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Lamezia International Film Fest- Quando il cinema si trovò di fronte a un piatto di ‘nduja

Durante la serata conclusiva del Lamezia International Film Fest veniamo tutti invitati a cenare in un’antica masseria. È buio e tira un forte vento. Insieme agli organizzatori del festival, entro subito in questa suggestiva location e mi trovo davanti a una scena quasi surreale: Mario Martone, Isabella Ferrari, Jean Jacques Annaud e le Coliche si trovano tutti insieme seduti allo stesso tavolo a mangiare pane e ‘nduja, ridendo, bevendo vino e chiacchierando allegramente. Ma che succede? Come fanno individui così diversi a ritrovarsi seduti a un unico tavolo? Per capirlo, bisogna fare qualche passo indietro…

Nel mio viaggio attraverso i vari festival italiani mi capita di avventurarmi al Lamezia International Film Fest. Vi chiederete: cosa spinge un ragazzo di Ravenna a prendere due aerei, un treno e un autobus e farsi quattro ore di viaggio per arrivare in Calabria? La risposta è più semplice di quello che si possa credere. In primis il Lamezia International Film Fest vanta un carnet di grandissimi ospiti. Infatti dopo aver saputo che al festival sarebbero stati presenti Jean Jacques Annaud, Mario Martone, Isabella Ferrari, Le Coliche, The Pills e Nanni Bruschetta, la scelta di partecipare era già stata presaLamezia International Film Fest

Tuttavia, oltre a questo ricco carnet, è proprio il concept del festival ad attrarre gli spettatori. L’obiettivo del  Festival è infatti quello di mostrare il cinema nel suo aspetto più cosmopolita, dinamico e interattivo: dunque si cerca di far incontrare il cinema d’autore con quello di genere, la webserie con il Colossal, il cinema italiano con quello internazionale, cercando di rompere qualsiasi frontiera.

Insomma, il Lamezia International Film Fest non disdegna nessun tipo di cinema, ma anzi cerca di abbracciare qualunque forma di audiovisivo che lo spettatore si sta abituando a vedere. Il motivo? Promuovere la cultura attraverso la visione e rendere il pubblico sempre più consapevole di quello che stiamo vivendo oggi. Perciò, non è casuale la nascita di una collaborazione anche con il Ravenna Nightmare Film Fest, festival dedicato al lato oscuro del cinema indipendente, con cui si sta sviluppando un solido legame.Lamezia International Film Fest

Ma come è nato il festival? Il Lamezia International Film Fest nasce da un’idea di Gianlorenzo Franzì, giornalista e scrittore che ha voluto rendere la sua città un epicentro cinematografico unico nel suo genere. Gianlorenzo è infatti un direttore artistico da cui tutti dovrebbero prendere esempio. Appassionato di cinema, determinato, intelligente e con un enorme senso pratico, guida il suo festival senza scendere a compromessi, dimostrando che il cinema può essere non solo uno strumento di analisi del mondo moderno, ma anche uno strumento di valorizzazione del territorio in cui viene mostrato.

Ma ogni grande direttore, si sa,  è tale se è accompagnato da uno staff che sia alla sua altezza. E infatti un altro aspetto che rende il festival unico nel suo genere è il calore e la professionalità che contraddistingue il team di lavoro: un piccolo gruppo di persone che, per quanto ridotto, svolge il suo lavoro al massimo delle sue potenzialità, con entusiasmo e passione.

Lamezia International Film FestMa la mission del festival è davvero attuabile? È davvero possibile conciliare tutti i tipi di cinema in un’unica visione? Per rispondere a questa domanda basterebbe vedere le foto di fine festival, le foto che ritraggono tutti quegli ospiti che ho citato precedentemente, discutere e parlare amabilmente davanti a una tavola imbandita. Quando ho visto che tutti quei registi e quegli attori si potevano riunire davanti a un piatto di ‘nduja dialogando pacificamente, ho capito che davvero non ci sono limiti a quello che il cinema può raggiungere. E tutte le polemiche, le critiche e le distanze sono davvero senza senso.

Quindi per concludere, non posso solo dire che una manifestazione culturale come il Lamezia Film Fest non può fare altro che valorizzare il territorio che rappresenta, conciliando perfettamente il grande cinema internazionale con la bellezza del territorio e creando così un unicum inscindibile, che trasmette valore all’intera comunità di riferimento. Per questo consiglio a tutti di recarsi a questo festival dove l’amore per il cinema diventa anche amore per la cultura.

Leggi anche: Ravenna Nightmare film Fest-Non solo horror ma molto di più

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