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Nuovi Luoghi | Intervista alla NAC, Nuova Accademia di Cinema

NAC – Nuova Accademia di Cinema.

Spesso, su magazine e siti di cinema, si parla di come registi, attori, sceneggiatori e altre maestranze siano arrivati al successo facendo della loro passione un lavoro.
Un semplice fruitore si accontenta delle curiosità e degli spunti dati da questi professionisti. In alcune persone, invece, ad un certo punto sorge una domanda: “Se io volessi imparare a fare cinema e non solo a fruirlo?”.

A Castellanza, in un punto strategico tra il capoluogo di provincia Varese e le città di Milano e Como, da poco più di un anno è sorta una nuova ed interessante realtà che mira a diventare un punto di riferimento per la zona: parliamo di NAC – Nuova Accademia di Cinema.


Ci siamo fatti raccontare di questo progetto da due dei suoi membri fondatori: Martina Rossi, presidente, e Claudia Pompa, responsabile dei corsi di sceneggiatura.

NAC

Iniziamo col raccontare chi sono i fondatori di NAC

Martina Rossi si forma in recitazione teatrale e successivamente cinematografica.

Claudia Pompa ha una formazione umanistica in lettere antiche e dal 2013 collabora come head writer per JunkFood Films.

Oltre loro, il nucleo fondante di NAC è completato da Tomaso Walliser, direttore didattico e fondatore di JunkFood Films oltre che regista e sceneggiatore, e Michele Ciardulli, regista e responsabile dei corsi di regia.

Cos’è NAC?

NAC – Nuova Accademia di Cinema è una realtà nata a Dicembre 2018. Tutti noi quattro membri fondatori avevamo formazioni diverse e tenevamo già dei corsi in sedi separate in base alle nostre specializzazioni. Ad un certo punto abbiamo capito che era arrivato il momento di unirci per dare vita a qualcosa di più grande: un luogo dove si incontrano appassionati di cinema e dove noi docenti cerchiamo di insegnare i trucchi del mestiere.

La chiave che ci può distinguere è un vero metodo di produzioneindustriale”. Spesso si associa questa parola a qualcosa di negativo e senz’anima, ma per noi ha un’altra valenza.

Vuol dire comprendere che il cinema è un’arte comunitaria, nata da tante menti e maestranze diverse che lavorano in armonia e con dei compiti precisi. È importante quindi imparare a fare squadra per esaltare le capacità di ognuno, senza pensare che un film sia frutto esclusivo della mente del singolo genio.

Avete parlato di “metodo”. Quali sono le vostre altre parole chiave?

Il nostro “motto” è: metodo, creatività, innovazione.
Oltre a quanto abbiamo già detto per il metodo, la creatività è ovviamente il punto focale da far emergere in ogni alunno che si approccia alla materia che sceglie.

Parliamo poi di innovazione perché vogliamo portare qualcosa di nuovo ai metodi produttivi italiani anche puntando, per esempio, a contenuti e temi nuovi a livello di sceneggiature e sperimentazioni di generi che, nel nostro Paese, spesso sono limitati sia per via delle risorse, sia per un’eccessiva codificazione dei generi. Vorremmo tentare di spaziare tra generi poco sondati come, ad esempio la fantascienza o il film d’azione.

Un altro esempio di innovazione può riguardare la recitazione: gli alunni vengono subito messi in rapporto con la macchina da presa, possono riguardare costantemente il materiale girato e così imparare a rapportarsi con questo mezzo e migliorarsi in funzione di un percorso prettamente cinematografico.

Che percorso offre la NAC?

I corsi sono di tre tipi. I più recenti che abbiamo introdotto sono i corsi passion. Sono più brevi dei corsi canonici (circa 12 lezioni da tre ore) che iniziano a dare l’idea della materia. Variano dalla recitazione, alla sceneggiatura, al videomaking e sono per chi, mosso da curiosità, vuole iniziare a capire di cosa si sta parlando.

I corsi pro derivano dall’idea di “from passion to profession”, sono trimestrali e variano tra le 60 e le 80 ore. Sono corsi che vanno dalla pre alla post-produzione in cui si prende in mano la materia in modo molto più approfondito, costantemente accompagnati dalla visione di materiale (qui una lista completa dei corsi disponibili).

Inoltre stiamo approcciandoci a livello embrionale ai corsi advanced, che nascono per proporre degli approfondimenti su aspetti specifici di determinate materie. Un esempio può essere un esercizio intensivo sulla scrittura del dialogo in fase di sceneggiatura. Ogni sceneggiatore approccia la narrazione in modo diverso. Poter capire come sviluppare un proprio modo di creare il dialogo è funzionale alla buona riuscita della storia.

Ogni alunno può poi costruirsi un percorso che preveda più discipline?

Il nostro obiettivo è quello di arrivare alla creazione di un vero e proprio percorso accademico triennale. Per il momento, con i corsi che gli allievi hanno a disposizione possono comunque costruirsi autonomamente un percorso multidisciplinare: si può iniziare con la regia per poi scegliere, ad esempio, cinematografia, montaggio o color grading.

