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Scene da Oscar 2020: Piccole Donne

Sposate o morte, queste sono le due possibilità riservate alle figure femminili nella letteratura della seconda metà dell’800 perché essi abbiano successo. O almeno, così afferma l’editore dei racconti di Jo March all’inizio del film. Così purtroppo sembra essere anche il caso per i personaggi femminili del film, con le Piccole Donne che finiscono infatti o sposate o – in un caso – morte.

Questo è vero per tutte le sorelle tranne una: Jo March, protagonista spirituale della pellicola e alter-ego della regista Greta Gerwig. La sua storia è più moderna di quanto possa sembrare, essendo la ragazza profondamente indipendente, desiderosa di trovare la propria affermazione nella vita lavorativa e in quella privata senza l’ausilio di una figura maschile al proprio fianco.

Piccole Donne è il dolcissimo coming of age di un gruppo di sorelle fra cui spicca proprio il personaggio di Jo, la cui storia apre e chiude gli eventi a schermono. Le vicende personali delle sorelle March le portano gradualmente ad allontanarsi da l’un l’altra. Gli spettatori quindi condividono la solitudine di Jo e il suo difficile tentativo di scalata sociale.

piccole donne

Come scrittrice di brevi racconti, tuttavia, Jo si trova costretta a sottostare costantemente alle regole commerciali dell’editoria. Come Greta Gerwig vuole raccontare la storia delle sue Piccole Donne, così i racconti di Jo March hanno per protagonista un personaggio femminile che si oppone al patriarcato e all’istituzione del matrimonio. Eppure, sarà proprio questo spirito inconciliabile con il pubblico del periodo a causarne il parziale insuccesso. Almeno all’inizio della pellicola.

Nel finale invece ha luogo un terremoto che scuote l’animo di Jo e ne scrolla via le insicurezze, donandole il coraggio e la fermezza necessarie per scrivere il libro che ha sempre voluto, dominato da un personaggio femminile forte e indipendente.
È inequivocabilmente la storia di Jo e delle sue sorelle.
Il suo lavoro procede a ritmo serrato, senza pause, eccetto poche ore dedicate al sonno, fino al completamento dell’opera. La successiva sequenza è la più importante della pellicola, in cui realtà e finzione si mischiano fino a fondersi.

Dopo aver letto la lettera in cui l’editore le comunica il suo rifiuto di pubblicare il libro, la madre chiama la ragazza al piano di sotto. Friedrich, un vecchio amico di Jo, è venuto a farle visita. Il ragazzo viene invitato a cena, e tutta la famiglia si riunisce in quello che sembra essere a tutti gli effetti il preludio ad un lieto fine. La cena procede perfettamente, ogni personaggio si trova in compagnia di qualcuno. Alla fine anche la tempestosa Jo March sembra aver accettato l’idea di una relazione, e si trova a suo agio nonostante il fallimento del libro.

piccole donne

Alla fine della cena, Friedrich afferma di voler partire per Los Angeles, dove Jo non avrebbe più occasione di rivederlo. Mentre Friedrich si dirige alla stazione, Jo, con il supporto della sua famiglia, si lancia al suo inseguimento per impedirgli di partire e confessare il suo amore. Nel frattempo, ci vengono mostrate le figlie dell’editore, che trovano il manoscritto di Piccole Donne e implorano il padre di sapere come continua la loro storia.

In un climax frenetico, Jo arriva alla stazione e si dirige di corsa verso Friedrich. Proprio all’apice della tensione, il film compie una brusca frenata e ci riporta all’interno dello studio dell’editore, con Jo seduta davanti a lui.
Nel dialogo fra i due scopriamo che la vicenda di Friedrich appartiene sia alla realtà che alla finzione del libro. La protagonista ha dovuto inserirla proprio a causa delle pressanti richieste dell’editore, a cui cede finalmente, accettando l’amore anche all’interno della propria vita.

L’inseguimento può quindi proseguire da dove era stato interrotto. Nel libro, Jo trova l’amore e decide di sposarsi, acconsentendo al compromesso più volte respinto nel corso del film. Il libro viene pubblicato, e grazie ai compensi ottenuti Jo apre una scuola nella vecchia casa della zia defunta.

La scena è magistrale non solo per la facilità con cui le vicende del libro e quelle del mondo reale convivono metanarrativamente, ma anche per la riflessione che impone su temi come lavoro, vita privata e relazioni amorose. Il percorso di maturità compiuto da Jo March la porta a compiere una retrosprospettiva sui temi presenti sin dall’inizio di Piccole Donne.

La ribelle Jo ha finalmente trovato una realizzazione nella vita grazie alla necessaria accettazione di un compromesso con l’editore, ma prima di tutto con se stessa. La finzione del libro e la realtà della vita hanno entrambe trovato il proprio lieto fine, anche se profondamente diverso. Nel primo caso, il personaggio di Jo si innamora, decide di sposarsi e costruire una famiglia. Nel secondo invece, la ragazza riesce ad aprire una scuola, segnando indipendentemente il suo percorso.

La vita di Josephine March può dunque dirsi realizzata. La scuola aperta e gestita con le sorelle rappresenta il punto di arrivo della sua vita, una volta compresa l’importanza dei compromessi e della riservatezza.
Dopo aver fatto di tutto per emergere e distinguersi da una comunità in cui non si riconosceva, Jo ha ridimensionato le sue ambizioni. Aprire una scuola e scrivere un libro di successo senza scendere a compromessi è un traguardo intimo, in quell’intimità in cui risiede la felicità più autentica.

Guarda anche: trailer ufficiale Piccole Donne

Leggi anche: Scene da Oscar 2020: Parasite

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