Home News e Animali Notturni La vera storia di Oriana Fallaci e quella della serie tv che...

La vera storia di Oriana Fallaci e quella della serie tv che era meglio non produrre

Una serie tv su Oriana Fallaci?

Ebbene si! Era il 2015 quando alla Rai venne la “brillante” idea di proporre al pubblico una serie tv, basata sulla vita dell’avvincente giornalista e scrittrice Oriana Fallaci. La serie andò in onda il 16 e il 17 Febbraio su Rai uno, a seguito di una versione cinematografica, della durata di 106 minuti, proiettata solo in alcune sale il 3 e 4 Febbraio dello stesso anno.

Perché non rispettare ciò che chi prima era in vita, mai avrebbe avvallato? È risaputo che la Fallaci non amasse apparire sul grande schermo, amava scrivere, ma non apparire in tv o parlare direttamente di se stessa. Allora perché una mattina ci si sveglia e si decide di produrre, per di più con risultati scarsi, un lungometraggio su un grande volto? Non lo sappiamo, ma ci siamo ritrovati questa mini serie L’Oriana di due episodi con la regia di Marco Turco.

Ammettiamo che le serie tv italiane, tranne qualche rara eccezione, stanno vivendo un periodo di inerzia totale e L’Oriana ne è un esempio.

Una Penelope alla guerra: la Fallaci

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata. (Oriana Fallaci)

E’ stata una bimba partigiana, è stata una bimba forte e coraggiosa, che faceva da staffetta al padre partigiano sui colli di un’affascinante Firenze. Oriana scriveva, scriveva e riceveva rifiuti, che non l’hanno scoraggiata, ma resa più caparbia. La scrittrice è stata una Donna entrata nel mito.

Quale ragazza non vorrebbe essere lei? Forte, indipendente, indomita, anticonformista.

Oriana: una vita così intensa!

Nasce a Firenze il 29 Giugno 1929, primogenita di quattro sorelle, il padre Edoardo era membro attivo delle Brigate Giustizia e Libertà, formazioni partigiane del Partito d’Azione. Dopo essersi diplomata al Liceo Classico, seguì qualche mese nella facoltà di Medicina, che abbandonò ben presto per il giornalismo. Iniziò a scrivere cronaca nera sul quotidiano fiorentino Mattino dell’Italia centrale, da dove fu cacciata perché si rifiutò di scrivere un articolo su Palmiro Togliatti. Si traferì a Milano, dove iniziò a lavorare per lo zio Bruno Fallaci, che dirigeva l’Epoca. Per non favorirla, lo zio, la rilegò a correggere articoli scritti da altri.

Quando suo zio fu licenziato, anche Oriana lasciò il giornale. Andò all’Europeo, dove rimase fino al 1977. Da qui inizia il successo della Fallaci. Inizia a girare il mondo dando voce a storie lontane. Inizia la sua carriera da scrittrice. Ricordiamo il suo romanzo d’esordio I sette peccati ad Hollywood, cui seguirono tutti gli altri, tra cui il primo romanzo narrativo “Penelope alla guerra” nel 1962.

Il successo e l’amore

Dove c’era una storia, c’era Oriana. Nel 1965 pubblicò Se il sole muore, dopo le sue interviste per lo sbarco sulla Luna alla NASA. Fu la prima donna ad essere sui fronti di guerra come reporter, ricordiamo la guerra in Vietnam che diede vita al suo romanzo “Niente e così sia” del 1969.

Era il 22 agosto 1973: Alexandros Panagulis entra nella sua vita. Eroe della resistenza greca, si innamorarono fin dal loro primo incontro, quando Alexandros era appena uscito di prigione. Rimasero insieme fino alla morte di Alexandros avvenuta misteriosamente nel 1976, troviamo il personaggio di Panagulis magistralmente descritto nel romanzo Un Uomo del 1979. Dopo la sua morte, Oriana continuò la sua fervente attività di giornalista, seguendo tutti gli sviluppi politici del tempo, compresi i delicati equilibri dell’Iran degli anni 80, da cui prende spunto un altro dei suoi più grandi capolavori Insciallah.

Poco dopo la scrittrice si ritira in un esilio volontario a New York, vittima di un cancro ai polmoni. Uno dei suoi ultimi più celebri lavori fu l’articolo post 11 Settembre 2011. Torna a Firenze per morire a 77 anni il 15 Settembre 2015.

Ma chi era la vera Oriana?

