Home Nella Storia del Cinema Rosemary's Baby - L'Orrore è tra noi

Rosemary’s Baby – L’Orrore è tra noi

Alla sua prima grande produzione hollywoodiana Roman Polanski gira una delle pellicole più influenti della storia del cinema. Rosemary’s Baby (1968) è infatti un film capace di ridefinire i canoni dell’horror: Polanski sfrutta le tecniche hitchcockiane per creare un autentico crescendo di tensione di oltre due ore, ma inserendo l’elemento sovrannaturale tipico dell’horror classico.

Una parte consistente della grandezza del film risiede nella scelta di girare un horror ambientato a New York, la metropoli per eccellenza. Fino agli anni ’60 infatti il cinema horror nella maggioranza dei casi era legato al gotico, caratterizzato da ambientazioni ottocentesche, ben lontane dalla quotidianità dello spettatore. In Rosemary’s Baby, invece, l’autentico orrore è direttamente legato al fatto che la protagonista, una giovane Mia Farrow, è una donna del proprio tempo come tante altre.

Nel suo capolavoro Polanski decide di affrontare il male nella società, tema principe all’interno della sua filmografia, e non può che farlo mettendo al centro della narrazione la metropoli simbolo della contemporaneità. Non a caso la narrazione inizia con il trasferimento dei Woodhouse nella loro nuova casa; il film si apre con una sequenza finalizzata a determinare da subito il luogo e il tempo in cui gli eventi accadono, con una panoramica della città di New York.

La potenza del film di Polanski risiede probabilmente nella sua capacità di centellinare il sovrannaturale, utilizzandolo come mezzo, non come fine. Si tratta di una caratteristica che ha accompagnato i capolavori dell’horror fin dalle sue origini, non solo cinematografiche ma anche letterarie. In Rosemary’s Baby del resto, prima dell’incredibile finale, la componente demoniaca è tutto fuorché preponderante. La tensione nel film non è generata da accadimenti sovrannaturali, ma dalla paranoia della protagonista, che con lo scorrere dei minuti della pellicola si rende progressivamente conto di non potersi fidare di coloro che la circondano.

Rosemary’s Baby è un film sul male e su come esso possa essere intorno a ognuno di noi. La setta satanica all’interno del film è metafora del male assoluto, ma osservando singolarmente i suoi componenti ci rendiamo conto di come il focus di Polanski sia molto più terreno. Ciò che il regista ci vuole comunicare è l’impossibilità di fidarsi perfino dei soggetti apparentemente più innocui o quelli più affidabili. I Castevet sono apparentemente un’innocua coppia di anziani, il cui massimo difetto sembra quello di essere un po’ invadenti. Il dottor Sapirstein è quasi un’istituzione, noto in tutta la città per la sua competenza. Anche se i suoi metodi possono sembrare a volte discutibili, la sua autorevolezza rende impossibile contestarlo.

Il film di Polanski è, una volta spogliato della componente sovrannaturale, una pellicola sulla fiducia e sul tradimento della fiducia. Rosemary lascia entrare Roman e Minnie Castevet nella sua vita, accetta il loro invito a cena poiché i due le fanno tenerezza. Eppure questo si rivelerà il più grande errore della sua vita. Decide di abbandonare il suo ginecologo, il dottor Hill, affidandosi su suggerimento dei Castevet alle esperte mani del dottor Sapirstein, ma anche questa si rivelerà una scelta sbagliata. Perfino quando, in preda a una ormai totale paranoia, si rivolge disperata al dottor Hill questi, pur essendo del tutto estraneo al complotto, tradisce la fiducia della donna.

Il tradimento più grande che Rosemary subisce arriva però dalla persona a lei più vicina, suo marito. Guy, attore in cerca di successo, accetta di vendere la moglie per la ricchezza e il successo e non mostra il minimo rimorso. Non solo, a giochi ormai fatti, egli si comporta come se nulla fosse accaduto ed è quasi stupito dal fatto che Rosemary non approvi il suo piano, che li avrebbe portati ad una vita agiata da alta borghesia.

Il tema portante all’interno di Rosemary’s Baby è dunque la corruzione dell’uomo del ventesimo secolo. Guy, per molti aspetti l’autentico antagonista del film, è un personaggio senza scrupoli, disposto a passare sopra qualsiasi cosa o persona pur di raggiungere la fama a cui ambisce. È il simbolo di una società che sta perdendo i suoi valori. È accecato da un’idea di benessere e di ricchezza che mette costantemente al primo posto, anche a discapito di sua moglie e del suo primogenito.

