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I nostri 10 (+2) film preferiti del Decennio

Introduzione

Il decennio 2010-2019 è stato un periodo di grandi innovazioni tecniche, del ritorno delle grandi storie americane e dell’esaltazione dei temi più presenti nella nostra quotidianità, con alcuni grandi film che hanno deciso di basare la propria narrazione proprio su piccoli spaccati delle vite di persone comuni.

Non è mancata, ad ogni modo, la Musa che da sempre è ispirazione di questo sito, ovvero la Poesia che invade le grandi pellicole, quelle che riescono a evocare sensazioni quasi sconosciute, intersecandosi con letteratura, filosofia, scienza e, come è normale che sia, tutte le altre Arti, in quanto il Cinema è sublimazione delle altre.

Con la solita passione per questa Poesia e l’imprevedibile pluralità propria della nostra Redazione, ecco i nostri 10 migliori film di questo decennio cinematografico, senza ombra di dubbio uno dei più complessi. I film, in verità, saranno 12, dato il clamoroso ex aequo della posizione 10.

Buona lettura e Grazie a tutti Voi per questo meraviglioso viaggio.

10 (ex aequo) –  Grand Budapest Hotel (Wes Anderson, 2014);

Animali Notturni (Tom Ford, 2016);

The Irishman (Martin Scorsese, 2019) 

Questo splendido ed eterogeneo trio conferma, come abbiamo ampiamente descritto nel nostro ultimo Magazine Cartaceo, come la favola stia prepotentemente tornando nel Cinema americano contemporaneo, mischiandosi, confondendosi e confrontandosi con la realtà, che ne rappresenta il fine. Si parla di tre favole profondamente diverse, ma con delle similitudini nell’impianto narrativo e soprattutto nel modo in cui il contenuto arriva allo spettatore.

Quella di Wes Anderson è la più standardizzata, come suggerisce lo stile del regista texano, sempre sospeso tra sogno e poesia, ma con avventure talvolta così complesse da essere assimilabili al Cinema giallo. Grand Budpest Hotel è il perfetto manifesto del cinema andersoniano, un’opera con un ritmo altissimo e una resa visiva perfetta, che dal primo all’ultimo minuto ci fa immergere nel suo mondo fatto di personaggi particolari, colori sgargianti e imprese da superare.

Tom Ford, invece, racconta una favola cruda adattando per il Cinema Tony e Susan di Austin Wright, ovvero la storia di uno scrittore che invia il suo ultimo manoscritto all’ex moglie, un romanzo che si rivelerà ponte tra i due, ma anche ennesima arma per marcare la loro separazione. La struttura del film è particolarmente affascinante: vediamo alternarsi, lungo tutta l’opera, la vita di Susan da un lato, comprese le letture notturne dell’opera scritta da Edward, e dall’altro il contenuto del libro stesso, una storia di vendetta cruda e violenta. Il risultato è un thriller noir contenuto all’interno di un dramma, una delle pellicole più suggestive del decennio.

Su The Irishman abbiamo scritto tanto e potremmo andare ancora oltre. L’ennesimo incredibile gangster movie di Scorsese vive dei forti intrecci tra sindacati e malavita, tra Jimmy Hoffa e Russell Buffalino, i grandissimi Al Pacino e Joe Pesci; tra di loro c’è l’umile e fedele irlandese, lo straordinario Frank Sheeran di Robert De Niro. Le tre ore e mezza di durata della pellicola sono una meraviglia continua, un susseguirsi di grandi scene, lunghi dialoghi e le riflessioni del Maestro Scorsese sull’anzianità, il tempo che scorre, la porte che si chiudono. Indubbiamente uno dei migliori film del 2019.

9 – Dogman (Matteo Garrone, 2018)

Dogman è uno dei capolavori del cinema italiano contemporaneo. Garrone si ispira al delitto del Canaro, un efferato omicidio che si è consumato nei sobborghi di Roma nel 1988, per raccontare un’asciutta storia di vendetta. Il film narra la vicenda di Marcello, un proprietario di toeletta per cani e piccolo spacciatore, e di Simone, l’ex pugile che lo bullizza e che intrattiene contatti con lui soprattutto per la cocaina. Garrone decide di mostrare la crudezza della periferia romana girando un film fortemente legato alla brutale realtà di strada, nella quale o ci si adatta o si perisce.

Marcello è un eroe per i suoi valori ma al contempo un antieroe per il contesto in cui vive, dato il suo piccolo fisico e il suo animo gentile. Ecco perché sarà la sua scaltrezza a risultare determinante. In questo periodo, nel quale il Cinema italiano è in grande ascesa, Dogman rappresenta un apice, ed è ancora inspiegabile come sia mancata la nomination per il miglior film straniero a un’opera che ha tanto da insegnare anche a molti cineasti d’oltreoceano.

8 – La La Land (Damien Chazelle, 2016)

Non poteva mancare il film musicale per eccellenza di questo secolo. Dal momento della sua uscita nelle sale del mondo, La La Land è diventato un instant classic, un film destinato a restare impresso nella storia del Cinema. Il merito è soprattutto dell’idea di Damien Chazelle di ripescare gli stilemi del musical classico, rivestendoli, però, delle problematiche che i giovani si trovano ad affrontare in questa difficile epoca, che spesso non concede spazio per l’amore da sogno e per le relazioni perfette, anche per la più idilliaca, interpretata perfettamente nel film da Ryan Gosling ed Emma Stone.

Quindi lentamente l’egoismo e l’ambizione individuale sostituiscono il romanticismo sognante della prima parte del film. Ambizione, quindi, un tema ricorrente nei tre film che hanno catapultato Chazelle tra i registi più in vista a Hollywood, e La La Land è il perfetto tramite tra quella assurda di Whiplash e quella che porta alla realizzazione in First ManLa seconda opera, però, resta la più riuscita del regista finora.

Matteo Melis
"Il segno è qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcos'altro, sotto certi aspetti o capacità" (C. Sanders Peirce)

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