Home News e Animali Notturni River Phoenix: la vera storia di un talento bruciato troppo in fretta

River Phoenix: la vera storia di un talento bruciato troppo in fretta

Quando aveva 17 anni mio fratello ha scritto queste parole: “Corri in soccorso con amore, e seguirà la pace”.

Questa è la frase che un visibilmente emozionato Joaquin Phoenix ha usato per chiudere il suo discorso di ringraziamento per il meritatissimo Oscar ricevuto per Joker lo scorso 9 febbraio. Fra le mani l’attore stringeva l’agognata statuetta, con la mente andava invece a suo fratello River, morto nel 1993.

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La famiglia Phoenix

River e Joaquin sono rispettivamente il primo e il terzo dei cinque figli di John Lee e Arlyn Sharon Bottom, due hippie statunitensi che nel 1978 cambiarono il loro cognome in Phoenix. A causa dei problemi economici della famiglia, i fratelli Phoenix iniziarono sin da giovanissimi a esibirsi come attori in varie competizioni, finché non vennero notati da un talent scout di Hollywood. Da quel momento i ragazzi iniziarono a lavorare nello show business prendendo parte a serie televisive e pellicole cinematografiche.

All’epoca però River spiccava su tutti. Forte della sua bravura e del suo fascino, partecipò a diversi film fra cui i cult Stand by Me e Belli e Dannati e ottenne numerosi riconoscimenti. Ma quella stella tanto promettente e talentuosa non era purtroppo destinata a brillare a lungo. La vita di River si spense infatti a soli 23 anni proprio davanti agli occhi di suo fratello Joaquin.river-phoenix

 

River Phoenix: una fine drammatica

La notte del 30 ottobre del 1993 River si trovava al Viper Room di Johnny Depp con un gruppo di amici. Fra loro c’erano anche sua sorella Rain e il giovane Joaquin che aveva appena 19 anni. Già da inizio serata River si comportava in modo strano, sudava visibilmente ed era molto pallido. Secondo alcuni testimoni il ragazzo si era anche recato in bagno con alcuni spacciatori e aveva assunto una dose di una potente eroina. Alcune ore dopo River si sentì davvero male, così la sua fidanzata dell’epoca e il fratello lo accompagnarono all’aria aperta.

Sul marciapiede del locale le cose si aggravarono ulteriormente. L’attore ebbe diverse crisi epilettiche e sbatté la faccia sul pavimento mentre sua sorella, nel frattempo accorsa fuori ad aiutarlo, cercava di rianimarlo. Attorno a lui si era creato un capannello di gente, ma nessuno voleva chiamare i soccorsi dato che tutti sapevano che River aveva fatto uso di stupefacenti. Alla fine Joaquin, in preda al panico, decise di telefonare al 911. Fu tutto inutile. Quando l’ambulanza arrivò River era già morto e il medico legale dell’ospedale in cui fu portato non poté fare altro che dichiarare che il giovane aveva avuto un’insufficienza cardiaca. Alcuni giorni dopo l’autopsia rivelò al mondo la drammatica verità: quel malore che aveva stroncato River era stato causato da un mix di droghe e farmaci.

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Una ferita ancora aperta

Il trauma derivato dall’aver visto morire il proprio fratello fra terribili sofferenze segnò molto la vita di Joaquin Phoenix. La spietata invadenza della stampa nel dolore dell’intera famiglia portò l’attore a prendersi una pausa dal mondo del cinema e ad allontanarsi da Hollywood. Solo dopo quasi un anno e mezzo da quella notte maledetta Joaquin decise di tornare davanti alla macchina da presa per Da Morire di Gus Van Sant. Per nostra fortuna, potremmo aggiungere, visto che in circa trent’anni di carriera l’attore ci ha regalato delle performance straordinarie.

Così non è invece stato per River. La giovane star era già stata scritturata per film come Intervista col Vampiro, Poeti dall’Inferno e Ritorno dal Nulla. Persino James Cameron ha ammesso che quando iniziò a concepire l’idea di Titanic aveva pensato a lui per la parte del protagonista maschile. Nulla di fatto. La morte aveva deciso di cambiare i piani del ragazzo privando noi spettatori un talento incredibile.

Fra tutti i suoi ruoli mancati forse però quello più significativo è quello per un film di Terry Gilliam. Il 31 ottobre il regista doveva incontrare River Phoenix per discutere di un progetto. Gilliam aspettò il ragazzo per ore. Purtroppo però a quell’appuntamento non si presentò nessuno.

 

Leggi anche: Toro Scatenato – La vera storia di Jake LaMotta, il Toro del Bronx

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