distruzione di moltissime vite.

Once Upon a Time in London

Quel favolistico “C’era una volta” del titolo, oltre che costituire un esplicito omaggio al capolavoro di Sergio Leone, è anche e soprattutto una strizzata d’occhio alla mitizzazione della figura del gangster. In particolare ciò avviene con il personaggio di Billy Hill: soprannominato Il padrino di Londra, il gangster acquisì fama mondiale anche attraverso la personale narrazione delle sue imprese ad un giornalista. Gli orrendi crimini di cui si macchiò negli anni divennero così elementi di una storia, di un mito, tremendo e affascinante al tempo stesso.

Lode alla fedele ricostruzione storica dell’epoca, nonostante lo scarsissimo budget a disposizione. Scenografia, costumi, musiche sono tutti tasselli che ricostruiscono una lunga epoca di cambiamenti sociali e politici, che vanno inevitabilmente ad influenzare le vite dei protagonisti. Ad esempio, Comer lotta a lungo per conquistarsi il rispetto degli altri criminali perché è ebreo, elemento che lo rende un personaggio molto più emotivo rispetto al freddo e calcolatore Hill.

Nonostante una gran cura in riferimento al contesto, la pecca di Once Upon a Time in London risiede però proprio nella caratterizzazione dei due protagonisti. Ci viene offerto un background delle loro vite, eppure si ha la sensazione che tutto rimanga in superficie. I migliori gangster movie ci hanno insegnato che, nonostante le terribili azioni commesse, anche questi personaggi sono sfaccettati esseri umani, rendendo in questo modo possibile allo spettatore affezionarsi a loro. Purtroppo in questa pellicola ciò non accade: Jack Comer e Billy Hill appaiono distanti al pubblico, impedendo questo processo di empatia.

Once Upon a Time in London

Complice certamente la sua assenza in sede di sceneggiatura, Once Upon a Time in London non è il miglior film realizzato dal regista inglese. Resta comunque un prodotto ambizioso e affascinante, che conferma ancora una volta il talento di un cineasta indipendente e semisconosciuto come Rumley.

Leggi anche: RNFF- Once upon a time in London- Conversazioni con il regista Simon Rumley

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