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Bellatrix, Andromeda e Narcissa – Le donne Black | Harry Potter

Forti, fiere, testarde, temerarie, la famiglia Black non è una famiglia che passa inosservata. Le donne Black non passano inosservate.

Sirius Black: «Tutti abbiamo sia luce che oscurità dentro di noi. Ma sta sempre a noi scegliere da che parte schierarci».

Albero Genealogico della famiglia Black
Albero Genealogico della famiglia Black

La famiglia Black è una delle più numerose che conosciamo e una delle “sacre 28”, cioè le famiglie di purosangue appartenenti al magico mondo di Harry Potter. In particolare, la famiglia Black, così ossessionata dal mantenere questa purezza originaria, combinò nel corso della sua storia numerosi matrimoni con altri membri delle casate sacre. Come illustra il magnifico albero genealogico della nobile e antica famiglia Black in Grimmauld Place n°12, tuttavia, non mancano alcune bruciature sullo splendido arazzo: infatti tutti i membri ritenuti colpevoli di aver disonorato la famiglia venivano cancellati, come accade allo stesso Sirius Black.

La famiglia Black

Bellatrix, Narcissa e Andromeda sono le figlie di Cygnus Black e Druella Rosier; questo le rende cugine di Sirius Black (ebbene sì, il nostro amato Sirius è cugino di sangue proprio della temibile Bellatrix!). Entrambi rifiutano per questo l’idea di condividere gli stessi geni, possiamo capire bene il motivo.

Si sa poco di Cygnus e Druella: Rosier è un cognome ancora facente parte di una delle sacre 28, quindi si può supporre che, come la maggior parte dei Black, condividessero una forte ossessione per la purezza. Essendo una famiglia ricca, Bellatrix, Narcissa e Andromeda probabilmente vissero un’infanzia felice, piena di agi e lontana dalle preoccupazioni. Ma come è possibile che da genitori uguali e dal medesimo contesto di provenienza siano nate figlie così diverse?

Le donne Black: stessa famiglia, destini diversi. Bellatrix e la via del male, Antromeda e la ribellione, Narcissa e l'amore materno
Narcissa e Bellatrix

L’ossessiva psicopatica

Bellatrix, la primogenita, crebbe col mito della purezza ed una vera e propria ossessione omicida per i Babbani ed i Mezzosangue. Sposò Rodolphus Lestrange, ovviamente purosangue e mangiamorte, non per amore, ma per mantenersi fedele all’ideale della purezza. La coppia condivideva il lato oscuro della magia ed insieme torturarono la coppia di Auror, nonché membri dell’Ordine della fenice: Alice e Frank Longbottom, i genitori di Neville. Bellatrix divenne così una psicopatica depravata, capace dei più grandi crimini, con un’unica grande ossessione: Lord Voldemort. Gli sarà accanto fino alla fine come la sua più fedele mangiamorte.

Le donne Black: stessa famiglia, destini diversi. Bellatrix e la via del male, Antromeda e la ribellione, Narcissa e l'amore materno
Bellatrix

Bellatrix aveva affrontato un periodo di addestramento con Lord Voldemort in persona, il quale, percependo il suo talento e la sua devozione, pensò di usarla come strumento. Probabilmente è in questo periodo che Bella sviluppa un amore folle per Voldemort, amore unilaterale e non ricambiato, amore per il potere. In questo periodo potenzia un’egregia capacità nel duellare e si mostra essere una delle poche maghe a possedere l’arte dell’Occlumanzia. Talmente forte era il suo amore per il Signore Oscuro, da nascondere la coppa d’oro di Helga Tassorosso, un Horcrux, nella sua camera alla Gringott. Certo è che dopo la sua permanenza ad Azkaban perse parte del suo aspetto nobile ed accentuò il suo lato oscuro!

Una personalità come quella di Bellatrix è una personalità dominata tutta dall’istinto e dalla passione, che in questo caso trovano massima espressione nella via del male. Bellatrix è dominata dall’Es freudiano: la parte che segue gli istinti, il luogo Oscuro della nostra mente, una sorgente di energia che rincorre le pulsioni per soddisfazioni effimere. Ella vive, infatti, in funzione della propria sete di potere, senza preoccuparsi di versare sangue.

In questo ruolo troviamo l’affascinante Helena Bonham Carter in una delle sue migliori performance, tale da rendere Bellatrix uno dei “cattivi” meglio riusciti del cinema, che ci restituisce in maniera magistrale il personaggio descritto dalla Rowling: il male, nella sua forma più psicopatica, più estremizzata, ha un volto ed è il suo.

