Home News e Animali Notturni Società e Cinema – Quando la Settima Arte si mobilita per una...

Società e Cinema – Quando la Settima Arte si mobilita per una crisi

La denominazione del cinematografo come settima arte proviene da Ricciotto Canudo, scrittore e poeta nonché uno dei primi a riconoscere l’importanza di questo mezzo a noi tanto caro. C’è chi tuttavia vive quest’arte come solo intrattenimento, una serata con gli amici e via, i casual watchers diremmo oggi. Il modo di affrontare il cinema è soggettivo, nulla può cambiare questo.

Nel corso del tempo, tuttavia, si è generato sempre di più il bisogno dell’audiovisivo ed è ancora oggi uno dei metodi più usati per distrarsi dalle difficoltà. Puoi considerarla arte o intrattenimento, non importa. Oggi ai tempi del corona virus, come nel 1929 durante la grande depressione, ci viene in soccorso il cinema. Quando la settima arte si mobilita per una crisi, ci può essere un atteggiamento diverso, ma siamo comunque tutti lì a guardare un film per distrarci dall’attualità.

Crisi

Considerato uno dei peggiori periodi storici del novecento, la grande depressione che colpì in particolar modo l’America, gettò per strada famiglie intere senza più un sostegno economico. Le fabbriche chiudevano e molte persone emigravano verso le campagne in cerca di cibo.

Quel 1929 fu l’inizio di una crisi ferocissima che cercò di essere arginata dal programma varato da Roosevelt, chiamato New Deal.

Esso proponeva una ricostruzione del Paese, creando posti di lavoro in modo da rilanciare l’economia. E la fiducia, l’umore del popolo, come puoi controllarlo nell’immediato? Di quest’aspetto si fece carico sopratutto il cinema, diventando fattore di ripresa ideologica e psicologica. Questo messaggio si concretizza nella messa in scena e nella scrittura, poiché per arrivare a tutti ed essere accessibile, il prodotto filmico ha bisogno di regole ferree.

In primo luogo fu usato come modello di narrazione quello ottocentesco. Nello specifico si attinse dalla cosiddetta popular litterature, come Charles Dickens o Honoré de Balzac. In questa potevano trovarsi i valori come famiglia, virtù e speranza sociale, tutto ciò reso da un linguaggio il più semplice e generalista possibile. Potremmo persino considerare questo impegno, come l’origine del cinema accessibile americano esportabile in tutto il mondo ancora oggi. L’happy ending era necessario ai fini dell’operazione, così come l’assenza di veri nemici. Nella produzione ci sono solo ostacoli da superare.

Ad esempio la commedia, generava spesso due conflitti: quello sentimentale e quello lavorativo. Nei successivi anni trenta del ‘900 questo cinema perciò ha subito chiara l’importanza dell’umore popolare, gente che perde il lavoro e famiglie che non riescono a comunicare. Uno dei più importanti registi del New Deal è Frank Capra, il quale è riuscito a imporre il suo stile in un modello predefinito di narrazione. Accadde una notte del 1934 è uno degli esempi più importanti di questo filone, dove la speranza sociale tocca i due principali conflitti dei personaggi: lavoro e amore.

Accadde una notte, la proposta cinematografica di speranza sociale.

Già dal suo inizio la pellicola di Frank Capra lavora per opposizioni semplici e mette da una parte, una donna ricca e viziata e dall’altra un uomo indipendente senza lavoro. Lei in fuga da suo padre e da una condizione da gabbia dorata, lui in viaggio per recuperare il suo impiego. È anche considerato il capostipite del genere road movie, portando i protagonisti nel viaggio verso la felicità. Come già anticipato non ci sono reali nemici, l’ostacolo principale della povertà si risolve mediante soluzioni semplici. Se non hai soldi, ci sarà un signore accanto pronto ad aiutarti, qualora non avessi cibo c’è madre natura che ti rifocillerà.

Crisi

C’è sempre un modo per risolvere i conflitti in questo tipo di cinema. Noi oggi invece viviamo una crisi economica e sociale dovuta a un virus sottovalutato agli inizi che ora ci ha resi quasi tutti al domicilio forzato. Non c’è ancora un cinema portatore di un messaggio speranzoso, ma un progetto chiamato solidarietà digitale che offre molte ore di distrazione audiovisiva. Il cinema arsenale di Pisa che offre un film al giorno con approfondimento per tutti. Il cinema ritrovato con sede a Bologna che propone ogni giovedì capolavori della storia della settima arte.

Infinity che propone due mesi gratis, Dplay che espande il suo periodo di prova. Mymovies offre una vasta scelta di contenuti e tantissimo altro non solo per il settore dello spettacolo. Tutte queste realtà si muovono nella stessa direzione, perché il cinema come arte o intrattenimento o entrambi, è sempre pronto a offrire una distrazione alla crisi. Qualunque essa sia.

Leggi anche: Perché dovete assolutamente guardare Burning

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Perché Joel Miller? | The Last Of Us

Bill: «Ti racconto una storia. C'era una volta qualcuno a cui tenevo davvero, una persona... qualcuno di cui mi prendevo cura. Ma in questo...

Tenet – Nolan e Rancore nella Macchina del tempo

Nolan e Rancore. Il primo dietro una macchina da presa, il secondo dentro la macchina del tempo: entrambi riavvolgono la storia del mondo. Esattamente...

Le notti bianche di Lost in Translation – L’intraducibilità della solitudine

Lost in Translation e Le notti bianche. «La poesia è ciò che si perde nella traduzione. Ed è anche ciò che si perde nell'interpretazione».  (Robert Frost) La...

Kim Ki-duk – Violenza, magia e rassegnazione

Kim Ki-duk è un autore che si è sempre assunto piena responsabilità per i suoi lavori, nel bene o nel male. Attivo nel cinema...