Leggendo su di lei, leggendo le sue opere, i suoi articoli, immergendosi nel suo mondo, non è possibile riassumere Oriana in poche parole. Ha amato immensamente la vita, in tutte le sue sfaccettature. Ha idolatrato l’essere umano in quanto tale e doveva essere sempre in prima linea, quando nel mondo accadeva qualcosa di grande. Non solo, Oriana ha dato voce alle donne indiane, costrette a sposare un uomo molto più vecchio di loro, che non avevano mai visto.

Ha amato per tutta la vita un uomo difficile, un eroe come Panagulis, che le è stato spesso infedele, spesso immeritevole del suo amore, ma una storia così grande andava oltre qualsiasi banale regola sociale. Oriana non voleva essere madre, voleva viaggiare, scrivere, urlare, eppure Oriana si ritrovò una serie di aborti spontanei, perché non poteva avere figli ed i quei momenti capì che tra il non volere e il non potere, vi era una sottile linea: la libertà di scegliere.Oriana

Tanti si sono interrogati su Oriana, una personalità, dicono spigolosa, pretenziosa, ma nessuno è perfetto, dietro tutte le sue imperfezioni si celava la più fragile e la più umana tra gli umani.

Come donna sapeva ridere, amava suo padre, amava i vizi, il buon cibo, è stata una grande amica per tutti i fortunati che riuscivano a superare un muro di apparente freddezza, come non ricordare la sua celebre amicizia con Pierpaolo Pasolini, così dolce.

Ci si è chiesto se Oriana fosse di destra o di sinistra, se fosse credente o meno, se fosse razzista, ma di fronte ad una personalità così grande, queste domande devono scomparire. Oriana è stata una voce. Una voce fuori dal coro, che viaggiava e bramava la vita per raccontare e denunciare.

Un peccato di tracotanza

Tornando alla serie, per il ruolo di Oriana Fallaci è stata scelta Vittoria Puccini, che nonostante sia fiorentina come la giornalista, non è riuscita a dare spessore al personaggio, non è riuscita a riproporre il coraggio e l’audacia, quasi spavalda, della giornalista. La pecca più grande, purtroppo, è il budget ridotto. Non si può pensare di girare un film internazionale, come lo è stata la vita della Fallaci, con un budget limitato. La sceneggiatura e la produzione hanno preferito soffermarsi sulla sfera intima della Fallaci, dimenticando che la scrittrice è stata più una combattente sui fronti, piuttosto che una scrittrice romantica. Manca, perciò, tutto lo spessore politico-culturale, che ha caratterizzato tutta la vita della protagonista. Gli aspetti positivi ci sono, c’è da dire che almeno la fiction ha riesumato un nome come quello della Fallaci, che si porta dietro tutta una serie di tematiche sempre attuali; consoliamoci nella speranza che sia servito a creare curiosità e un po’ di informazione. Altra nota positiva è sicuramente Vinicio Marchioni (che ricordiamo nel ruolo de Il Freddo), nelle vesti di Panagulis, che lo rende credibile, intenso, dolce ed auto-ironico al tempo stesso. Purtroppo, a malincuore, c’è da dire che regista e team hanno peccato di tracotanza, progetto ambizioso, ma mal realizzato.

Oriana

Concludiamo con la speranza che una grande storia di una grande donna sia di nuovo omaggiata da un’arte potente come quella cinematografica, ma ci auguriamo con i giusti mezzi.

Ricordiamo che anche il cinema e la televisione italiani sono in grado di proporre buoni risultati, per sapere di più leggi anche qui

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

The Wrestler e l’ideale dell’ostrica

L’incontro verte ormai al termine. L’Ayatollah è a terra, aspetta solo di essere “schiantato” dalla Ram Jam, la mossa finale con cui il campione...

Chi è la famiglia Silente? – Ariana e Aberforth

Il mondo di Harry Potter è un mondo magico, che ha accompagnato quanti di voi staranno leggendo, magari ormai adulti, da quando erano solo...

L’adolescenza nella commedia sentimentale: Lady Bird e Notte prima degli esami

Spesso e per fortuna, sia la letteratura che il Cinema ci regalano – e spuntano come fiori di primavera – racconti, poesie e frammenti...

Il Cinema Giudiziario – Racconti di Giustizia Umana

Poche persone amano la Legge e tutto il contorto mondo che gira attorno a essa; un complesso universo fatto di ingenti codici, polverosi tribunali,...