Sfruttando le conoscenze già ottenute nei corsi precedenti, noi docenti cerchiamo di indirizzare gli alunni per far sperimentare loro nuovi input. Abbiamo visto che gli iscritti rimangono colpiti in positivo da questo metodo e tendono a costruirsi un percorso autonomo e spontaneo con il nostro sostegno.

Chi può iscriversi alla NAC? Qual è il vostro target di riferimento?

Il nostro unico target è la motivazione. Bisogna essere appassionati di film e vederne tanti. Quello è il fattore imprescindibile: avere davanti una persona che reagisce ad uno stimolo anche in modo inaspettato, perché quella persona può essere una fucina di creatività.

Al di là di questi dati più “sentimentali”, una fascia anagrafica ideale potrebbe essere quella tra i 20 e i 35 anni. Persone che, essendo giovani, possono non aver ancora avuto una formazione specifica ed essere plasmate totalmente. Ovviamente, però, anche persone già preparate e formate possono portare dei contributi che sono sempre ben accetti. Se si è mossi dalla stessa spinta, si riesce a non essere solo studenti passivi ma a interagire con la materia.

Siamo riusciti anche a creare un archivio di materiali liberamente fruibili che noi docenti possiamo consigliare di vedere di volta in volta in base all’argomento trattato.

Perché iscriversi ad un corso NAC?

Abbiamo un’ampissima ed approfondita offerta didattica che dà modo sia di leggere e interpretare un film in maniera diversa, sia di pensare al proprio lavoro in modo consapevole, comprendendo di essere un anello di una catena che si incastra con altre personalità al fine di creare un prodotto coerente e creativo.

All’interno dei corsi si fa tanta pratica ed è previsto subito il mettersi in gioco per creare qualcosa, anche insieme a compagni di altri corsi. Sono previste lezioni, per esempio, in cui gli allievi di recitazione e quelli di regia lavorano insieme per sperimentare la loro arte.

Un altro fattore che ha sorpreso gli allievi è che le classi siano molto piccole (tra le 5 e 8 persone). Alcuni si aspettano di essere solo dei puntini in fondo ad un’aula, mentre noi decidiamo di non eccedere per poterci concentrare al meglio su ogni persona per farla crescere meglio, con consapevolezza artistica.
Siamo anche simpatici! (ridono, ndr)

NAC

Ci sono autori o film che tutti i docenti hanno adottato come riferimenti insostituibili durante le lezioni, oppure ognuno va in base al proprio gusto e sensibilità?

Questa è una cosa interessante: all’inizio il nome della NAC doveva essere legato ad un regista che tutti e quattro adoriamo che è Tony Scott. Ci piaceva il suo metodo estremamente “denso” sotto ogni punto di vista. Questa densità spesso è stata vista come un caos (prendere ad esempio Domino), quando invece questa velocità forsennata e questa sperimentazione possono essere un modello.

Ironicamente, avevamo anche pensato ad una “dedica” alla casa di Zoolander! A parte la simpatia, Zoolander viene spesso proposto durante i corsi di recitazione perché fa capire quanto si possa sperimentare e rendere credibile qualsiasi cosa, anche quella più folle o sopra le righe!

Per sceneggiatura, un modello è Aaron Sorkin, poiché riesce a creare conflitto in ogni dialogo ma lasciando sempre una percezione di dinamismo ed energia. Da ogni scena si esce galvanizzati, se ne vuole di più, non si è mai svuotati o stanchi a prescindere dal tema trattato.

In ogni caso, comunque, i modelli sono principalmente anglosassoni: possiamo citare anche Il Signore degli Anelli per la regia.

Ci sono attività extra oltre ai corsi?

Noi proponiamo con piacere dei workshop di vario tipo. Stiamo sondando cosa piaccia e cosa possa attirare sia gli alunni, che persone esterne. Di solito sono nel weekend e sono di durata variabile tra la mezza giornata e la giornata intera.

Alcuni esempi: abbiamo proposto e riproporremo un laboratorio sulla stop-motion per genitori e bambini, dove i piccoli possono creare il loro personaggio e animarlo; altri sono più tematici o divulgativi, come imparare la scrittura di un cinecomic, oppure sul cinema orientale o sulla critica cinematografica.

Abbiamo in programma anche dei cineforum.

NAC

Un’ultima domanda: dopo aver portato a termine i corsi, c’è qualche modo per gli allievi di sperimentare i loro progressi realizzando qualcosa di concreto?

Abbiamo parlato molto del nostro metodo di produzione e ovviamente facciamo in modo di farlo sperimentare e vivere agli alunni.

NAC non è solo scuola, è anche una casa di produzione legata a JunkFood Films e propone delle esperienze di set realizzate a partire da progetti creati dagli sceneggiatori (sia di JunkFood, che dei corsisti di sceneggiatura di NAC). Creiamo corti cinematografici o anche alcuni episodi di serie tv originali in cui i corsisti si mettono in gioco esperimentano tutto ciò che hanno appreso.

Siamo ancora in fase sperimentale, ma puntiamo a far diventare sistematica questa “catena” in cui alla fine di ogni corso si possa girare sempre nuovo materiale.

Dal mondo NAC – Nuova Accademia di Cinema è tutto, non vi resta che cercare i loro canali e scoprire se c’è il corso adatto a voi!

Leggi anche: Nuovi sguardi: Stefano Virgilio Cipressi

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