Guy, a differenza degli altri personaggi coinvolti nella setta, non è satanista. È soltanto un opportunista privo di alcuna forma di empatia.  Si allea con la setta per far perdere la vista a un suo collega in modo da ottenere la sua parte. Collabora per far sì che Hutch, amico della moglie, venga eliminato quando rischia di diventare un ostacolo per la riuscita del piano della setta. Oltre ovviamente ad accettare che sua moglie, all’insaputa della stessa, porti in grembo il figlio del diavolo.

Polanski in tutto il film mette in scena Rosemary come una donna in balia degli eventi e controllata da coloro che la circondano. È una persona mite e impiega buona parte della pellicola prima di reagire a ciò che le sta accadendo. Il personaggio di Mia Farrow infatti, pur essendo l’unico positivo tra quelli principali, non è esente dalla critica sociale messa in scena da Polanski. Rosemary per via del suo carattere è infatti la persona perfetta per subire un tale tragico destino. Per due terzi del film accetta passivamente ciò che il marito, il medico e perfino i Castevet le impongono.

Polanski con il suo personaggio mette in atto una critica al conformismo che circonda la società attuale. L’individualità di Rosemary viene costantemente annullata: ella viene criticata quando decide di provare un nuovo taglio di capelli, viene scoraggiata quando cerca di riavvicinarsi alle amiche che non frequentava più da mesi. La più grande ed evidente forma di appiattimento che il suo personaggio subisce consiste nella ripetuta imposizone di non leggere; inizialmente questo accade quando lei incontra il dottor Sapirstein, che le dice di non leggere alcun libro in tema gravidanze ma di rivolgersi solo a lui, successivamente lo schema si ripete quando Guy prima allontana e poi getta via il libro sulla stregoneria regalato da Hutch alla donna. Nonostante qualche malumore, Rosemary accetta passivamente tutto ciò.

Pur essendo protagonista della storia, Rosemary non prende mai il controllo della situazione. Quando prova a reagire è ormai troppo tardi. Questa sua passività la rende quasi spettatrice della storia, amplificando il senso di immedesimazione del pubblico nella donna.

La caratterizzazione della protagonista è ciò che rende credibile l’amaro e potentissimo finale. La donna, credendo giustamente che il figlio le sia stato portato via, si introduce nell’appartamento dei Castevet con un coltello in mano. Qui però scopre come il bambino da lei partorito non sia figlio di Guy, ma del diavolo. Dopo l’iniziale orrore però, Roman la invita a comportarsi da madre per suo figlio. Rosemary, pur essendo emotivamente devastata, accetta. Si compie così la sua resa incondizionata e cade ogni resistenza da parte sua. Se nell’ultima parte del film la donna ha qualche forma di reazione, volta a difendere l’incolumità di suo figlio, ora è del tutto sconfitta. Non ha più nulla per cui combattere. Pur rimanendo una pura, alla fine è anche lei corrotta.

Rosemary’s Baby è un film potentissimo, che riesce ad essere tale per l’importanza dei temi trattati, ch sono ancora attuali dopo oltre cinquant’anni. Polanski confeziona un horror sovrannaturale dando al sovrannaturale pochissimo spazio, riuscendo attraverso esso ad elevare il film, piuttosto che a svilirlo. Non a caso gli unici elementi paranormali nel film sono in scena in una sequenza che mescola la realtà all’onirico. Perfino nella sequenza conclusiva, forte della rivelazione finale, tutto ciò che è in scena è concreto. Polanski non mostra l’aspetto mostruoso del bambino, ma lo lascia all’immaginazione dello spettatore, mostrando solo l’inquietante e gigantesca culla nera che lo avvolge. Tutto ciò rende Rosemary’s Baby un capostipite dell’horror moderno, capace di arrivare a tutti mandando un messaggio tanto semplice quanto inquietante: al posto della protagonista potrebbe esserci chiunque.

Leggi anche: Rosemary’s Baby – Il film maledetto: 5 aneddoti inquietanti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Il Gangster Movie – In equilibrio tra il bene e il male

Uno dei personaggi più familiari del cinema è la figura del gangster. Il gangster movie è uno di quei generi cinematografici che ha più contraddistinto...

Lo slasher – Storia di un genere fatto di coltelli e sangue

L’horror è uno dei generi cinematografici più diffusi e prolifici, che nel corso dei decenni ha subito molti mutamenti e contaminazioni. Un genere con...

The Wrestler e l’ideale dell’ostrica

L’incontro verte ormai al termine. L’Ayatollah è a terra, aspetta solo di essere “schiantato” dalla Ram Jam, la mossa finale con cui il campione...

Chi è la famiglia Silente? La storia di Ariana e Aberforth – La Settima Arte

Il mondo di Harry Potter è un mondo magico, che ha accompagnato quanti di voi staranno leggendo, magari ormai adulti, da quando erano solo...