La coraggiosa ribelle

Andromeda è la figlia di mezzo ed è uno dei volti cancellati nell’arazzo dei Black. Il suo crimine? Aver sposato Ted Tonks, un nato Babbano. La famiglia non poteva ammettere un tale disonore, tuttavia Andromeda scelse l’amore e rinnegò la famiglia. La coppia ebbe una figlia, Nymphadora, che sposò Remus Lupin (il professore di Harry, nonché fedele amico di Sirius), da cui ebbe un figlio, Teddy Remus Lupin.

Andromeda e Ted non si uniscono mai ufficialmente all’Ordine della Fenice, eppure lo appoggiano sempre. Nymphadora viene uccisa dalla stessa zia Bellatrix nella battaglia finale contro Voldemort, nel cui scontro perde la vita anche Lupin, mentre Ted viene ucciso poco prima dai Ghermidori. Andromeda rimane l’unica a prendersi cura dell’orfano Teddy, che amerà come un figlio.

Andromeda è la ribellione, è la consapevolezza. Per tutti i figli arriva presto o tardi il momento di mettere in discussione le ideologie familiari ed è lì che avviene la distinzione: accettarle ciecamente, saperle interpretare oppure rinnegarle. Andromeda è la rivolta del Super-Io: l’insieme delle costrizioni, delle regole a cui siamo sottoposti, da parte della società, della famiglia, delle istituzioni, percepiti dalla mente come divieti, che in questo caso Andromeda rifiuta ed ai quali si ribella profondamente, creando un proprio sistema di giudizio morale.

Andromeda prende il nome dal mito greco: era la principessa d’Etiopia, figlia di Cefeo e della bellissima Cassiopea. Cassiopea si vantò della bellezza della figlia a discapito di quella delle Nereidi, le ninfe dell’acqua, queste adirate chiesero al padre Poseidone di punire il popolo d’Etiopia. Per far terminare la maledizione, Andromeda doveva essere incatenata e fatta divorare da un mostro marino. La fanciulla fu salvata dal giovane eroe Perseo (l’assassino di Medea), che poi la sposò. Oggi Andromeda è, anche, il nome di una costellazione.

Come nel mito, Andromeda è l’amore puro, pronto a sacrificarsi, pronto a non tirarsi indietro, pronto a tutto, anche a sposare un babbano.

L’amore materno

L’ultima sorella è Narcissa, la quale sposò, seguendo le tradizioni, Lucius Malfoy, di famiglia nobile e mangiamorte, la coppia ebbe un figlio, Draco Malfoy. Narcissa non diventa mai una mangiamorte nel corso del film, ella è mossa da un solo intento: la famiglia. Per questo resta ai margini, apparentemente all’ombra dell’odioso Lucius, eppure non finisce per essere del tutto corrotta dal male. Le sorelle si chiamano ancora Cissi e Bella, in ricordo di un’infanzia felice perduta: se esiste un essere vivente per cui Bellatrix mostri un minimo di umanità, è, infatti, proprio sua sorella.

Narcissa

Narcissa ha percorso una via a metà tra i due estremi delle sorelle ed è sicuramente influenzata per la maggior parte dall’Io: la coscienza che valuta gli eventi, tra la passione totale dell’Es e la razionalità del Super-Io. Infatti Narcissa valuta di non diventare mangiamorte, di mentire al Signore Oscuro; è l’Io che media le istanze vitali e viene influenzato dalla realtà.

Narcissa trova il suo scopo come madre: le uniche volte in cui la vediamo passare all’azione è al fine di proteggere Draco. Lucius voleva mandare il figlio a Durmstrang, scuola di Arti Oscure, dove erano ammessi solo Purosangue e Mezzosangue, ma questo avrebbe significato allontanare ancora di più il figlio, così Draco finisce a Hogwarts. Più avanti Narcissa stipula un voto infrangibile con Piton, per proteggere il suo bambino. Infine, pur di salvare Draco, sceglie deliberatamente di mentire a Voldemort, segnandone inevitabilmente la fine. Narcissa è la via della neutralità, è l’amore ineluttabile per il proprio figlio.

Tre vite, tre vie

Le tre sorelle potrebbero essere riviste come componenti di uno stesso individuo, fatto di eccessi, mediazione e razionalità. Non esiste nella vita un bene assoluto e un male assoluto, siamo tutti pieni di sfumature, contraddizioni ed errori.

Bellatrix, Andromeda, Narcissa

«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo».
(Lev Tolstoj)
Tre sorelle, tre storie completamente diverse: esse sono la dimostrazione che si può vivere sotto gli stessi ideali, crescere con la stessa educazione, eppure gli input esterni, le persone che incontriamo durante la nostra vita, le scelte che facciamo, ci rendono degli esseri unici e possono portarci a essere molto diversi dalla proiezione dei nostri genitori.

Leggi anche: Hermione Granger – Il Prometeo di Harry Potter 

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