Home News e Animali Notturni The Irishman - La vera storia di Hoffa e Frank Sheeran

The Irishman – La vera storia di Hoffa e Frank Sheeran

The Irishman, l’ultimo gangster movie targato Martin Scorsese, ha riscosso molto successo sin dalla sua prima apparizione, seppur breve, sul grande schermo. La narrazione lineare e mai troppo complessa della trama rende la pellicola scorrevole, nonostante le tre ore di proiezione.

La minuziosa descrizione dell’ascesa di Sheeran nelle gerarchie mafiose dell’america degli anni ’60, e i legami della malavita con i centri di potere governativi arricchiscono la trasposizione cinematografica del regista rendendola un’opera di grande valore.

Ma a mantenere attiva la concentrazione degli spettatori è soprattutto la caratterizzazione dei personaggi. Se da un lato Frank Sheeran diventa un assassino per necessità, dall’altro Jimmy Hoffa lo diventa per vocazione, brama di potere. Ma chi sono Jimmy Hoffa e Frank Sheeran? Cosa c’è di vero nel film di Scorsese? Noi della settima arte vogliamo raccontarvelo.

Frank Sheeran, the irishman.

Il camionista di origini irlandesi interpretato da De Niro, che si converte alla vita malavitosa diventando un sicario, è il narratore del film. Vediamo quali parti del suo racconto trovano riscontro nella realtà oggettiva. Sheeran nacque nel 1920 e morì nel 2003.  È certamente vero che combatté in Europa durante la Seconda guerra mondiale, ma non c’è modo di sapere se e quanti prigionieri nemici uccise in quella guerra.

È vero che incontrò Bufalino e finì a lavorare anche per la mafia, e in seguito per Hoffa, diventandone amico. Sono veri anche gli altri principali dettagli della sua biografia, compresi i due matrimoni. Ma non ci sono prove rilevanti del fatto che possa aver compiuto decine di omicidi per la mafia, né  che abbia avuto un ruolo in eventi come l’omicidio del presidente Kennedy o nell’ invasione della Baia dei Porci di Cuba.

In The Irishman, l’evento che decide la sorte di Hoffa è la serata organizzata a Philadelphia in onore di Sheeran, a cui sono presenti sia Bufalino che Hoffa, ancora ostinatamente convinto di riprendersi il sindacato, nonostante gli evidenti messaggi per fargli capire l’impossibilità della cosa. In questo caso il film si è preso qualche libertà rispetto al libro ma è lecito pensare che, bene o male, le posizioni degli interessati fossero più o meno quelle. Hoffa che non voleva cedere, Bufalino che glielo chiedeva con sempre maggiore decisione, e Sheeran nel mezzo.

È vero anche che nel 1975 ci fu un matrimonio a cui Hoffa avrebbe dovuto partecipare. Quel che si sa è che Hoffa fu visto per l’ultima volta il 30 luglio 1975 in un ristorante fuori Detroit, dove secondo l’FBI è probabile che si trovasse anche Sheeran. Il problema è che, come ha scritto Esquire, da allora almeno “14 persone hanno detto di aver ucciso Hoffa”.

James Riddle Hoffa, il sindacalista

Il personaggio interpretato da Al Pacino in The Irishman è senza dubbio il più controverso e popolare tra tutti gli altri: per quanto fece in vita, raggiungendo una popolarità che nel film si dice essere paragonabile a quella dei Beatles, ma ancora di più per la sua morte.

Hoffa nasce nel 1913 e diventa sindacalista dell’International Brotherhood of Teamsters (IBT), in breve “Teamsters”, la principale associazione di autotrasportatori del Nordamerica. Hoffa, dopo quarant’anni di servizio, diventa presidente del sindacato nel 1958. Potente e influente,arriva ad avere  un milione e mezzo di iscritti. in parte grazie al suo lavoro, in parte grazie ai suoi legami malavitosi. Proprio a causa di questi rapporti, la sua vita prende una piega inaspettata.

Frode, uso illecito di fondi pubblici e tentata corruzione, lo portano nel 1967 ad una condanna di  13 anni di carcere, salvo uscire cinque anni dopo grazie a una decisione del presidente Richard Nixon, provando – senza riuscirci – a riprendersi il controllo del sindacato. È vero che Robert Kennedy, fratello di John Fitzgerald, provò con insistenza a farlo incriminare, molto probabilmente a ragione. Hoffa sparì nel luglio 1975 e mai nessuno è stato condannato per il suo omicidio. Per alcuni anni proseguirono le ricerche, finché nel 1982 fu ufficialmente dichiarato morto, sebbene non si fosse trovato il cadavere.

Leggi anche: Toro scatenato – Le mani piccole

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